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mercoledì 13 marzo 2013

A Wembley con i Re d’Europa


Come anticipato nelle pagine di questo blog e sui miei profili personali su Twitter e Facebook, lo scorso mercoledì ho avuto il piacere di assistere dal vivo alla gara tra la Juventus e il Celtic, match valevole per il ritorno degli ottavi di finale della Champions League.

A questo proposito ringrazio Domenico Armatore e lo staff di We Are Social per avermi contattato in merito ad un'iniziativa, marchiata UniCredit, denominata "A Wembley con i Re d'Europa".

In cosa consiste? Attraverso un'applicazione su Facebook sono state create opportunità di vincere alcuni premi legati al mondo del calcio e di assistere alla finale della manifestazione prevista a Londra il prossimo 25 maggio.

Questo è il link: A Wembley con i Re d’Europa

L’utente può accedere all’applicazione tramite una tab presente sulla pagina Facebook di UniCreditChampions, e può scegliere di:
- realizzare un video personalizzato che riprende un po’ il mood della Champions; 
- compilare un form per partecipare all’estrazione di un coriandolo della UEFA Champions League personalizzato con il suo nome;
- compilare un form per attivare la Genius Card di UniCredit e partecipare all’estrazione di due biglietti della finale di Wembley.

L’app mette a disposizione dell’utente tre opportunità, ma lo stesso è libero di sceglierne anche una soltanto. Può, ad esempio, realizzare il video senza attivare la Genius Card o compilare il form per il coriandolo. Tutta l’iniziativa, inoltre, è accompagnata da un tour offline (“A Wembley con i Re d’Europa” Tour), per il quale si possono trovare tutte le tappe a questo link: “A Wembley con i Re d’Europa” Tour

Era dall'11 settembre del 2011 che non mettevo più piede allo "Juventus Stadium". Pochi giorni prima era stata inaugurata la nuova casa bianconera, pronta ad ospitare la neonata creatura di Antonio Conte. Di quegli istanti ricordo che rimasi impressionato dalla disposizione tattica della squadra sin dal fischio di inizio dell'arbitro. 

Abituato a passare da Ranieri a Delneri, con gli intermezzi di Ferrara e Zaccheroni, non mi sembrava vero di poter ammirare da subito una formazione così compatta, con una (sua) precisa identità di gioco.

Sullo stadio... beh, quello che si dice in giro è vero: è semplicemente stupendo.

Non appena possibile spero di riuscire ad andare a visitare il museo del club. Un pezzo della nostra storia che mi auguro verrà aggiornato al più presto con nuove vittorie.

sabato 9 marzo 2013

Champions, Juventus ai quarti di finale

Alla fine della partita disputata a Torino tra la Juventus ed il Celtic cantavano tutti i tifosi presenti allo stadio, senza distinzione alcuna tra vincitori e vinti. Merito soprattutto degli ospiti scozzesi, irriducibili nel sostenere i propri giocatori nonostante il diluvio di gol (cinque) subiti nelle gare di andata e ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Grazie a questo spirito, chi indossa la maglia biancoverde può sentirsi sicuro di non camminare mai solo.

Il vantaggio di tre reti accumulato nell'incontro di andata al "Celtic Park" metteva la Juventus contiana di fronte ad un nuovo esame di maturità. Dopo essersi diplomata in serie A lo scorso anno (ed in attesa della conferma del tricolore, che le varrebbe una laurea), la matricola bianconera doveva cercare di contenere la prevedibile reazione degli avversari evitando di sperperare quanto fatto di buono in precedenza. Oltretutto senza schierare la formazione titolare, visto che domenica Madama aprirà i cancelli dello "Juventus Stadium" al Catania di Pulvirenti.

La missione, al di là del risultato finale, è stata superata a pieni voti. Gli attaccanti hanno fatto il loro dovere (una rete a testa per Matri e Quagliarella), Buffon ha prolungato la propria imbattibilità in Europa (giunta ormai a 490’), Pirlo si è divertito col resto dei compagni sino a quando Conte non è riuscito a toglierlo dal campo. La sua voglia di restare ancora per qualche minuto sul prato verde rende benissimo l'idea di una Vecchia Signora che ha ripreso a giocare divertendo e divertendosi anche al di fuori dei confini italici.

La Juventus aveva iniziato il cammino in questa edizione della Champions League con un tris di pareggi che aveva ricordato la sua ultima (e triste) versione europea, quella targata Luigi Delneri. Poi si è finalmente scrollata di dosso le paure tipiche di una debuttante, superando il girone di qualificazione da primatista ed eliminando dalla manifestazione persino i campioni in carica del Chelsea. Sconfitti in modo netto i modesti scozzesi del Celtic, ora dovrà aspettare l'esito del sorteggio dei quarti (previsto per venerdì 15 marzo) per conoscere il nome della prossima avversaria.

Che quasi certamente sarà un club di tutto rispetto e con giocatori dall'altissimo tasso di qualità. Una delle favorite d'obbligo per la vittoria finale, il Barcellona, avrà l'arduo compito di rimontare la sconfitta per 2-0 patita contro il Milan a "San Siro" lo scorso 20 febbraio. Non è escluso che l'esito del match di ritorno tra queste due formazioni possa rivelare scenari imprevedibili sino a poco tempo fa.

La scorsa stagione in pochi avevano immaginato una vittoria in Champions League del Chelsea, guidato - oltretutto - da un allenatore che aveva preso in mano le redini della squadra soltanto a partire dal mese di marzo. Gli inglesi, guarda caso, prima di sollevare la coppa a Monaco di Baviera avevano eliminato gli stessi catalani in semifinale. Negli ultimi quattro anni il club spagnolo ha trionfato nella massima competizione ben due volte, fermandosi in semifinale nelle altre. Le recenti sconfitte subite dai rossoneri e dal Real Madrid (in campionato e nella Coppa del Re) hanno suscitato un comprensibile clamore, ma non ne hanno quasi certamente certificato la resa, l'uscita definitiva dalla cronaca per la successiva entrata nella storia.
Per quello, così come per altre eventuali sorprese, bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo.

Articolo pubblicato su

Mercoledi sera ho avuto l'opportunità di assistere alla gara direttamente dagli spalti dello "Juventus Stadium".
Ringrazio Domenico Armatore, lo staff di We Are Social e UniCredit per avermi concessa questa possibilità. Nei prossimi giorni, al proposito, parlerò diffusamente della loro iniziativa che mi ha visto coinvolto in prima persona.