Visualizzazione post con etichetta calciomercato Juventus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calciomercato Juventus. Mostra tutti i post

mercoledì 31 agosto 2011

domenica 26 giugno 2011

Dopo l'aumento di capitale, ora inizia la campagna acquisti...


La data di giovedì 23 giugno 2011 verrà ricordata nell’emisfero juventino come quella nella quale milioni di tifosi bianconeri attesero il tanto decantato CdA straordinario del club con la calcolatrice in mano, pronti a capire (e a calcolare con precisione) una volta per tutte a quanto ammonta il tesoretto a disposizione di Marotta in questa sessione di calciomercato estivo.

Da oggi, domenica 26 giugno, all’inizio del prossimo campionato di serie A (28 agosto), mancano due mesi e pochi spiccioli di ore. L’evoluzione della passata stagione ha portato Madama a ridurre il distacco dalla prima in classifica (Milan adesso, Inter in precedenza) da "meno ventisette" a "meno ventiquattro", mantenendo inalterata la settima posizione finale ottenuta dall’ultima creatura di Jean Claude Blanc ed eguagliando la Juventus di Maifredi e Montezemolo nel riuscire a farsi estromettere dalle competizioni europee.

Stando alle promesse degli ultimi giorni, per la Vecchia Signora migliorare questi numeri dovrebbe risultare un compito abbastanza agevole. La parte difficile, viceversa, sarà quella di tornare a primeggiare. Quest’obiettivo non si potrà raggiungere soltanto attraverso l’ennesimo cambio di allenatore e con l’arrivo di alcuni ottimi calciatori (Pirlo a parte), bensì portando a Torino i campioni di cui tanto si parla ma che ancora, ad oggi, devono indossare la maglia bianconera.

Per riuscire nell’intento occorrerà aggiungere al denaro liquido, ora nelle mani della dirigenza, i proventi delle cessioni dell’artiglieria pesante (soprattutto) di centrocampo e attacco: Melo, Sissoko, Amauri, Iaquinta e via discorrendo. Muscoli ed ingaggi in quantità che adesso andranno sostituiti con la qualità ed i contratti a rendimento.

Il primo tra questi, una novità nel mondo del pallone nostrano, venne fatto firmare a Marco Motta al momento del suo passaggio alla Juventus. "Vorremmo che si arrivasse a far combaciare i risultati aziendali con il trattamento economico dei giocatori", disse Andrea Agnelli nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport nel settembre del 2010. Visto come sono andate a finire le cose, al netto di un riscatto del cartellino del calciatore dall’Udinese basato su una stretta di mano e deciso da tempo, diventa facile pronosticare un futuro lontano da Torino tanto per il difensore quanto per chi ha offerto prestazioni simili alle sue nella scorsa stagione.

Aguero o non Aguero, il mercato di Madama adesso dovrà necessariamente subire un’accelerazione, per evitare di complicare ulteriormente il lavoro di Conte e del suo staff aspettando gli ultimi giorni di mercato per consegnare loro le assi (e gli assi) portanti della rosa del futuro.

Così come accadde nel passato con gli acquisti di Krasic e Quagliarella, ufficializzati in prossimità della partenza del campionato 2010-11 (rispettivamente il 21 e il 27 agosto 2010) nel contesto di una situazione particolarmente difficile: il passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova gestione societaria, considerando i momenti in cui solitamente si gettano le basi per la costruzione delle squadre per l’anno successivo, avvenne nei tempi sbagliati.

Partita in ritardo (e scelta la via di una "rivoluzione", mascherata col termine di "evoluzione"), Madama dovette far fronte anche all’insensato varo del provvedimento della Figc sulla riduzione degli extracomunitari tesserabili da ogni società (da due a uno): già in quei giorni (dal 2 luglio 2010 in poi) si era capito che si sarebbe trattato di un "fallimento nel fallimento" (la spedizione italiana ai mondiali sudafricani). Le attese per le dimissioni di Abete partorirono questa fregatura per quei club (Juventus compresa) che videro saltare in aria i propri piani proprio quando le loro trattative stavano iniziando a prendere corpo.

L’ultimo giorno di mercato (tra i vari affari conclusi sul filo di lana) consegnò Robinho al Milan, Kaladze al Genoa, Rinaudo alla Juventus e Borriello alla Roma (con una formula discutibile al momento, e discussa poi). L’immensa platea di tifosi bianconeri si ritrovò incredula alle 18.02 del 31 agosto ad ascoltare l’annuncio da parte della società giallorossa dell’approdo del centravanti ormai ex rossonero (diventato uno degli obiettivi di Madama) nella capitale.

Poco meno di dodici mesi dopo la situazione è radicalmente cambiata: i soldi non mancano, lo stadio nuovo è quasi pronto all’uso, il tempo per programmare le principali operazioni c’è stato. Non rimane che aspettare, curiosando tra le mosse delle rivali in campionato e gustandosi alcune tra le dichiarazioni rese sotto l’ombrellone dai personaggi del circo del pallone.

