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martedì 7 gennaio 2014

Juve-Roma e l'aiutino a Madama...


Intervistato dalla “Gazzetta dello Sport” qualche giorno dopo il suo addio alla Juventus (approdò all'Hercules Alicante il 28 agosto 2010), appena atterrato in Spagna David Trezeguet dedicò un ultimo, affettuoso pensiero alla sua Signora: “Sono arrivati molti giocatori da squadre di medio livello. La Juve è un’altra storia. Una maglia normale pesa un chilo, quella della Juve pesa una tonnellata. E non tutti riescono a portarla sulle spalle. Il tempo dirà chi è da Juve. Servirà tempo, ma in questa Juve vedo tante qualità. Dovranno ripartire da zero e bisogna dire alla gente che prima di tornare a vincere servirà un po’ di tempo”.

Quel tempo è arrivato da poco più di due anni. Ora che è tornato a Torino per ricevere un meritato bagno di folla dai suoi vecchi tifosi, lo stesso Trezeguet ha potuto toccare con mano la grandezza ritrovata di Madama. Certo, per rendere perfetta la rinascita bianconera è necessario che Madama riprenda ad alzare al cielo qualche trofeo continentale. Però, anche per quello, è questione di tempo.

“Chi ha tempo non aspetti tempo”, recita un famoso proverbio. E in campionato la Vecchia Signora non ha certo aspettato il prossimo maggio per schiacciare il piede sull'acceleratore. Preso atto della forza della Roma ha recuperato lo svantaggio accumulato dopo lo sprint iniziale dei giallorossi, l'ha superata e battuta nel primo scontro diretto previsto dal calendario.

Se Garcia era riuscito a “rimettere la Chiesa al centro del villaggio” (così disse il tecnico lo scorso settembre, citando un altro proverbio, questa volta di estrazione francese), la Juventus – a suo modo di vedere - ha rimesso le cose al loro posto, tornando in vetta alla classifica e vincendo con largo anticipo il titolo platonico di campione d'inverno.

Servirà questa prova di forza a garantire un futuro tranquillo a Madama ormai sulla strada verso il terzo tricolore consecutivo? Quanto potranno incidere le fatiche infrasettimanali di Coppa Italia ed Europa League sui muscoli e sulle teste dei bianconeri? Per restare in tema, soltanto il tempo potrà dirlo. Quello che la Roma, ad esempio, non ha atteso per tesserare il belga Nainggolan, recente obiettivo di mercato - tra le altre squadre - anche della Juventus.

Mentre il Napoli si riavvicina ai giallorossi, il duello in testa alla classifica riprenderà la prossima domenica, quando Madama si recherà in Sardegna per cercare di espugnare il Sant'Elia contro il Cagliari, privo di uno degli elementi cardine: Nainggolan. Appena passato alla Roma. Beh, almeno stavolta l'aiutino la Vecchia Signora l'ha ricevuto direttamente dai giallorossi...

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sabato 7 dicembre 2013

Appuntamento con la storia per la Juventus


Se dieci vittorie consecutive non sono bastate alla Roma per mettere le mani sul campionato e prendere il largo sulle dirette rivali nella corsa verso lo scudetto, le sette accumulate sino ad oggi dalla Juventus rischiano addirittura di far passare in secondo piano lo straordinario avvio dei giallorossi di Garcia.

Visto quanto era successo ai nastri di partenza alzi la mano chi era convinto, senza ombra di dubbio, che Madama si sarebbe ritrovata alla quindicesima tappa del torneo con sei punti virtuali di vantaggio sulla Roma. Spetta proprio a lei, adesso, il compito di ridurre nuovamente il distacco in classifica vincendo contro la Fiorentina dell'ex Montella nella partita prevista per l'ora di pranzo della domenica.

La Juventus sbanca Bologna con il secondo 2-0 in due anni (la scorsa stagione capitò alla ventinovesima giornata, il 16 marzo 2013), prolungando in questo modo la propria imbattibilità nella città delle Due Torri. L'ultima sconfitta, infatti, risale al 29 novembre 1998: Paramatti, Signori e Davide Fontolan diedero tre ceffoni alla Vecchia Signora orfana dell'infortunato Del Piero, gravemente infortunatosi ad un ginocchio a Udine qualche giorno prima.

La scorsa primavera, in piena corsa per aggiudicarsi il secondo tricolore consecutivo alla guida dei bianconeri, durante la conferenza stampa che aveva preceduto una gara contro la Lazio Antonio Conte aveva dichiarato: “Chi vince scrive, fa storia, gli altri possono solo fare chiacchiere”.

Se la Juventus dovesse aggiudicarsi anche le due prossime partite di campionato (col Sassuolo in casa e l'Atalanta a Bergamo) arriverebbe a quota nove successi di fila. Ne mancherebbe uno, in quel caso, per eguagliare la straordinaria serie della Roma: si giocherà a Torino, con ogni probabilità il 6 gennaio. Proprio tra bianconeri e giallorossi. Se così fosse, si tratterebbe di una beffa del destino a danno dei capitolini. Quel giorno, comunque andranno a finire le cose da oggi in poi, allo “Juventus Stadium” tornerà a salutare i suoi vecchi tifosi David Trezeguet.

