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lunedì 26 aprile 2010

Giraudo assolto (da "Ciao Juve")


Non mi sarebbe dispiaciuto diventare un avvocato.
Non so se sono stato “scelto”, o se ho scelto io: sono tifoso juventino. E questo mi basta per capire di essere fortunato. Nonostante tutto. Nonostante gli Elkann.
Cosa c’entrano le due cose? Che ormai, per essere un sostenitore della Juventus, non ti devi limitare all’aspetto sportivo. Non ti PUOI limitare all’aspetto sportivo.
Perché quando ti accorgi che la tua squadra del cuore è lasciata in balia del mondo intero, degli attacchi mediatici provenienti da ogni dove, senza che NESSUNO la difenda (trincerandosi dietro un silenzio che sa di RESA), solo allora capisci che devi sacrificarti più del dovuto per aiutarla. O, quantomeno, per provarci.
Un atto d’amore. Che un tifoso (come milioni ce ne sono sparsi in Italia e nel mondo) è disposto a fare.
Ma che un proprietario indifferente NON E’ IN GRADO DI FARE.
Visto che stare dietro “a tutto” (oggigiorno) è sempre più difficile, mi avvalgo – spesso - dell’aiuto di siti di VERA INFORMAZIONE.
Questa sera è la volta di “Ciao Juve”
Lo consiglio agli amici: è veramente ben fatto.
Argomento del giorno: l’analisi delle motivazioni della sentenza di primo grado con cui il Tribunale di Napoli ha riconosciuto colpevole Giraudo (qui l'articolo originale)



Qualcuno pensava che dalle motivazioni potessero affiorare “fatti nuovi”, ci speravano, invece niente. De Gregorio si è limitato a prendere quattro mesi di tempo per allungare il brodo del già noto dispositivo della sentenza. Da bambini, quando scrivevate i temi, non vi hanno mai detto: «è troppo corto, allunga il brodo qua e là così sembra fatto meglio e la maestra ti alza il voto»? Certo è assai strano che un giudice motivi su giornali e trasmissioni televisive una sentenza prima ancora di scriverla. Vi riportiamo pari pari il nostro articolo del 15 dicembre 2009, giorno successivo alla condanna, poiché nulla è cambiato. Giraudo è già assolto prima ancora di fare ricorso!

Pagliacci

Mesdames et Messieurs (si scrive così? È per farlo capire al trino), ieri è stata la giornata ufficiale dei pagliacci.

Commenti in TV, sui forum, nei blog, oggi sui giornali, tanti pagliacci hanno ritrovato forza e vigore.

È stata la giornata in cui si è visto chi è con noi, juventini che non si arrendono, e chi no. La giornata che ha scritto a chiare lettere che non esiste il giornalismo vero e che ha formato la lista dei nomi di chi è stato preso a calci in culo da Giraudo, tant'è che non s'è aspettato nemmeno il dispositivo per dire subito che è un idiota e che ha sbagliato.

Che Giraudo non sia un idiota credo lo dimostri la sua carriera da manager, un manager di successo che - per amore e rispetto verso la Famiglia Agnelli - si era prestato al calcio anche se questo rappresentava una limitazione per le sue capacità e risorse. Un manager di successo che è ancora oggi a fianco di quel che rimane della Famiglia, Andrea Agnelli, e che per questo legame ha pagato e continua a pagare. Un manager che continua a fare il manager e non la macchietta in TV.

Grazie all'Ansa ieri abbiamo potuto leggere il dispositivo, che non è la sentenza vera e propria ma che in questo caso è più che sufficiente per comprendere quanto in basso sia sceso il sistema giudiziario nel nostro paese. Giraudo è stato condannato per aver puntato a far ammonire tre giocatori, diffidati secondo ROS e PM, assolutamente in campo contro la Juve per la storia reale. Così come, sempre nella realtà dei fatti e non nella trincea nebbiosa scavata dai PM, l'espulsione di Jankulovski fu tutt'altro che fittizia.

