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lunedì 20 gennaio 2014

Roma - Juventus nel segno del calciomercato


Superata da poco la metà del mese di gennaio, al termine della prima giornata di ritorno della serie A e dopo l'ennesima vittoria della Juventus si può tranquillamente affermare come soltanto la Roma – oltre alla Vecchia Signora - possa ancora nutrire qualche legittima ambizione di scudetto. Ammesso e non concesso che Madama d'ora in poi si travesta da bella addormentata nel campionato e inizi a perdere qualche punto per strada.

Martedì sera la Juventus inaugurerà la sua personale settimana romana affrontando i giallorossi nella gara secca, prevista allo stadio “Olimpico", valevole per i quarti di finale della Coppa Italia. Poi arriverà il turno della Lazio, stavolta in serie A, avversaria che la stessa Signora potrebbe poi ritrovare in futuro anche nella semifinale della coppa nazionale. Ammesso e non concesso, pure in questo caso, che entrambe le squadre riescano ad arrivare sino a quel punto.

Juventus e Roma, la coppia di regine del calcio italiano dell'inizio degli anni ottanta del vecchio secolo, hanno ripreso quindi a contendersi lo scettro della più bella del reame. Mentre i bianconeri stanno continuando un percorso vittorioso intrapreso tre anni fa, i giallorossi hanno dimostrato anche in questa finestra di calciomercato di voler gettare solide basi sulle quali costruire nuovi successi. I recenti acquisti di Nainggolan e Bastos, soffiati entrambi sul filo di lana al Napoli, ne sono la diretta testimonianza.

Quello che in pochi si aspettavano, invece, è quanto accaduto in queste ultime ore: Juventus e Inter, messe da parte le polemiche che da una vita caratterizzano il loro rapporto, hanno spiazzato tutti ipotizzando uno scambio di maglia tra Vucinic e Guarin. Non se l'immaginavano neanche i tifosi interisti, tanto che la loro rabbia ha finito per condizionare il buon esito della trattativa, comunque ancora in piedi e da definire a breve.

Questi sono tempi duri per i nerazzurri: sconfitte e critiche vanno a braccetto dall'inizio della stagione, nel corso di un campionato dove l'Inter, ad oggi, ha totalizzato sei punti in meno rispetto all'anno precedente. Dalla tirata d'orecchi di Fabio Capello a Thohir («Uno che entra in squadre come l'Inter non può dire “prima vendere, poi comprare”. Non mi convince, non sta facendo nulla per rafforzare la squadra»), sino ad arrivare alle battute velenose dell'ex Gasperini, non passa giorno in cui la società milanese non venga presa di mira da qualcuno.

Persino in Coppa Italia, laddove negli ultimi anni ha raccolto diversi successi (ben quattro in sette anni, dal 2005 al 2011), dopo l'eliminazione patita per mano dell'Udinese adesso non le resta che fare da spettatrice. La principale rivale in quel periodo era proprio la Roma. Quei tempi sembrano lontanissimi. A giudicare da come vengono portate avanti le trattative di mercato, lontani anni luce.

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sabato 2 aprile 2011

Juve e Roma tra passato, presente e futuro

"L’Olimpico non gratifica affatto la passione dei romanisti, le tribune sono troppo lontane dal campo, il rumore con la distanza si perde. Anche per questo ci vorrà uno stadio nuovo, e diverso: un impianto all’inglese, che abbia effetti positivi sui calciatori". Neanche il tempo di sbarcare a Roma che Thomas DiBenedetto - nel corso di un’intervista rilasciata in esclusiva alla "Gazzetta dello sport" (28 marzo) - ha esposto in maniera diretta ed esplicita le proprie idee in merito ai progetti che intende realizzare per il club giallorosso una volta che sarà riuscito ad acquisirlo a tutti gli effetti.

Ovviamente non poteva mancare la risposta del proprietario di quella struttura, vale a dire il Coni, attraverso il suo presidente Gianni Petrucci: "DiBenedetto non è partito col piede giusto. Le sue battute sullo stadio Olimpico non mi sono piaciute affatto. Gli stadi di proprietà sono la strada giusta, purchè li facciano però. Nell’attesa rispettino l’Olimpico". E così, mentre la normativa su questi impianti sportivi in Italia continua a rimanere un’utopia, Jean Claude Blanc ha rotto il silenzio per ribadire con orgoglio la nascita della nuova casa bianconera: "Siamo riusciti a fare tutto senza la legge sugli stadi". Sì, anche a rovinare la Juventus.

