Nel calcio attuale c'é chi ama gestire la fase offensiva sfruttando i cosiddetti "falsi nove", vale a dire attaccanti (o centrocampisti adattati al ruolo) che svariano lungo tutto il fronte offensivo, oppure chi continua ad affidare quelle mansioni al vecchio, caro centravanti. La Juventus ha scelto la seconda opzione, lasciando a Fernando Llorente il compito di scardinare le difese avversarie. Lo spagnolo, però, ha dimostrato di non limitarsi al semplice compitino, mettendo pure a segno goal pesanti. Pesantissimi, se qualcuno di loro vale addirittura "sei punti", così come ha sostenuto Buffon al termine della partita vinta da Madama sull'Udinese grazie alla rete decisiva messa a segno dallo stesso Llorente.
Si tratta di scelte, idee e punti di vista diversi, proprio come quelli espressi da Garcia e Conte prima dei rispettivi incontri disputati nella quattordicesima giornata del campionato. Se per il tecnico romanista è "meglio essere secondo che primo. Ci sono meno pressioni, magari si parla un po’ meno di scudetto", all'allenatore bianconero un concetto del genere non può che andare di traverso. Tanto è vero che la sua risposta non aveva lasciato alcun margine di interpretazione: “Noi il comando della classifica lo abbiamo ripreso soltanto domenica scorsa, e sinceramente mi piacerebbe che continuassimo a stare quassù”.
D'altronde la Juventus dell'era contiana, che ha quasi sempre recitato il ruolo della lepre, mal digerisce l'idea di dover trovarsi dalla parte di chi deve inseguire. Di fronte a quanto messo in mostra dalla Roma ad inizio stagione, però, c'era ben poco da fare. Se non cercare di tenere il passo, di non far scappare i giallorossi per poi riuscire a raggiungerli alla prima occasione. Facile a dirsi, un pò meno a farsi.
Soprattutto se il cammino in Europa, che poteva essere decisamente comodo, è diventato invece tremendamente complicato a causa del braccino corto della Vecchia Signora. Con squadre come Copenaghen (in Danimarca) e Galatasaray (a Torino) la Juventus avrebbe dovuto fare bottino pieno, invece di inciampare in pareggi che l'hanno costretta a raddoppiare gli sforzi per rimettersi in piedi. Lezione imparata, sembra, anche se la chiusura del cerchio dovrebbe avvenire in Turchia nel corso dell'ultimo match della fase a gironi di Champions League.
Nella consueta conferenza stampa che si è tenuta prima della gara con i friulani Conte aveva messo l'accento proprio su questo punto: "Sappiamo però che il nostro cammino è pieno di bucce di banana da evitare".
A furia di cadere sembra che Madama abbia imparato ad evitarle.
Oppure, per dirla alla Garcia, che abbia “rimesso la chiesa al centro del villaggio”.
Si tratta di scelte, idee e punti di vista diversi, proprio come quelli espressi da Garcia e Conte prima dei rispettivi incontri disputati nella quattordicesima giornata del campionato. Se per il tecnico romanista è "meglio essere secondo che primo. Ci sono meno pressioni, magari si parla un po’ meno di scudetto", all'allenatore bianconero un concetto del genere non può che andare di traverso. Tanto è vero che la sua risposta non aveva lasciato alcun margine di interpretazione: “Noi il comando della classifica lo abbiamo ripreso soltanto domenica scorsa, e sinceramente mi piacerebbe che continuassimo a stare quassù”.
D'altronde la Juventus dell'era contiana, che ha quasi sempre recitato il ruolo della lepre, mal digerisce l'idea di dover trovarsi dalla parte di chi deve inseguire. Di fronte a quanto messo in mostra dalla Roma ad inizio stagione, però, c'era ben poco da fare. Se non cercare di tenere il passo, di non far scappare i giallorossi per poi riuscire a raggiungerli alla prima occasione. Facile a dirsi, un pò meno a farsi.
Soprattutto se il cammino in Europa, che poteva essere decisamente comodo, è diventato invece tremendamente complicato a causa del braccino corto della Vecchia Signora. Con squadre come Copenaghen (in Danimarca) e Galatasaray (a Torino) la Juventus avrebbe dovuto fare bottino pieno, invece di inciampare in pareggi che l'hanno costretta a raddoppiare gli sforzi per rimettersi in piedi. Lezione imparata, sembra, anche se la chiusura del cerchio dovrebbe avvenire in Turchia nel corso dell'ultimo match della fase a gironi di Champions League.
Nella consueta conferenza stampa che si è tenuta prima della gara con i friulani Conte aveva messo l'accento proprio su questo punto: "Sappiamo però che il nostro cammino è pieno di bucce di banana da evitare".
A furia di cadere sembra che Madama abbia imparato ad evitarle.
Oppure, per dirla alla Garcia, che abbia “rimesso la chiesa al centro del villaggio”.
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