martedì 21 luglio 2015

GATORADE DIVENTA SPONSOR DI TUTTI GLI AMANTI DELLO SPORT

GATORADE DIVENTA SPONSOR DI TUTTI GLI AMANTI DELLO SPORT
 

L’innovativa piattaforma “Sponsored by Gatorade”
 premia l’amore quotidiano per lo sport 
 

Si chiama “Sponsored by Gatorade” l’innovativa piattaforma digitale attraverso cui lo sport drink più noto d’Italia sponsorizzerà tutti coloro che dimostreranno di avere la passione per lo sport e l’attività fisica. Da sempre al fianco dei grandi campioni e sostenitore di uno stile di vita all’insegna della pratica sportiva e di una corretta idratazione dell’organismo, Gatorade si schiera ora al fianco di tutti gli sportivi, sia dei professionisti sia delle persone che, tra un’ora di jogging al parco e una partita di calcio tra amici, fanno dell’attività fisica un rito irrinunciabile per il proprio benessere. 
 
Attiva da giugno 2015, “Sponsored by Gatorade” è la piattaforma (www.sponsoredbygatorade.it) che per cinque mesi premierà tutti coloro che mostreranno di avere dentro di sé la “scintilla”, metafora che rappresenta la determinazione interiore che alimenta la passione per lo sport.

Registrandosi sulla piattaforma, si potrà attivare un profilo personalizzato e far crescere il livello della propria scintilla, accumulando punti che permetteranno all’utente di ricevere esclusivi premi legati al mondo dello sport e di essere sponsorizzato da Gatorade come i veri campioni.

Ogni iscritto potrà guadagnare punti attraverso tre modalità di interazione semplici ed immediate:

- PLAY: utilizzando le più comuni app di allenamento tra cui Nike+ e Fubles e/o condividendo sui social network le proprie performance;

- SUPPORT: supportando la propria squadra del cuore o qualsiasi altro evento sportivo attraverso l’hashtag #sponsoredbygatorade;

- SHARE: interagendo sui principali social network sempre in materia di sport attraverso l’hashtag #sponsoredbygatorade, ed invitando i propri amici a iscriversi alla piattaforma.

Al raggiungimento di determinate soglie di punti e in base alle classifiche mensili, gli utenti avranno accesso a diversi premi: ogni mese i primi 200 partecipanti che supereranno 800 punti riceveranno un voucher sconto valido per l’acquisto di prodotti Gatorade, dal 2° al 5° classificato vinceranno una coppia di biglietti per assistere a partite di calcio dei team Gatorade più amati come Juventus, Milan, Roma e Lazio.
Inoltre, fra i 50 utenti formati dai 10 con il punteggio più alto di ogni mese, una giuria di esperti selezionerà - al termine del concorso - tre vincitori che diventeranno i nuovi volti della campagna stampa Gatorade 2015, premio attraverso cui Gatorade conferma la propria volontà di avvicinarsi sempre più ai consumatori. Fra i restanti 47 partecipanti ne verranno poi estratti dieci che vinceranno un kit Gatorade per lo sport, composto da borsone, asciugamano G e un omaggio di prodotto.
In aggiunta a tutti i premi citati, sempre al termine dei 5 mesi, Gatorade offrirà anche la possibilità a cinque fortunati utenti, rispettivamente il primo in classifica di ogni mese, di vivere un’esperienza esclusiva per entrare nel mondo di due dei più grandi team italiani, Juventus e Roma.

Per massimizzare il coinvolgimento dei consumatori, “Sponsored by Gatorade” si avvale, inoltre, della collaborazione di una delle piattaforme social sportive più attive del momento , ovvero Fubles, che permette agli appassionati di calcetto di tutta Italia di organizzare e svolgere partite amatoriali all’interno della propria città, e che potrà facilmente essere sincronizzato alla piattaforma Gatorade per contribuire a guadagnare sempre più punti! 
 
Gatorade si fa, quindi, attraverso la nuova piattaforma “Sponsored by Gatorade”, promotore di una cultura dello sport a 360 gradi, incitando gli italiani a far brillare la propria passione per il movimento e il proprio interesse per lo sport, e garantendo loro il supporto tradizionalmente offerto solo ai grandi campioni dello sport. 
 

