Visualizzazione post con etichetta Bastian Schweinsteiger. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bastian Schweinsteiger. Mostra tutti i post

domenica 7 aprile 2013

Juventus all'assalto del Bayern


Il Bayern Monaco ha vinto la Bundesliga. C’era da aspettarselo, visto l’enorme vantaggio maturato in classifica sulle dirette rivali nel corso della stagione. Sino a pochi giorni fa restava soltanto un piccolo dubbio, legato al momento esatto in cui sarebbe riuscito ad aggiudicarsi matematicamente la Meisterschale. Lo ha fatto nel minor tempo possibile, arrivando al traguardo il 6 aprile (evento mai accaduto prima da quelle parti).

E’ la quinta volta negli ultimi dieci anni che i bavaresi conquistano il titolo nazionale. Il Werder Brema, lo Stoccarda, il Wolfsburg ed il Borussia Dormund (in due occasioni) sono stati gli unici club in grado di impedire che il predominio del Bayern Monaco diventasse una vera e propria dittatura. Certo, pensando alla marcia inarrestabile imposta dal gruppo di Heynckes viene spontaneo domandarsi cosa riuscirà ad aggiungere Guardiola dal momento del primo contatto con la sua nuova realtà, che avverrà in Italia dalle parti di Riva del Garda (dal 4 luglio).

Ora, però, la concentrazione dei neo campioni di Germania sarà rivolta esclusivamente alla Champions League ed alla coppa nazionale. Con ogni probabilità proprio in Europa si dovrebbero notare le maggiori novità che verranno apportate dall’ex tecnico del Barcellona. A lui spetterà il compito di riportare il massimo titolo continentale nella bacheca dei bavaresi, conquistato per l’ultima volta nel 2001 dopo averlo vinto in tre edizioni consecutive dal 1974 al 1976. A meno che, ovviamente, non riescano ad aggiudicarselo già in questa stagione.

Mercoledì prossimo dovranno difendere, nel caso in cui non dovessero aumentarlo, il vantaggio di due reti maturato nella gara di andata dei quarti di finale contro la Juventus. La quale, dal canto suo, è ad un passo dal replicare la vittoria in serie A maturata la scorsa stagione. Dopo la partita disputata all’Allianz Arena in pochi sembravano avere dubbi sull’esito del doppio confronto tra le due squadre. Uno di questi era Bastian Schweinsteiger: “E' un buon risultato, ma non sarà facile perché gli italiani usano tattiche molto interessanti. Il mio istinto mi dice che avremmo dovuto segnare un altro gol, ma abbiamo fatto benissimo a non subirne”.

Con il trascorrere dei giorni nel mondo bianconero lo scoramento ha lasciato via via spazio alla fiducia. Più che di rimonta in casa bianconera si parla di “sogno da continuare”. Stavolta Conte non ha chiesto l’aiuto del pubblico invocando semplicemente una “bolgia”, bensì ha raddoppiato la richiesta di sostegno invocando una “bolgia-bolgia”. Il Pescara, vittima sacrificale di Madama nell’anticipo della trentunesima giornata della serie A, ha impedito che la Juventus potesse passeggiare tranquillamente sui suoi resti per aggiudicarsi altri tre punti indispensabili per vivere con serenità i giorni che precedono il match contro i bavaresi.

La Vecchia Signora ha vinto, sì, per 2-1, ma non è stato facile. Il fato sembrava averle combinato un brutto scherzo, riproponendole una gara simile a quella persa in casa contro la Sampdoria nel giorno dell’Epifania. Oppure, per essere più chiari, una di quelle partite in cui i bianconeri dominano, sprecano il possibile e l’impossibile per poi restare a mani vuote al fischio finale.

La vittoria porta il nome di Vucinic, il talento montenegrino che potrebbe risultare decisivo anche nella prossima gara di coppa. Comunque andrà a finire, è sempre più chiaro che la Juventus non potrà continuare a progettare ogni estate reparti offensivi nei quali non vengono arruolati cecchini d’area di rigore. Il problema non è il lavoro che Conte chiede alle punte anche in fase di copertura, quello è l’alibi per giustificare le poche realizzazioni degli attaccanti.

La realtà dei fatti è che ci vogliono dei fuoriclasse là davanti per chiudere subito certe pratiche senza dover bersagliare di tiri i portieri avversari. Premesso che chi scrive non trova di buon gusto applicare certi concetti allo sport, ma quando lo stesso Vucinic afferma che contro il “Bayern Monaco dovrà essere una guerra, si va a fare la guerra”, verrebbe spontaneo domandargli se al suo fianco avrebbe piacere ci fosse un cecchino infallibile.
In quel caso la sua truppa potrebbe vincere senza dover sparare in continuazione a vuoto. Lui compreso. A Conte, forse, un’eventualità simile non dispiacerebbe.

Articolo pubblicato su