Controllate voi stessi, questa la famosa partita: Udinese-Brescia

e questi gli uomini in campo contro la Juve: Udinese-Juventus

Vi rendete conto che decine di carabinieri, tre PM ed un giudice hanno completamente sconvolto quella fetta di realtà? Vi rendete conto che IERI come OGGI decine e decine di giornalisti puntano su un fatto clamorosamente falso per convincervi che la Juventus rubava? È disarmante. Dove sono i Travaglio, i Grillo, i Gomez. i Santoro... ? Dove?

Le altre due “frodi” si riferiscono invece alle famose designazioni arbitrali. Puntano cioè su quei fatti già esaminati dalla Procura di Torino che non aveva riscontrato alcuna irregolarità. E pur volendo tapparci occhi ed orecchie dicendo che la Procura di Torino si era sbagliata mentre a Napoli sono dei geniacci, restano vuoti assurdi. Nessun giornalista e nessun notaio condannati o, quantomeno, indagati. Cioè chi estraeva la pallina e chi assisteva ai sorteggi non c'entra nulla con chi li taroccava! Come cazzo fai a taroccare un sorteggio senza la complicità del notaio e senza quella di chi la estrae?

Un errore della difesa? Forse. Sicuramente l'errore non è stato il rito abbreviato, non c'è stato un ricercare la condanna come qualcuno ha vigliaccamente affermato, per quello esiste il patteggiamento. Il rito abbreviato era la via più semplice e veloce per porre fine alla farsa del 2006. È andata male a metà, perché c'è una sentenza di condanna, è vero, ma ci sono anche motivazioni ridicole che potrebbe ribaltare anche un ragazzino e viene da chiedersi come un giudice possa permettersi di fare un errore, chiamiamolo così, di queste dimensioni. Anzi, vi chiedo come possa farlo senza alcuna conseguenza per la sua carriera.

Vi lascio con la nota amara della mattinata. Indovinate chi è corso ad intervistare questo esimio giudice? Ovviamente La Stampa di John Elkann... E sapete cos'ha dichiarato?

«Dico che questa sentenza riguarda una parte di qualcosa di più grande. Non dimentichiamoci che nel procedimento ordinario le prove si formano in aula, nel rito abbreviato non è così»

Cos'avrà voluto dire? Non voglio mettere le parole in bocca a nessuno, ma esercito il mio diritto di esprimermi e di dare una personale interpretazione: “so bene che non c'è nulla, che - se la Casoria non verrà ricusata - è probabilissimo che Moggi venga assolto, però qui l'obiettivo era di colpire Giraudo ed Andrea Agnelli. Missione compiuta, fatevene una ragione”.

Grande festa ieri a casa Elkann, il trono è salvo. Per ora.

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Questo il comunicato di GiùlemanidallaJuve, nulla è compromesso.
http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/articoli_dettaglio.asp?id=504

Update: La sentenza è scaricabile sul sito di Tuttosport:
http://www.tuttosport.com/files/sentenza26042010.pdf

domenica 11 aprile 2010

La storia, a volte, può essere riscritta...

"Azzanniamoli". L’ordine di Claudio Ranieri alla sua Roma era partito già da ieri. Il pareggio di Firenze con i viola, prima tappa di un percorso che le porterà a rivedersi martedì per il ritorno delle semifinali di Coppa Italia, ha fermato l’Inter al palo (quello di Milito): pareggio e possibilità per i giallorossi di scavalcarli in campionato.
Se il Milan, al momento, non può essere considerato pericoloso più di un possibile "meno 1" (nel caso in cui vincesse nell’incontro casalingo con il Catania), per i nerazzurri il vero pericolo si chiama Roma.
Con il suo entusiasmo, con la forza di chi potrebbe scrivere una nuova clamorosa pagina nella storia dei campionati di serie A: quella di una rimonta considerata, sino ad oggi, solo un’eventualità remota.
Il calendario dà la possibilità ai giallorossi di giocare quattro delle ultime sei gare in casa (alla prossima ci sarà il derby con la Lazio); per i nerazzurri saranno tre, in un contesto di avversari abbordabili. L’unica "scheggia impazzita" potrebbe essere proprio la Juventus…

