Non faccio la giornalista sportiva e non sto sul pezzo tutti i giorni.Magari guardo la partita, ma non mi preoccupo di scriverne. Su internet poi appaiono pagelle e commenti dopo 100 secondi dal fischio finale, e la mia sarebbe solo un’ulteriore disamina, molto spesso uguale a molte altre.
Se ho un’idea poi, sono un po’ lenta a realizzarla – sono allo “stato bradipo” – e capita come oggi…
Tra ieri sera e questa mattina – durante i viaggi in metro per tornare ed andare al lavoro – m’era venuto in mente qualcosa da scrivere sulla squadra, dopo l’indecorosa sconfitta con il Lecce.
Insomma, durante il viaggio cerco di mettere in ordine una serie di frasi che poi trasporterò su carta. Ma prima di farlo, durante la pausa caffè (degli altri), faccio un giro in rete e apro “ju29ro.com” e il mio pezzo è già lì.
Cioè non era il mio pezzo, era scritto molto meglio di quanto avrei fatto io, ma Alessio Epifani con quel “Chiudete quelle bocche per dodici settimane e fate il vostro dovere” riassume perfettamente il post che avrei voluto pubblicare io.
Sono anch’io del parere che, per i prossimi mesi, a tutti i giocatori debba essere imposto il silenzio stampa. Abbiamo sentito già troppe chiacchiere lo scorso anno e quest’anno stiamo proseguendo sulla stessa falsa riga.
La Società dovrebbe vietare a tutti i giocatori di parlare di calcio, non dovrebbe essere possibile neppure con il vicino di casa!
Basta interventi su giornali, tv, twitter, facebook e quant’altro.
Basta proclami prima di una partita, e scuse e buoni propositi dopo una sconfitta, vogliamo i fatti!
Li vogliamo vedere uscire dal campo con la maglia sporca e tutti sudati, in modo da doversi fare la doccia (cit.) e mantenere la gioia o la delusione (sarebbe meglio la rabbia) all’interno dello spogliatoio.
I conti - e quindi i contratti, i riscatti, le riconferme – li faremo alla fine.
E non dipenderà da ciò che diranno, ma da ciò che faranno.
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Questo articolo è di Roberta. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Una signora in bianconero










