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martedì 26 ottobre 2010

mercoledì 8 settembre 2010

La frittata era già fatta

Ho visto Luciano Moggi a SportItalia.
Ha parlato, come era lecito aspettarsi, del mercato della Juve.
Per sommi capi volevo far notare un paio di cose che mi hanno colpito.
Prima di tutto ha difeso Andrea Agnelli, rimarcando una voce che già girava da giorni sul web, quella cioè che Marotta e Delneri non siano una sua scelta. Erano già stati messi sotto contratto prima del suo arrivo.
La seconda, già risputa, è che non ha condiviso l’operato del nuovo DG bianconero.
Quella della Juve è una rifondazione, ha affermato, e con una rifondazione occorrono 3 anni per tornare a grandi livelli. Quindi non si comprano tutti insieme 11 nuovi mediocri giocatori, ma si comprano 3 ottimi giocatori ogni anno, ed in 3 anni si ha uno squadrone.

Lungi da me l’idea di criticare Big Luciano.
Anzi, gli do tutte le ragioni.
Non è che voglia fare l’aziendalista (come va di moda dire in questo periodo) però il discorso di Moggi è perfetto teoricamente.
Per quello che riguarda la pratica, un dubbio mi rimane.
Credo, si vocifera (e Roma è assai distante da Vinovo, perciò prendete il tutto con beneficio di inventario) che lo spogliatoio della Juve fosse un po’… turbolento.
Quindi, forse, Marotta non doveva solo decidere quali giocatori inserire nella rosa, ma rifarla quella rosa, visto che si è trovato davanti alla necessità di smantellare un gruppo che non era più squadra.
Se, … così si dice…, un giocatore tenta di picchiare un allenatore, se alcuni fanno gruppo a se stante, se il rispetto per i ruoli viene a mancare, se il menefreghismo ha il sopravvento sulla professionalità….forse non basta riportare la disciplina, forse in molti – per il bene della squadra – devono necessariamente cambiare aria.
Altrimenti non riesco a spiegarmi alcune cose.
Faccio un solo esempio : Trezeguet.
Siamo agli ultimissimi giorni di mercato, la famosa punta centrale tanto attesa ancora non è arrivata, il titolare è infortunato, e Marotta cosa fa? Cede l’unico possibile sostituto. Un grandissimo giocatore all’ultimo anno di contratto (badate bene!), ma soprattutto pagandogli una cospicua buonuscita (3 milioni?), con l’idea comunque di sobbarcarsi il costo del prestito e dello stipendio di un altro mediocre attaccante da tenere solo per un anno. Non c’è neppure la convenienza economica in questa operazione!
Quindi la cessione di Trezeguet, non sembra una scelta tecnica ma disciplinare.
Come dire “A costo di rimetterci, preferiamo fare a meno di te”.
E probabilmente quello del francese non è un caso isolato.
Moggi parla come uno che è abituato a tenere sotto controllo lo spogliatoio, ma Marotta è arrivato solo ora, quando la frittata era già fatta.

Articolo pubblicato su Juvenews.net


Questo articolo è di Roberta. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Una signora in bianconero

giovedì 1 luglio 2010