Dalla stagione 2006-07 la Vecchia Signora disputa le gare casalinghe a Torino in uno stadio denominato pure lui "Olimpico", sorto dalle ceneri del vecchio "Comunale", laddove Madama ha costruito gran parte della propria leggenda. Lo lascerà a breve per trasferirsi (nuovamente) nella zona in cui venne edificato il "Delle Alpi", raso al suolo per gli stessi motivi per i quali a DiBenedetto non piace l’attuale impianto della capitale. Per promuoverne la nascita attraverso la realizzazione di uno spot pubblicitario nei mesi scorsi è stato deciso di prendere in prestito proprio dalla storia di Roma uno dei suoi principali protagonisti, Giulio Cesare, trasformandolo per l’occasione in sostenitore bianconero doc, con tanto di sciarpa. Pietro Sermonti, attore e tifoso di Madama, si è calato nella parte interpretando il celebre personaggio attraverso l’utilizzo di un inconfondibile accento romano.

Quando la Vecchia Signora e i giallorossi incrociano le proprie strade la memoria degli appassionati torna a quegli scontri pieni di fascino dei primi anni ottanta, all’epoca in cui erano le regine incontrastate del calcio nostrano. Terminato il periodo d’oro di Trapattoni (1986) la Juventus ha ripreso a vincere scudetti e a riempire la bacheca di trofei prestigiosi soltanto con l’avvento della Triade (1994-95), per concludere (forzatamente) il suo percorso nel 2006. I due club, nel frattempo, si sono ritrovati a contendersi un tricolore nel 2001, con il successo dei capitolini allora allenati da Fabio Capello (che successivamente si trasferì a Torino). L’anno successivo le parti si invertirono, con i bianconeri vittoriosi in un campionato passato alla storia come quello del "5 maggio 2002", grazie al suicidio sportivo dell’Inter finita poi terza in classifica alla conclusione di un’incredibile giornata.

Dopo il terremoto calcistico del 2006 la Roma ha collezionato secondi posti (per tre volte) dietro l’Inter. In una stagione soltanto (2008-09) è arrivata sesta: in quell’occasione la piazza d’onore andò alla Juventus di Claudio Ranieri. Il tecnico romano fu il prescelto per riprendere il cammino in serie A di Madama, diventata - nel frattempo - più "Vecchia" che "Signora". Quando mancavano due gare alla conclusione del suo secondo anno a Torino, venne esonerato e gli subentrò Ciro Ferrara.

La stagione successiva, alla guida della Roma, si prese la sua personale rivincita battendo i bianconeri a domicilio per 2-1 (23 gennaio 2010): il progetto del "signorino" Jean Claude Blanc (così come lo definì successivamente) aveva iniziato a mostrare le sue enormi lacune. Quella, inoltre, fu l’ultima gara di Ferrara in serie A da allenatore. Ranieri era subentrato a Luciano Spalletti al termine della seconda giornata di campionato allorquando i capitolini persero in casa proprio contro la Juventus per 3-1 (30 agosto 2009), ed esordì a Siena con una vittoria esterna (2-1). Ironia della sorte: proprio nella città toscana Madama giocò la prima gara senza di lui in panchina la stagione precedente, da lì ripartì - pochi mesi dopo - la sua carriera di tecnico. Prima delle dimissioni alla guida dei giallorossi vinse a Torino per 2-0 il 27 gennaio scorso (Vucinic e Taddei i marcatori), eliminando la sua ex società dalla coppa Italia.

Emigrato in Russia alla guida dello Zenit San Pietroburgo, adesso Spalletti è diventato uno dei principali candidati alla guida della Juventus del prossimo anno, quello dell’ennesima rivoluzione. Della quale potrebbe non farne parte Gianluigi Buffon, oggetto dei desideri della nuova Roma in versione "americana" in caso di partenza da Torino (Arsenal permettendo). I giallorossi la scorsa estate riuscirono ad evitare il trasferimento di Burdisso e Borriello a Torino, mentre ora potrebbero cedere proprio ai bianconeri Menez per poi battagliare con loro sul mercato per uno o più nomi "importanti". Tra i più "gettonati", al di là delle smentite, c’è quello di Mascherano.

A Torino gioca Aquilani, romano e romanista dal futuro incerto: tra le varie ipotesi non manca quella di un ritorno nella capitale. Laddove giocò anche Guardiola: notizie fresche parlano di una possibile separazione dal Barcellona. Su di lui si dice potrebbero fare un pensierino (o qualcosa di più) in futuro alcune società italiane. Quali? Roma e Juventus. Gli incroci e gli aneddoti tra le due società non finiscono a quelli appena elencati. Ce ne sarebbero altri. In un "presente" ancora molto lontano per entrambe dal loro "passato", si incastra il confronto di campionato previsto per domani sera. Nell’attesa di un "futuro" che, ad oggi, vede un club che avrà a breve una pesante iniezione di denaro liquido per potersi rinforzare ed un altro che ne ha sperperato moltissimo nelle ultime stagioni. Ci sa dire dei due qual è la Juventus, monsieur Blanc?

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com