Perso il Chelsea per un soffio (Villas-Boas) e sfumata l’Inter (Gasperini), Zdenek Zeman ripartirà adesso da Pescara alla ricerca dei suoi sogni di gloria svaniti più volte, negli anni, per colpa di Luciano Moggi.
Tolto di mezzo lui, la strada adesso è spianata. Anche qui, non resta che aspettare.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

giovedì 12 agosto 2010

In mezzo al campo via Poulsen dentro la qualità?


Xabi Alonso, Aquilani, Stankovic o Poulsen?
Christian Poulsen, naturalmente.

Serviva un regista, a quella Juventus targata Ranieri che al suo secondo anno in bianconero puntava a migliorarsi rispetto a quanto fatto nella stagione appena conclusa. Quella del ritorno in serie A e di un terzo posto, tutto sommato, positivo. Considerando le difficoltà iniziali nel coniugare quelli che - in realtà - erano gli obiettivi societari, quanto il campo poteva dire (e smentire) e le aspettative dei tifosi, impazienti di tornare ad ammirare la "loro" Juventus e di poter guardare, nuovamente, tutte le altre squadre dall'alto verso il basso. Proprio a centrocampo, laddove "si vincono le partite", si era deciso - in precedenza - di puntare sull'accoppiata Almiron-Tiago. Il tempo ed i fatti stabilirono che "di due non ne facevano uno".

La scelta cadde - quindi - sul giocatore danese, per un campionato che vide sì un avanzamento in classifica (2° posto), ma anche un esonero dell'allenatore a due giornate dalla fine. In onore ad un "progetto" societario che prevedeva una partecipazione comune di tutti nel momento delle decisioni importanti, ma un unico colpevole in caso di fallimento: l'allenatore.

Su Xabi Alonso, nell'estate del 2008, si scrisse (e si disse) di tutto e di più: troppo costoso e "lento", mentre i sostenitori bianconeri lo aspettavano a braccia aperte non se ne fece nulla. E ora? Gioca nel Real Madrid (via Liverpool) e si è appena laureato campione del mondo con la Spagna.

Di Aquilani "più se ne parlava, meno si faceva": eterna promessa (incompiuta) del calcio italiano, accostato ogni estate alla Juventus, il suo acquisto pareva impossibile. "Romano de Roma", come Totti e De Rossi: e chi sarebbe mai riuscito a portarlo via dalla capitale?
Il Liverpool, ovviamente. Tanto per cambiare.

Dai Reds arrivò, invece, Sissoko: panchinaro di lusso in Inghilterra, divenne in poco tempo un punto di forza di una Juventus che vedeva l'Inter sempre più lontana (in campionato e in prospettiva) e che iniziava a diventare l'ombra di se stessa. Di quella grandiosa squadra che era stata, e che difficilmente sarebbe tornata ad essere a breve. Non era un regista, il maliano, però - in mezzo al campo - serviva. Eccome.

Stankovic? In passato, da giocatore della Lazio, scelse l'Inter proprio al posto della Juventus, quando Lei era ancora una Vecchia Signora. Vinse, in quel di Milano: a tavolino e in campo. E poi cantò. Usando (anche) le parole sbagliate. E i tifosi, a cui la memoria certo non manca, nel momento di un suo possibile acquisto non dimenticarono. Se non fu un rifiuto "totale", da parte loro, poco ci mancò.

Il giocatore, adesso, è ancora a Milano, convinto di avere conquistato cinque scudetti di fila. Indossa una maglietta con uno stellone che - quando la giustizia sportiva smetterà di andare alla velocità di una Safety Car e (ri)prenderà il suo percorso - dovrebbe diventare un quadrifoglio. Quattro e non cinque.
Così come ventinove e non ventisette. O ventisettepiùdueasterischi.

Serve un uomo d’ordine in mezzo al campo, a questa Juventus. Di Sissoko si è già detto, Marchisio ha altre caratteristiche. Importanti, ma diverse. Krasic? Gioca sulla fascia, comunque niente illusioni: Abete a parte, non è Nedved. Altrimenti non si starebbe qui ad aspettare Dzeko come unico calciatore extracomunitario tesserabile.

Chi rimane, poi, nella zona centrale? Felipe Melo. Se in questi ultimi giorni di mercato e nei suoi primi allenamenti con Del Neri la testa risponderà ai comandi (e non ai "colpi") giusti, una sua conferma è ancora possibile. Verticalizzazioni simili a quella ammirata in occasione dell'assist a Robinho nella gara contro l'Olanda nel corso del mondiale sudafricano potrebbero tornare utili. Molto meno lo sarebbero le passeggiate simili a quella fatta su Robben (a terra, dopo un fallo) nel corso dello stesso incontro.

Ma il brasiliano ha altri compiti, così come Poulsen. Non è colpa del primo se il suo cartellino è stato pagato uno sproposito, così come del secondo se gli fu offerto uno stipendio (per lui) da capogiro. E se venne scelto al posto di altri.