#sponsoredbygatorade 
 

Gatorade, leader mondiale nel mercato degli Sport Drinks, nasce negli anni ‘60 nell’Università della Florida per consentire ai giocatori di football di reintegrare i liquidi e i sali minerali persi durante l’allenamento. Da allora sempre più preparatori sportivi riconobbero la necessità di fornire agli atleti il supporto di Gatorade per reintegrare le sostanze perse attraverso il sudore per evitare i sintomi della disidratazione. In Italia Gatorade, oltre ad essere un prezioso alleato per gli sportivi, promuove importanti manifestazioni sportive come la Stramilano e la maratona di Roma, gli Internazionali BNL D’Italia ed importanti club legati al calcio internazionale (Barcellona, Arsenal e Liverpool) e del campionato di serie A italiano (Juventus, A.C. Milan, A.S. Roma, S.S Lazio e Udinese). Gatorade è inoltre supportato dal GATORADE Sports Science Institute (GSSI) - il laboratorio con sede in Illinois (USA) che dal 1965 studia la scienza dell'idratazione e dell'alimentazione sportiva. Per ulteriori informazioni sul mondo Gatorade visitare www.gatorade.it e la pagina www.facebook.com/GatoradeItalia.

sabato 7 marzo 2015

Duncan Edwards e i Busby Babes


Il giorno dopo la sua morte, avvenuta il 21 febbraio del 1958, il 'Daily Mirror' gli aveva dedicato un articolo titolato “Un ragazzo che giocava come un uomo”. Nel tracciarne il profilo Robert 'Bobby' Charlton ha ripetuto più volte che 'è stato l'unico giocatore che mi abbia fatto sentire inferiore'. Jimmy Murphy, il coach del settore giovanile del Manchester United nonché vice dell'allenatore Matt Busby, anni dopo la sua scomparsa lo aveva ricordato usando queste parole: 'Quando sentivo Mohammed Alì dire al mondo che lui era il più grande di tutti mi veniva da sorridere. Vedete, il più grande di tutti fu un calciatore inglese chiamato Duncan Edwards'.

In un pomeriggio di inizio febbraio del 1958 l'aereo che avrebbe dovuto riportare i Diavoli Rossi di Manchester in Inghilterra, al termine di una gara europea disputata a Belgrado contro la Stella Rossa, prese fuoco a Monaco di Baviera. Il velivolo si era fermato in Germania per effettuare un rifornimento. Le difficili condizione metereologiche avevano impedito il nuovo decollo del mezzo per ben due volte. Alla terza era riuscito finalmente a spiccare il volo, per poi perdere subito quota e andare a schiantarsi poco distante la pista.

Perirono sul colpo ventidue persone, sette delle quali erano giocatori del Manchester United. Duncan Edwards, la stella più luminosa della squadra, era riuscito a sopravvivere anche se le sue condizioni apparvero subito gravi. In un raro momento di lucidità aveva domandato ai medici quante possibilità avesse di prendere parte alla successiva partita di campionato della compagine inglese. Il 21 febbraio del 1958 la sua breve, intensa vita si concluse definitivamente. 

Matt Busby, il manager scozzese che era riuscito a risollevare dalle ceneri il club e trasformarlo in una società vincente, perse in questo modo un gruppo di giovanissimi calciatori che considerava suoi figli. Tra questi Edwards era sicuramente l'elemento di maggior spicco, destinato ad un futuro calcistico di primissimo livello. Un giorno, mentre ne stava descrivendo le qualità in presenza di alcuni cronisti, Busby disse: “Eravamo soliti osservare i ragazzi allenarsi, per trovare qualche punto debole su cui potessero concentrarsi di più. Guardammo Edwards e ci arrendemmo nel trovare pecche nel suo gioco“.

Regista difensivo, prototipo antenato dei futuri 'calciatori totali', tuttocampista... Edwards era un condensato di classe e sostanza, fumo e arrosto, a seconda delle circostanze e delle esigenze sapeva usare tanto la sciabola quanto il fioretto. A soli ventuno anni si era piazzato terzo nella speciale graduatoria del pallone d'Oro stilata da France Football, proprio nel momento in cui il Manchester United iniziava ad assumere un ruolo di primo piano anche in Europa dopo aver vinto tre campionati in patria in soli cinque anni (1952, 1956, 1957).

Così come la tragedia di Superga del lontano 1949 ha segnato la vita del Torino, che sino ad oggi non è stato più 'grande' come in passato, quanto successe nel 1958 a Monaco di Baviera rischiò di fare altrettanto con quella del Manchester United. In realtà bastarono esattamente dieci anni per rivedere gli inglesi protagonisti in Europa. Nel 1968 fu lo stesso Matt Busby a condurre i Diavoli Rossi alla vittoria della loro prima coppa dei Campioni. Mattatore assoluto della finalissima fu Bobby Charlton, autore di una doppietta esattamente come era accaduto a Belgrado nella partita che aveva preceduto il disastro aereo.

Una coincidenza, esattamente come quella capitata il 26 maggio del 1999 allorquando il Manchester United riuscì a vincere nuovamente il massimo trofeo continentale superando il Bayern Monaco grazie ad una rimonta straordinaria che si era concretizzata negli ultimi minuti di gioco. Proprio quel giorno, infatti, Matt Busby avrebbe dovuto compiere novant'anni. Si era spento il 20 gennaio del 1994, raggiungendo così i suoi ragazzi in cielo per assistere in loro compagnia al successo dell'amato club contro la fortissima squadra tedesca.

Una squadra di Monaco di Baviera. Una coincidenza. Un'altra ancora...
Articolo pubblicato su Lettera43