Un piccolo regalo per una bellissima storia d'amore, quella tra il bomber francese e la sua Signora. Che al momento, però, non può abbassare la guardia: martedì, a Istanbul, giocherà la gara decisiva per l'accesso agli ottavi di finale della Champions League.
Questa storia, in campo europeo, è ancora tutta da scrivere.

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mercoledì 24 aprile 2013

Juve e Toro, le ricorrenze nei derby

 
Un derby è un derby, una partita particolare che spesso sfugge ai pronostici e fa crollare le certezze più assolute. Anche quello di Torino, ovviamente, non si sottrae a questa regola non scritta. Sfogliando l'album dei ricordi si possono trovare moltissime stracittadine disputate sotto la Mole che potrebbero riassumere benissimo quanto appena detto. Nella stagione 2001/02, ad esempio, Juventus e Torino diedero vita a due gare tiratissime, che terminarono entrambe in parità in mezzo ad un festival di gol. Nella sfida del girone di andata Madama, dopo aver concluso la prima frazione di gioco in vantaggio di tre reti, aveva subito un'incredibile rimonta nei successivi quarantacinque minuti. Le era capitata, a onor del vero, l'occasione per chiudere definitivamente la partita grazie ad un calcio di rigore affidato al cileno Salas. Il problema, però, fu che l'attaccante aveva spedito il pallone alle stelle.
 
Prima di quell’esecuzione il torinista Maspero si era diretto verso il dischetto. Marco Ferrante, ex punta del Torino, ha recentemente parlato di quanto accaduto in quei momenti nel corso di un'intervista rilasciata a "Sportmediaset": "Credo che se uno fa una buchetta davanti al punto in cui calcio, questa non influisca. Non era mica un solco di un metro… La verità è che Salas ha calciato quel penalty di collo pieno e col corpo all’indietro. In questo modo è logico che il tiro finisce alto, si insegna nelle scuole calcio". Ristabilita la (sua) verità sull'episodio in questione, Ferrante ha affrontato un tema ancor più delicato: "In quel 3-3 successe davvero di tutto. Il fatto che non giocassi dall’inizio ha imbarazzato anche i miei compagni. E' stata una storia parecchio strana. All’epoca il nostro presidente era Cimminelli. Voci di corridoio dicevano fosse juventino, quindi costrinse Camolese a lasciarmi fuori, altrimenti lo avrebbe esonerato. Anche il mister può confermare".
 
Con il suo ingresso in campo aveva poi fornito un contributo importante nel raddrizzare le sorti del Torino. Ferrante era risultato decisivo anche nella gara di ritorno, disputata il 24 febbraio 2002. Fu proprio lui a segnare la rete del momentaneo pareggio granata dopo l'iniziale vantaggio bianconero realizzato da Trezeguet. L'attaccante del Torino aveva esultato correndo sotto la curva Maratona imitando le corna del toro. Fin qui nulla di strano, se non fosse che anche lo juventino Maresca aveva fatto altrettanto verso la fine dell'incontro, dopo aver messo a segno il gol del definitivo 2-2 (il momentaneo sorpasso granata portava la firma del francese Cauet). Apriti cielo. Dalla pancia dello stadio "Delle Alpi" ancora Ferrante non era riuscito a trattenere la propria rabbia: "Nel calcio ci può stare tutto: calci, pugni, falli da espulsione, ma certe cose non vanno bene. Gliel'ho detto, ma lui scappava. L'esultanza uguale alla mia? Vorrà dire che vuole venire al Toro, alla Juve vedo che trova poco spazio... ".
 
Marcello Lippi prese le difese del suo giovane centrocampista: "Andatevi a rileggere le dichiarazioni dei giocatori del Torino fatte durante la settimana, a partire da quelle di Lucarelli sulla maglia della Juve. Il clima era stato surriscaldato prima ancora di scendere in campo". Il già citato Cimminelli, invece, aveva spostato l'attenzione generale sulla direzione arbitrale: "Hanno giocato in dodici, Zambrotta andava espulso per quel fallo da dietro, è stato un arbitraggio provocatorio".
 
Tra i compagni di squadra di Maresca c'era stato chi aveva cercato di smorzare la tensione, come Ciro Ferrara ("Enzo voleva fare l'esultanza della zebra, ma non sa come si fa"), e chi invece non aveva gradito il suo gesto. David Trezeguet era tra loro: "Io non l'avrei fatto, non è nel mio stile dopo un gol andare sotto la curva o davanti alla panchina altrui a festeggiare. Questo non vuol dire, però, che Maresca abbia agito in malafede. Bisognerebbe chiederlo a lui". Con quel pareggio la Juventus venne momentaneamente superata in classifica da Inter e Roma, nel corso di un campionato che avrebbe regalato emozioni sino all'ultima giornata svoltasi nell'ormai celebre data del 5 maggio 2002. Niente a che vedere con l'attuale edizione, dove - almeno per quanto concerne lo scudetto - si è arrivati al punto di provare ad indovinare il momento esatto in cui la Vecchia Signora potrà festeggiare la conquista del suo secondo tricolore consecutivo.
 
Il ballottaggio al momento riguarda due gare: quella prevista per la prossima domenica, vale a dire il derby di Torino, oppure quella successiva, quando Madama ospiterà il Palermo. Accadrà il 5 maggio. In un modo o nell'altro, per i bianconeri si tratta sempre e comunque di ricorrenze particolari...
 
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