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martedì 6 marzo 2012

I sogni della Juventus passano per Bologna

Scorrendo l'elenco degli incontri previsti per la ventiseiesima giornata del campionato di serie A e focalizzando l'attenzione sulla corsa verso lo scudetto, a prima vista quello appena concluso sembrava potesse trattarsi di un turno favorevole per la Juventus. Dalla teoria alla pratica, invece, il ritornello è stato sempre lo stesso: Ibrahimovic ha preso per mano il Milan conducendolo ad una facile vittoria sul Palermo mentre Madama, che già conosceva l'esito della gara del "Renzo Barbera", non è andata oltre il pareggio in casa contro il "piccolo" Chievo.

Lo svedese, in testa alla classifica dei marcatori in compagnia del friulano Di Natale (diciotto reti all’attivo per entrambi), lo scorso mercoledì aveva trascinato la propria nazionale al successo esterno nell’amichevole disputata contro la Croazia (3-1 a Zagabria), uno dei nostri avversari nel gironcino del prossimo Europeo. Nello stesso giorno l’Italia di Prandelli infarcita di juventini (in sei sono scesi sul campo di “Marassi”) perdeva contro gli Stati Uniti allenati da Jürgen Klinsmann (0-1). Col senno di poi (e con le dovute cautele) questi erano indizi da non trascurare.

Sempre a proposito di Ibrahimovic va ricordato che il 5 febbraio 2012 venne espulso per aver tirato uno schiaffo al napoletano Aronica: prese tre giornate di squalifica (poi confermate), saltò Milan-Juventus e fu costretto a non giocare in campionato per quasi un mese (sino a sabato 3 marzo). In quel preciso momento i rossoneri avevano accumulato quarantaquattro punti in classifica e si trovavano ad una sola lunghezza di distacco dalla Vecchia Signora capolista, alla quale – oltretutto – spettava la possibilità di recuperare una gara rinviata per neve (quella col Parma, poi disputata il 15 febbraio).

In questo arco di tempo l’attaccante del Diavolo ha potuto comunque giocare in coppa Italia, in Champions League e – appunto – in nazionale, dove ha avuto modo di tirare fuori il meglio e il peggio del suo repertorio: assist, goals e scontri sul campo di gioco con gli avversari.
Nonostante la sua assenza il Milan si trova attualmente a cinquantaquattro punti, mentre la Juventus – ferma a quota cinquantuno – aspetta l'incontro di mercoledì 7 marzo a Bologna (un altro recupero, oltre all'incontro del "Tardini") per cercare di riagguantare i rossoneri in vetta al torneo.

In un periodo in cui avrebbe dovuto mantenere il passo giusto Madama ha invece dilapidato un esiguo vantaggio, proprio mentre i diretti rivali hanno saputo affrontare al meglio la situazione di emergenza che si è prospettata davanti a loro.
Così come è assodato che un successo potrebbe rimettere le duellanti sullo stesso piano, allo stesso modo è anche vero che gli uomini di Conte farebbero bene a non mollare la presa: Lazio (quarantotto) e Udinese (quarantasei) non sono poi così lontane.

Se l'imbattibilità è stata un pregio del quale per lungo tempo la Juventus ha potuto fregiarsi, l'elevato numero dei pareggi (dodici in venticinque gare, quasi la metà) ne ha minato il prestigio. L'attuale secondo posto è frutto anche di una fase difensiva che ha funzionato spesso ai limiti della perfezione (sono solo sedici i goals subiti), ma gli infortuni che terranno lontano dai campi di gioco Barzagli e Chiellini per diverse partite sono una difficoltà in più che la Vecchia Signora dovrà affrontare nei prossimi incontri. Nella speranza che gli attaccanti inizino a fare con regolarità il loro mestiere: segnare.

"Sta per cominciare un mese che dirà molto del nostro futuro e dobbiamo farci trovare preparati. La nostra concentrazione è rivolta soltanto a questo", ha scritto Alessandro Del Piero sul suo sito qualche giorno addietro. Aggiungendo: "Erano anni che non arrivavamo a marzo in corsa per due obiettivi, campionato e coppa Italia, dato che siamo attesi anche dalla partita di ritorno contro il Milan che vale la finale dell’Olimpico". Dopo essere partita col piede sbagliato, perdendo due punti nella gara interna con il Chievo, per raggiungere i propri obiettivi da Bologna in avanti la Juventus dovrà pigiare di nuovo il piede sull'acceleratore.
Dello stesso avviso è stato Buffon: "Vogliamo continuare a sognare".
Continuando a pareggiare, però, diventa dura fare pure quello.

