Sconfiggendo
l'Atalanta in casa, e approfittando dei passi falsi di Inter e Napoli, la
Juventus si è laureata campione d'inverno con due giornate di anticipo rispetto
alla conclusione del girone di andata. Si tratta, ovviamente, di un titolo
platonico, il cui valore non va comunque sottovalutato: nelle ultime otto
stagioni la squadra che ha tagliato per prima il traguardo al giro di boa ha
poi vinto lo scudetto in primavera.
E' la seconda volta consecutiva che accade ai bianconeri: il 21 gennaio 2012, a Bergamo, vincendo 2-0 ancora contro gli orobici la formazione di Conte si era presa metà tricolore. In quell'occasione Madama aveva cominciato l'incontro all'arrembaggio, costringendo l'avversario alle corde per quindici minuti senza però riuscire a segnare alcun gol (il successo era maturato nella ripresa). Nella partita disputata la scorsa domenica allo "Juventus Stadium", invece, dopo un quarto d'ora di gioco aveva già realizzato due reti. Il 3-0 siglato da Marchisio al 27' ha finito col trasformare la gara in una pratica da archiviare, in attesa della successiva trasferta contro il Cagliari prevista per il prossimo venerdì.
E' la seconda volta consecutiva che accade ai bianconeri: il 21 gennaio 2012, a Bergamo, vincendo 2-0 ancora contro gli orobici la formazione di Conte si era presa metà tricolore. In quell'occasione Madama aveva cominciato l'incontro all'arrembaggio, costringendo l'avversario alle corde per quindici minuti senza però riuscire a segnare alcun gol (il successo era maturato nella ripresa). Nella partita disputata la scorsa domenica allo "Juventus Stadium", invece, dopo un quarto d'ora di gioco aveva già realizzato due reti. Il 3-0 siglato da Marchisio al 27' ha finito col trasformare la gara in una pratica da archiviare, in attesa della successiva trasferta contro il Cagliari prevista per il prossimo venerdì.
L'ultima volta nella quale le due squadre si erano incontrate risale allo scorso 6 maggio: superando i sardi per 2-0 sul campo neutro di Trieste la Juventus aveva matematicamente conquistato il suo ultimo scudetto.
Dall'inizio del
campionato ad oggi sono trascorsi poco meno di quattro mesi, nei quali i media
hanno provato a scovare l'anti-Juve cercandola tra le avversarie dirette. Al
momento attuale, però, quella squadra sembra non esistere. Conoscendo la
mentalità del proprio tecnico, poi, anche il pericolo di un rilassamento dei
bianconeri sembra scongiurato.
La crescita esponenziale della Juventus a partire dal ritorno di Antonio Conte a Torino fino ad oggi ha dell'incredibile, considerando che dallo scoppio di Calciopoli sino a quel momento in casa bianconera si erano susseguiti ben sei allenatori (Deschamps, Corradini, Ranieri, Ferrara, Zaccheroni e Del Neri), l'ultimo dei quali era stato il frutto della prima scelta condivisa dall'attuale vertice societario.
La crescita esponenziale della Juventus a partire dal ritorno di Antonio Conte a Torino fino ad oggi ha dell'incredibile, considerando che dallo scoppio di Calciopoli sino a quel momento in casa bianconera si erano susseguiti ben sei allenatori (Deschamps, Corradini, Ranieri, Ferrara, Zaccheroni e Del Neri), l'ultimo dei quali era stato il frutto della prima scelta condivisa dall'attuale vertice societario.
Considerando
soltanto le gare trascorse sulla panchina, a differenza di quanto accaduto alla
Juventus, Conte non ha ancora perso l'imbattibilità, raggiungendo la striscia
positiva di quaranta partite che Fulvio
Bernardini aveva collezionato nel periodo tra il 1954 e il 1956. In questa
speciale classifica davanti a tutti rimane Fabio
Capello, tecnico del Milan degli “invincibili” per 57 incontri. Si tratta
di numeri impressionanti, destinati ad aumentare se Madama seguirà la via
tracciata da Andrea Pirlo: “Dobbiamo
mantenere questo ritmo, continuare a giocare e divertirci così”.
Recentemente premiato alla cerimonia della “Hall of fame” del calcio italiano, Giampiero Boniperti qualche giorno prima del match tra i bianconeri e l'Atalanta sembrava aver previsto i risultati dell'ultimo fine settimana: “Juve favorita? Siamo primi e va bene così, anche perché dietro ci sono club importanti: ho visto gare bellissime tra le nostre rivali. Mi auguro che lottino fra loro e lascino in pace la Juve”.
Per lui assistere dal vivo ad un incontro di Madama sino al novantesimo minuto è sempre stato un dramma, al quale si sottraeva abbandonando lo stadio alla fine dei primi tempi. Se fosse stato presente la scorsa domenica allo “Juventus Stadium”, forse, si sarebbe potuto fermare per qualche istante in più del solito.
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