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mercoledì 30 giugno 2010

Piaccia o non piaccia...


Breve spazio personale.
Mi ritaglio cinque minuti nel corso di una giornata dedicata ad una battuta di pesca con mio padre, e prima di un compleanno (quello di Diego, un fratello più che un amico) da festeggiare tra poco.
Prometto che da domani tornerò a parlare di Juve.

“Piaccia o non piaccia”, l’allievo (il principiante, per meglio dire) ha battuto il maestro.
Azzurro, in passato, con la nazionale di pesca a mosca, scrittore oggi (Magie Immerse).
Lui.

Pecora “nera” della famiglia.
Io.
D’accordo: ogni tanto la (mia) mosca finta si attacca a qualche foglia di qualche ca… d’albero che qualcuno ha pensato bene di far crescere laddove le trote preferiscono cibarsi.
Va bene: ogni tanto i sassi dietro di me “spuntano” le punte delle mie esche senza che io riesca a rendermene conto (hai voglia di trascinare, poi, i pesci a riva. Ti salutano scodinzolando che è un piacere).
Ok: a volte sono un po’ comico quando non recupero il finale mentre mi avvicino ad una preda, intrecciando le gambe come il miglior Ronaldinho con il rischio di cadere nell’acqua.
Ma quello che conta è il risultato finale: nell’almanacco dei ricordi, oggi ho vinto io.
E chissenefrega delle polemiche (che arriveranno)...
Nessuna moviola disponibile: né sul fiume, né al ristorante.

Tra il primo tempo (il mattino) e il secondo (il pomeriggio), pranzo offerto dal “senior”.
A base di cinghiale.
Catturato e cucinato da un suo amico apposta per noi: chapeau.
Il tutto accompagnato da un buon vino rosso (Gutturnio)

Ps: ehi, tu. Lì sulla panchina... Ricordi cosa ti scrissi tempo fa? (leggi qui)
Avevo bisogno di “sbloccarmi”. E l’ho fatto…