“Calcio pulito o addio soldi dalla tv”: così Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, intitolò lo scorso 11 giugno una lettera pubblicata dal “Corriere della Sera” e da lui indirizzata al mondo del pallone nostrano. Quello che la stessa emittente televisiva finanzia in maniera consistente assicurandole “i due terzi dei suoi introiti complessivi”, così come specificato nelle ultime parole usate.Era da poco scoppiato un nuovo scandalo legato al calcioscommesse: il 1° giugno Guido Salvini, il giudice del tribunale di Cremona, aveva ordinato l’arresto di 16 persone nell’ambito dell’inchiesta denominata “Last Bet”. Tra queste spiccava il nome di Giuseppe Signori, finito subito ai domiciliari. Consegnati alla storia quei goals che lo hanno reso celebre all'epoca in cui indossava le scarpette da gioco, è passato alla cronaca un “papello” trovato nella sua abitazione sul quale erano riportate le istruzioni da seguire per condizionare i risultati di diverse gare.
Lega Pro, serie B e A: col trascorrere dei giorni si allargavano (e si allargano tuttora) i confini di una realtà che gli appassionati non più giovanissimi avevano già imparato a conoscere nel marzo del 1980, allorquando esplose lo tsunami legato al Totonero. Da Massimo Cruciani, il commerciante romano che inviando un esposto alla Procura della Repubblica di Roma fece partire le indagini poco più di trent'anni fa, alla recente denuncia della Cremonese, la società che ha deciso di scavare sino in fondo al mistero legato al malore avvertito da cinque suoi giocatori subito dopo un incontro disputato (e vinto) contro la Paganese il 14 novembre del 2010: sono cambiate le persone e i metodi, ma la sostanza è rimasta sempre la stessa.
L’accusa rivolta a Marco Paoloni, allora portiere dei grigiorossi, di aver corretto con un sonnifero una bevanda destinata ai propri compagni (nell'infelice tentativo di indirizzare il match verso la sconfitta) fu il grimaldello che aiutò a scardinare la cassaforte dell’ennesima vergogna. Vennero a galla, quindi, le bande degli zingari, dei bolognesi, degli albanesi, ed emersero i reati contestati: estorsione, frode sportiva e associazione a delinquere. Nelle conversazioni telefoniche intercettate figurarono nomi importanti, esclusi comunque dall'indagine: quelli dei romanisti De Rossi e Totti e di Vieri, ai quali si sono aggiunti - pochi giorni fa - Buffon, Cannavaro e Gattuso.
Almeno da questo punto di vista i pesci finiti nella rete degli investigatori sembrano essere di dimensioni più piccole rispetto al passato: tra i tanti, all’epoca dei fatti risultarono coinvolti i vari Giordano, Manfredonia, Albertosi e Paolo Rossi, l'eroe del mondiale vinto dagli azzurri in Spagna due estati dopo. A proposito di eroi: l'Italia del pallone ha avuto modo di conoscere adesso tal Simone Farina, difensore del Gubbio assurto agli onori della cronaca per aver rinunciato a percepire una somma pari a 200.000 euro per truccare un incontro del proprio club.
Il malessere di un sistema lo si può quantificare dallo stupore suscitato in simili occasioni: un uomo che si comporta onestamente. Quando mai...
La magra consolazione cui aggrapparsi è legata al fatto che quello italiano non è certamente l'unico vittima di queste truffe; la memoria, però, non può dimenticare che anche nel 2000 e nel 2004 vennero sollevati polveroni intorno ad episodi della stessa natura. Tra i carnefici comparvero i nomi di Cristiano Doni e Stefano Bettarini. Nel 2011 i due si sono trovati nuovamente in mezzo alla bufera: non poteva trattarsi soltanto di un caso. E infatti non lo era: Doni, ad esempio, è stato prima squalificato, nonostante si professasse innocente, per poi venire prelevato dalla propria abitazione e arrestato lo scorso 19 dicembre nel momento in cui le indagini ebbero un momento di svolta.
Quello che ora può beneficiare anche delle sue confessioni.
Nell'attesa che l'incubo trovi una sua fine, una curiosità, triste e amara allo stesso tempo: Giuseppe Signori (2004) e Cristiano Doni (2009) figurano nell'elenco dei vincitori del Premio Nazionale Carriera Esemplare "Gaetano Scirea", riservato a quei calciatori al di sopra dei trent'anni di età ritenuti meritevoli da una giuria composta da giornalisti sportivi italiani.
Il criterio alla base della votazione è ovvio, basta pensare al nome della persona cui è intitolato.
Va da sé che difficilmente il compianto Gaetano avrebbe gradito.
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