Adesso si è voltata pagina. Fuori dal campo (in società) era tutto da cambiare. Nella rosa, qualche dubbio rimane. In mezzo al campo continua a mancare la qualità. E non solo lì: a livello generale, senza Diego ce ne sarà ancora meno.

La cessione del danese ha rappresentato, in termini strettamente economici, un'operazione comunque positiva. La speranza è quella che il giocatore che arriverà al suo posto possa avere quelle caratteristiche di cui la Juventus ha bisogno da tempo.
A proposito: è stato venduto al Liverpool. Naturalmente.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

domenica 1 agosto 2010

1° agosto: il giro di boa del calciomercato



Il consiglio della FIGC ha diramato in modo ufficiale le date del calciomercato estivo. L'inizio è fissato per il giorno 1 luglio, mentre il termine è stato fissato il 31 agosto alle ore 19.00.
Il che vuol dire che oggi, 1° agosto, siamo esattamente al "giro di boa".
Manca ancora un mese alla fine di questa sessione. Poi, si partirà con gli effettivi a disposizione in quel momento. Per altri acquisti e cessioni i battenti si riapriranno in quella invernale (3 gennaio - 31 gennaio 2011).
Ma cosa succedeva all’alba del 1° luglio scorso?

La Juventus attendeva il sì per Marco Motta: dopo averlo ottenuto dallo stesso calciatore si cercava l’intesa (poi trovata) con l’Udinese. Riallacciati i buoni rapporti dopo le tensioni dell’affare (saltato) Gaetano D’Agostino, l’operazione che portò Simone Pepe alla corte della Vecchia Signora (la prima della nuova era Agnelli) aveva contribuito ad un primo riavvicinamento tra le due società.
L’arrivo di Marotta a Torino e gli addii di Gasparin (per i friulani), Alessio Secco ed il parziale allontanamento di Jean Claude Blanc hanno fatto il resto.

Marcello Lippi veniva insultato, al tramonto dell’infelice spedizione sudafricana, nella sua Toscana (prima all’isola del Giglio, poi all’Elba); Brasile e Argentina dovevano ancora essere eliminate da Olanda e Germania; Berlusconi (da Panama) prometteva di rimanere in sella al suo Milan per altri 25 anni (il tempo utile per distanziare chi ha vinto meno di lui…); tra l’Inter e il Real Madrid calava il gelo nella trattativa per la cessione di Maicon alle merengues, mentre Moratti fissava il prezzo per Balotelli ad Arsenal e Manchester City (40 milioni di euro); la Lega A si riuniva in assemblea per la prima volta dopo la scissione con quella che poi è diventata la Lega B; Giovanni Petrucci (presidente del CONI) si dichiarava d’accordo sia con Crimi (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport) che con Abete (presidente della FIGC) sul metodi di rilancio del calcio italiano (i due, invece, non andavano d’amore e d’accordo), prima ancora di indicare Berlusconi e Moratti come "esempi da seguire"; Cesare Prandelli aveva appena sottoscritto il contratto che lo legherà alla nazionale azzurra (giovane e multietnica) per i prossimi 4 anni.

E per la Juventus, oltre a Motta?
Già concretizzati gli altri acquisti presenti ad oggi, deciso da tempo il trasferimento di Molinaro allo Stoccarda, mentre Cannavaro sbarcava negli Emirati Arabi per essere accolto con tutti gli onori di casa da Mark Bell (d.g. dell’Al Ahli) si parlava delle cessioni di quei giocatori dai contratti "pesanti" e importanti che avrebbero permesso di sbloccare il mercato bianconero.
Tiago aveva chiesto tempo prima di dare una risposta positiva all’Atletico Madrid per la proposta di spalmare il suo contratto biennale (da 2,8 milioni) in triennale, mentre ormai le società - tra di loro - erano sostanzialmente d’accordo; per Fabio Grosso, sempre con gli spagnoli, si parlava di un rinvio ai giorni successivi per una eventuale chiusura dell’accordo.
Zebina e Camoranesi si trovavano nella stessa situazione di oggi: con una valigia in mano.

La prossima potrebbe essere una settimana decisiva per diversi movimenti, sia in entrata che in uscita: è dai primi di luglio che si "dice così". E mentre sul versante acquisti qualche occasione nel frattempo si è presentata (ottima - ingaggio permettendo - quella di Rafael Marquez, svincolato dal Barcellona) e si dibatte ancora su "Krasic o Dzeko" (grazie, Abete…), più passa il tempo e prima arriverà il momento di agire: "cessioni o non cessioni" di quei calciatori che manifestano un grande amore (non ricambiato) verso la Juventus.
Anche se purtroppo non sarà possibile usare una delle migliori armi di convincimento in simili situazioni: quella di dimostrare tutto questo affetto non comodamente seduti in tribuna o sulla panchina, bensì direttamente in campo, seguendo le rigide disposizioni di Del Neri. Quelle che impongono continui "su e giù" per le fasce (stile Marco Motta o Davide Lanzafame) sino allo sfinimento fisico.
Qualche dubbio sull’effettiva convenienza nel restare in bianconero, forse, allora comparirebbe.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com