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lunedì 25 luglio 2011

I titoli di "Tuttosport": quando la fantasia va al potere...

Immagine "catturata" dal sito alle ore 18.30



martedì 2 novembre 2010

Non me ne importa niente

Fra tutti i miei amici lei è tra quelli che più si interessa (con competenza) di calcio, ma raramente noi parliamo di pallone. Non solo perché è romanista, ma perché abbiamo sempre mille altri argomenti di cui chiacchierare quando ci incontriamo.

Anche l’altra sera, per esempio, il discorso partendo da un film, e passando per Terzigno, era arrivato alle elezioni di midterm ...e poi, non so proprio né come né perché, è uscita fuori la storia del “come si è dimostrato, Moggi è un malfattore e la Juve ha rubato”.

Allora le ho chiesto se sa che nel processo di Napoli è venuto fuori che l’investigatore ha deciso di considerare nell’inchiesta solo alcune telefonate e non tutte, e che le sue ricerche si basavano sugli articoli della gazzetta, ma non su quelli di Tuttosport perché ritenuto di parte. Che il pubblico ministero ha dichiarato “piaccia o non piaccia, non esistono telefonate di Facchetti” ed è stato smentito poco dopo dai fatti. Che esistono telefonate dell’allora presidente dell’inter ben peggiori di quelle che accusano Moggi. Che esiste una sentenza che dimostra che Paparesta non è mai stato chiuso in uno spogliatoio. Che i maggiori testi d’accusa, Zeman e Baldini, in tribunale hanno fatto una ben magra figura, il primo facendo ridere tutta l’aula; il secondo ammettendo tra l’altro di aver mentito e di essersi sbagliato, e che nelle sue telefonate scherzava. Che notai e giornalisti hanno dimostrato l’impossibilità di truccare il sorteggio. Che alcune testimonianze come quelle di Coppola, Maggiani e Nicolosi tutto dimostrerebbero tranne che l‘esistenza della famosa cupola.

Lei allora mi ha guardato con un’espressione interrogativa, come se fosse appena scesa da un’astronave proveniente da Marte E lo so che non è colpa sua. Lei ha una casa, un lavoro, è fidanzata, ha degli amici, spende molto del suo tempo in cose utili ed interessanti, è una persona che si informa – molto spesso si contro-informa (ma si sa è impossibile farlo per tutti gli argomenti) – e ogni giorno riesce per qualche minuto anche ad interessarsi di calcio, seguendo le notizie alla tv e sui giornali e, al massimo, su un sito romanista si tiene al corrente sulle ultime da Trigoria. Cosa dovrebbe fare di più? Dovrebbe andare in giro su questo o su altri siti per conoscere meglio ciò che sta avvenendo in un processo che non la coinvolge più di tanto, considerato che c’è già stato quello sportivo? Voi lo avreste fatto se la squadra sotto processo non fosse stata la Juve? Infatti l’ignoranza riguardo al processo di Napoli non è colpa sua. Lo sappiamo, lo sappiamo tutti noi, lo sappiamo bene che la colpa è dei media. Media che non informano, anzi male informano.

Ci ricordiamo tutti il bombardamento subito nel 2006, così come notiamo l’assoluto silenzio di oggi. Ma il sentimento popolare ormai è troppo radicato, ed allora puoi provare a spiegare quanto vuoi, tirar fuori tutto ciò che è emerso dal dibattimento ma, alla fine, ci si scontrerà contro un muro di gomma: La Juve ruba, punto!

Allora, mi è tornata in mente una vecchia canzone del Trio Lescano, che canticchiava mio padre, che fa più o meno così : “ma di quello che si dice, che sussurrano gli amici e che mormora la gente, non me ne importa niente”.

Ma si, che continuassero pure a giustificare le loro sconfitte dicendosi che noi giochiamo sporco, non me ne importa niente. In fondo, nonostante il sentimento popolare, la Juve ha vinto per cento anni e lo farà almeno per i prossimi cento.

Articolo pubblicato su Juvenews.net


Questo articolo è di Roberta. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Una signora in bianconero