giovedì 12 agosto 2010

In mezzo al campo via Poulsen dentro la qualità?


Xabi Alonso, Aquilani, Stankovic o Poulsen?
Christian Poulsen, naturalmente.

Serviva un regista, a quella Juventus targata Ranieri che al suo secondo anno in bianconero puntava a migliorarsi rispetto a quanto fatto nella stagione appena conclusa. Quella del ritorno in serie A e di un terzo posto, tutto sommato, positivo. Considerando le difficoltà iniziali nel coniugare quelli che - in realtà - erano gli obiettivi societari, quanto il campo poteva dire (e smentire) e le aspettative dei tifosi, impazienti di tornare ad ammirare la "loro" Juventus e di poter guardare, nuovamente, tutte le altre squadre dall'alto verso il basso. Proprio a centrocampo, laddove "si vincono le partite", si era deciso - in precedenza - di puntare sull'accoppiata Almiron-Tiago. Il tempo ed i fatti stabilirono che "di due non ne facevano uno".

La scelta cadde - quindi - sul giocatore danese, per un campionato che vide sì un avanzamento in classifica (2° posto), ma anche un esonero dell'allenatore a due giornate dalla fine. In onore ad un "progetto" societario che prevedeva una partecipazione comune di tutti nel momento delle decisioni importanti, ma un unico colpevole in caso di fallimento: l'allenatore.

Su Xabi Alonso, nell'estate del 2008, si scrisse (e si disse) di tutto e di più: troppo costoso e "lento", mentre i sostenitori bianconeri lo aspettavano a braccia aperte non se ne fece nulla. E ora? Gioca nel Real Madrid (via Liverpool) e si è appena laureato campione del mondo con la Spagna.

Di Aquilani "più se ne parlava, meno si faceva": eterna promessa (incompiuta) del calcio italiano, accostato ogni estate alla Juventus, il suo acquisto pareva impossibile. "Romano de Roma", come Totti e De Rossi: e chi sarebbe mai riuscito a portarlo via dalla capitale?
Il Liverpool, ovviamente. Tanto per cambiare.

Dai Reds arrivò, invece, Sissoko: panchinaro di lusso in Inghilterra, divenne in poco tempo un punto di forza di una Juventus che vedeva l'Inter sempre più lontana (in campionato e in prospettiva) e che iniziava a diventare l'ombra di se stessa. Di quella grandiosa squadra che era stata, e che difficilmente sarebbe tornata ad essere a breve. Non era un regista, il maliano, però - in mezzo al campo - serviva. Eccome.

Stankovic? In passato, da giocatore della Lazio, scelse l'Inter proprio al posto della Juventus, quando Lei era ancora una Vecchia Signora. Vinse, in quel di Milano: a tavolino e in campo. E poi cantò. Usando (anche) le parole sbagliate. E i tifosi, a cui la memoria certo non manca, nel momento di un suo possibile acquisto non dimenticarono. Se non fu un rifiuto "totale", da parte loro, poco ci mancò.

Il giocatore, adesso, è ancora a Milano, convinto di avere conquistato cinque scudetti di fila. Indossa una maglietta con uno stellone che - quando la giustizia sportiva smetterà di andare alla velocità di una Safety Car e (ri)prenderà il suo percorso - dovrebbe diventare un quadrifoglio. Quattro e non cinque.
Così come ventinove e non ventisette. O ventisettepiùdueasterischi.

Serve un uomo d’ordine in mezzo al campo, a questa Juventus. Di Sissoko si è già detto, Marchisio ha altre caratteristiche. Importanti, ma diverse. Krasic? Gioca sulla fascia, comunque niente illusioni: Abete a parte, non è Nedved. Altrimenti non si starebbe qui ad aspettare Dzeko come unico calciatore extracomunitario tesserabile.

Chi rimane, poi, nella zona centrale? Felipe Melo. Se in questi ultimi giorni di mercato e nei suoi primi allenamenti con Del Neri la testa risponderà ai comandi (e non ai "colpi") giusti, una sua conferma è ancora possibile. Verticalizzazioni simili a quella ammirata in occasione dell'assist a Robinho nella gara contro l'Olanda nel corso del mondiale sudafricano potrebbero tornare utili. Molto meno lo sarebbero le passeggiate simili a quella fatta su Robben (a terra, dopo un fallo) nel corso dello stesso incontro.

Ma il brasiliano ha altri compiti, così come Poulsen. Non è colpa del primo se il suo cartellino è stato pagato uno sproposito, così come del secondo se gli fu offerto uno stipendio (per lui) da capogiro. E se venne scelto al posto di altri.

Adesso si è voltata pagina. Fuori dal campo (in società) era tutto da cambiare. Nella rosa, qualche dubbio rimane. In mezzo al campo continua a mancare la qualità. E non solo lì: a livello generale, senza Diego ce ne sarà ancora meno.

La cessione del danese ha rappresentato, in termini strettamente economici, un'operazione comunque positiva. La speranza è quella che il giocatore che arriverà al suo posto possa avere quelle caratteristiche di cui la Juventus ha bisogno da tempo.
A proposito: è stato venduto al Liverpool. Naturalmente.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

5 commenti:

Giuliano ha detto...

Mi sembra che, come per Diego, più che scelte tecniche siano (per ora) il desiderio di sbarazzarsi di ingaggi e contratti pesantissimi. Come quella sagoma di Tiago, per esempio...(o Grosso).
Tutta la mia simpatia personale ai giocatori, mica è colpa loro se Secco e Blanc gli hanno fatto quei contrattini.
(e meno male che Cannavaro aveva solo un contratto annuale!)

Cronache bianconere ha detto...

Quando seppi dell'acquisto di Poulsen, il commento fu uguale al titolo della prima pagina di "Tuttosport" inserito nel post.

Quando lessi dell'ingaggio, i gioielli di famiglia mi caddero a terra... ;-)

Come molti attendo il 31 agosto per una valutazione definitiva.
Certo, ora il tempo stringe.
E ci sono da chiudere più affari importanti... Vedremo ;-)

Un abbraccio

JUVE 90 ha detto...

L'offerta per Poulsen era ovviamente da accettare per l'ingaggio del giocatore e per i liquidi provenienti dalla sua cessione. Però non era un giocatore così malvagio come molti lo descrivono facendosi, forse, influenzare da quella vergogna prima pagina di "benvenuto" del tuttosport.
E' stato marchiato a vita dal fatto che fosse arrivato al posto di Xabi Alonso, per lui la vita in bianconero è stata subito impossibile. peccato perchè a me piaceva

Giuliano ha detto...

..via tutti quelli alti e biondi? chissà le ragazze come saranno tristi, gli toccherà accontentarsi di Felipe Melo
:-)

Cronache bianconere ha detto...

@JUVE 90: concordo in pieno con il tuo commento.
Su ogni parola da te scritta

@Giuliano: poverine... ;-)
Contro l'Inter, comunque, non mi è dispiaciuto

Un abbraccio!!!