"Io sono molto esigente con me stesso e ho bisogno di vincere per avere sicurezza delle cose. Per questo ho vinto tanti trofei nella mia carriera. Lui ha, invece, la mentalità di uno che non ha bisogno di vincere e a quasi settanta anni ha vinto una Supercoppa e un'altra piccola Coppa. E' troppo vecchio per cambiare mentalità".
Questa era la risposta piccata (una delle prime, diventate poi numerose) che Mourinho recapitò all’allora tecnico bianconero Claudio Ranieri in merito ad una "punzecchiatura" nei suoi confronti nell’agosto del 2008.
Ora i toni sono bassi: l’Inter si trova a dover affrontare il momento più delicato da quando è iniziata la nuova era del calcio "pulito", del dopo-Calciopoli, del dopo-Moggi, del "bastava usare il cellulare per vincere", del "tanto se si è forti si può e si deve vincere anche senza trucchi".
Perchè la storia raccontata con gli occhi di chi non voleva che gli altri vedessero era questa.
Prima del processo di Napoli. E dell’uscita delle nuove (vecchie, ma mai usate) intercettazioni.
L’Inter ha raggiunto le semifinali di Champions League: ma ora c’è il Barcellona. La finale di Coppa Italia va ancora conquistata (e poi giocata, presumibilmente - ancora - contro la Roma). Il destino del campionato deve ancora essere deciso, quando invece pareva cosa fatta sino a poco tempo fa.
Allargando il concetto: anche la storia di qualche scudetto passato potrebbe essere riscritta…

La "vecchia" Juventus che torna in prima pagina: con Ranieri, appunto, allontanato con forza e considerato uno degli anelli deboli di una società che adesso non sembra più essere in grado di vincere (ma neanche di competere ad alti livelli); con Luciano Moggi, l’ultimo artefice (con Giraudo e Bettega) di una squadra che gli scudetti, a Torino, sapeva come farli arrivare. Prima che passassero di mano ad altri e diventassero asterischi.

La "nuova" Juventus giocherà oggi all’Olimpico, in un clima teso e con una contestazione già confezionata da giorni: "contro chi cerca di umiliare 113 anni di storia; contro una proprietà e una dirigenza incapace; contro alcuni calciatori indegni". Un suggerimento a chi potrà far sentire con forza la propria voce: ci si limiti alla proprietà. Il resto, verrà da sé.

Juventus-Cagliari è alle porte, nella speranza arrivi una vittoria: con il Napoli che si ferma (sconfitta interna con il Parma) e la possibilità che la Sampdoria nel derby genovese rallenti, il solo Palermo (in casa con il Chievo) sembra avere l’incontro più abbordabile. Ma se i bianconeri continueranno a non vincere, tutte queste rimarranno solo parole senza "sostanza". Restano sei partite, da qui alla fine del campionato, da giocare come fossero sei finali di Champions League. Come se si trattassero di sei "5 maggio". O di sei "13 aprile".
Recuperati quasi tutti gli infortunati (esclusi Diego, Caceres e Chimenti), con il solo Sissoko squalificato, la partita odierna distoglierà, per qualche momento, i tifosi bianconeri dall’attenzione per quanto sta accadendo al di fuori del rettangolo di gioco.
Che avrà una tappa importantissima (se non fondamentale) martedì prossimo. Prima che Inter e Juventus si incontrino nuovamente sul campo (venerdì), al netto dei tifosi della Vecchia Signora. L’Osservatorio del Viminale ha deciso così: a Milano non possono andare i sostenitori bianconeri. Pur mantenendo intatta la tradizione di autorizzare quelli nerazzurri a recarsi Torino quando gli incontri si disputano all’Olimpico…

Questa è la storia degli ultimi anni.
Ma la storia, a volte, può essere riscritta…


Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

giovedì 1 aprile 2010

Le nuove intercettazioni: considerazioni di De Paola. E a RadioRadio...

Per oggi "parleranno" i video di GIU'leMANIdallaJUVE e Ju29ro.com
In questo momento lascio a loro il maggior spazio possibile: un giusto riconoscimento a chi – da sempre – è stato in prima linea in difesa della Juventus (e dei suoi tifosi).
Dopo, nel mio piccolo, scriverò qualcosa anch’io.