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domenica 12 febbraio 2012

Le vie della Juve passano dall'Emilia

"Buffetto" o "schiaffetto"? Erano rimaste così, Juventus e Milan, dopo la gara d’andata delle semifinali di coppa Italia giocata lo scorso mercoledì allo stadio "San Siro".
La disputa tra i due club, ormai, si è allargata al di fuori dei campi di calcio, dato che è diventata troppo alta la posta in palio per rimanere circoscritta al solo rettangolo verde.

Per rinfrescare la memoria basta tornare indietro nel tempo sino agli istanti immediatamente successivi la conclusione della partita in questione: Zlatan Ibrahimovic si avvicina a Storari, portiere bianconero di coppa, per discutere animatamente su un pallone toccato – a suo modo di dire - dall’estremo difensore juventino, il quale – invece – qualche minuto prima aveva negato il fatto di fronte all’arbitro; dalla mancata concessione del corner era cominciata a maturare e crescere l’ira dello svedese, culminata con l’ormai consueto utilizzo delle mani per portare avanti le proprie ragioni (e intenzioni) laddove non è in grado di sostenerle con la forza delle parole.

Se sulla deviazione di Storari si poteva argomentare in termini squisitamente tecnici, sul dito dell’attaccante rossonero appoggiato sulla guancia del portiere ne è nato un caso diplomatico: dalle proteste di Chiellini davanti alle telecamere, alla successiva difesa d’ufficio della punta ad opera di Galliani e Ambrosini, il successo della Juventus “di riserva” è finito col passare in secondo piano. Grazie a quello, adesso Madama è diventata la favorita d’obbligo per l’accesso alla finale della manifestazione.

Sino alla scorsa domenica proprio la parola “favorita” rappresentava il principale oggetto del contendere tra le due società: da Torino a Milano, così come da Milano a Torino, il ruolo di candidato alla vittoria dello scudetto rimbalzava da una città all’altra, al pari di una patata bollente che nessuno voleva tenere in mano per la paura di scottarsi.

Nella giornata di campionato numero ventidue, la scorsa, quella del ritorno all’antica con la contemporaneità delle gare alle 15.00 della domenica pomeriggio, sono esplose definitivamente le polemiche: Ibrahimovic tira uno schiaffo al napoletano Aronica (cui fa seguito un suo buffetto a Nocerino) lasciando in dieci i rossoneri dopo essere stato espulso dall’arbitro Rizzoli; la Juventus, dal canto suo, protesta per un evidente tocco di braccio del senese Vergassola non ravvisato da Peruzzo, che in quel momento – peraltro non aiutato dai propri collaboratori – stava guardando in un’altra direzione.

Giuseppe Marotta dà il via ad un botta e risposta a distanza con Stefano Braschi, designatore degli arbitri, mentre lo svedese si prende tre giornate di squalifica da Tosel, il giudice sportivo, dimostrando appieno la sua recidività in materia: lo scorso anno ne aveva accumulate altrettante in occasione di Milan – Bari (13 marzo 2011, diventate poi due con lo “sconto di pena”) e di Fiorentina – Milan (10 aprile 2011).

Alla vigilia della recente gara di coppa Italia Massimiliano Allegri aveva preso le distanze dalle proteste juventine (“Si parla tanto di aiutare gli arbitri e invece alla prima decisione sfavorevole si solleva un polverone: più sereni li lasciamo e meglio è”), mentre Antonio Conte ha manifestato stima e rispetto verso il collega milanista mettendo da parte le punzecchiature quotidiane (“In coppa gli episodi e la fortuna possono fare la differenza, e così credo che noi e il Milan abbiamo le stesse possibilità di qualificarci per la finale”).

Terminati i novanta minuti di gioco sono invece continuate le discussioni: Marotta ha preso le difese di Chiellini (“è un professionista serio, un uomo di grandi principi e valori”) e Allegri ha fatto altrettanto con il suo operato (“In questo periodo veniamo puniti al primo errore”). In aggiunta, il tecnico rossonero aveva lanciato un messaggio alla diretta rivale: “Sento dire che loro avrebbero più rabbia di noi. Non è vero, nel cercare il risultato ne ha più il Milan”.

Sotto di un goal a Udine nell’anticipo della ventitreesima giornata di serie A, il Diavolo ha avuto la forza di rimontare e vincere laddove nessuno, in questa stagione, era ancora riuscito. Oltretutto, senza l’apporto di Ibrahimovic. La risposta della Juventus inevitabilmente si farà attendere: anche la sua gara di Bologna, così come la precedente in Emilia-Romagna col Parma, è stata rinviata a causa delle copiose nevicate di questo periodo.

Proprio da Parma, condizioni metereologiche permettendo, riprenderà il cammino della Vecchia Signora. Favorita o meno per lo scudetto, se vorrà continuare a sognare non dovrà più sbagliare un colpo.

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