giovedì 28 luglio 2011

Imputato Auricchio, risponda: "E queste dov'erano finite?"


Fonte "Ju29ro.com" (Alvaro Moretti)

ROMA. Cinque anni fa in queste ore, l’Inter e il suo presidente Moratti festeggiavano lo scudetto assegnato a tavolino dal commissario Figc ed ex consigliere d’amministrazione nerazzurro, professor Guido Rossi. Festeggiavano qualcosa che la giustizia sportiva non ha potuto impedire, vittima della prescrizione e soprattutto della selezione. Selezione di telefonate ascoltate dai cosiddetti “magnifici 12 dell’operazione Offside”, carabinieri del Nucleo Operativo di Roma, comandati dall’allora maggiore Auricchio (oggi braccio destro del sindaco di Napoli De Magistris): le chiamavano irrilevanti, abbiamo scoperto da aprile 2010 quanto lo fossero. L’avvocato Maurilio Prioreschi, uno dei legali di Luciano Moggi, l’imputato principale di Calciopoli, quello che ogni telefonata erano tre baffi rossi, non s’è fermato, come il consulente Nicola Penta. Scoperto che le telefonate c’erano, ha letto della decrittazione fatta dai consulenti e visto che l’attenzionamento da parte dei carabinieri che sbobinavano c’era. E somigliava - nel giudizio dato in diretta nel 2005.. . - a quello dato da Palazzi - oltre i termini di prescrizione - il 1° luglio 2011. Ora Diego Della Valle ha qualche elemento in più per richiedere spiegazioni.

Avvocato Prioreschi, le telefonate di Facchetti, Moratti, Campedelli, Governato, anche quelle che avrebbero fatto chiarezza sul caso del sequestro di Paparesta, erano state segnalate agli ufficiali che coordinavano le indagini come importanti o fondamentali.
«Una scoperta inquietante. I segni convenzionali usati sono inequivocabili: si parla di brogliacci che sunteggiavano il contenuto a noi ancora ignoti, non decrittabili, di ascolti effettuati e di giudizi dati sulla rilevanza. La verità è che l’inchiesta vera su Calciopoli la sta facendo la difesa di Moggi: e sarà un’indagine completa, totale. I cd si stanno rivelando, col passare dei mesi, una fonte inesauribile di risposte».

Risposte agli interrogativi di Della Valle, Galliani, Lotito sull’inchiesta.
«Eh sì: è chiaro che c’è stato un filtro nelle segnalazioni che dal basso arrivavano ai vertici dell’indagine. Della Valle ha un elemento pesante in più per chiedere chiarezza ad Auricchio, ora. Le telefonate erano tutt’altro che sparite: erano state ascoltate, brogliacciate e valutate».

Dal punto di vista tecnico cosa doveva succedere e non è successo?
«Abbiamo verificato che le telefonate da noi scoperte ad aprile 2010, ritenute importanti da Palazzi, erano state segnalate dai “magnifici 12”, i verbali di ascolto erano firmati dai vari Di Laroni, Ziino, Nardone etc.: è mancato l’ordine di trascrizione alla polizia giudiziaria, che avrebbe portato alla trasmissione ai pm, con inserimento nelle informative, come accaduto per le telefonate di Moggi, Giraudo, Della Valle, Lotito, Carraro, Bergamo... Qualcuno a livello superiore dei sottufficiali di via In Selci non le ha fatte trascrivere».

Sarebbero finite nelle informative di aprile e novembre 2005, ossia il corpus dell’indagine sportiva del 2006.
«Sì. E sarebbero arrivate in Figc nelle mani di Borrelli in tempo per il processo sportivo che ha affossato la Juve, lambito il Milan, toccato pesantemente Fiorentina e Lazio».

Cosa sarebbe successo se avessimo avuto anche le telefonate di Facchetti, Moratti etc. nei faldoni trasmessi?
«Un processo sportivo, ma anche penale profondamente diverso, se ne è lamentato anche Palazzi nella sua relazione: parlavano di associazione esclusiva, ecco la prova provata che non era così».

In sede penale che accadrà?
«Il 27 settembre nella mia arringa voglio andare a fondo di questa storia. Lo stop su alcune telefonate e il via libera su altre è incredibile. Chiederò ufficialmente che si apra un’indagine: ci devono spiegare cosa è successo. E chiederemo all’autorità giudiziaria competente di verificare se in tutto questo siano ravvisabili fatto reato e in caso affermativo accertarne le responsabilità».

Il pm Beatrice dice che non conosceva tutte le telefonate. Narducci si espose col «piaccia o non piaccia» nell’ottobre 2008.
«Se non sono state fatte le trascrizioni, che i pm potessero ignorare ci sta. Funziona così. Se lo dovrebbero chiedere pure loro, però, il perché di certe trascuratezze ».

Che reazioni s’aspetta, ora?
«Credo proprio che a Della Valle e alla Juventus interessi vedere che ad analoga segnalazione d’interesse investigativo, sono seguiti percorsi assai diversi: chi è sotto processo, chi ha beccato squalifiche e danni, chi ha avuto titoli etc. E ricordiamo che non c’è solo l’Inter: è segnalato Governato che telefonava per il Brescia che chiede milioni di danni, il Chievo e scopriremo anche gli altri, contateci. Andiamo fino in fondo nella nostra controindagine: l’estate è lunga. Ma mi lasci dire un’altra cosa. Credo che sapere tutto debba interessare anche quella Federazione che viveva quasi con fastidio il fatto che sia stata la difesa di Moggi a portare alla luce il tutto. Mi auguro che non ci si accusi di voler investigare troppo. Certo, anche questa scoperta arriva come un macigno scagliato contro la decisione di non cancellare l’assegnazione di quel titolo all’Inter».

Documento in versione "pdf" da diffondere




2 commenti:

Giuliano ha detto...

nei dibattiti tv c'è chi fa lo spiritoso e pone la domanda: "Ma a chi deve chiedere il rimborso la Juve???"
Bella domanda, bisognerà cominciare a porsi il problema. Io, in prima battuta, butterei lì: Tronchetti Provera. Ma, poveruomo, ha già i suoi guai in tribunale anche lui, è stata un tantino problematica la sua gestione della Telecom (che filtrava le telefonate e forniva il supporto necessario ai carabinieri, come aveva fatto da sempre la Sip).
Altri candidati?
:-)
(mi sa che il buon Auricchio tutti quei soldi non li ha, si può anche lasciarlo perdere...)

Cronache bianconere ha detto...

Faccio una considerazione personale, Giuliano, che non è condizionata da nessuna voce raccolta in privato: se la Juventus dovesse realmente andare sino in fondo, avanzando e pretendendo una richiesta di risarcimento economico (dopo aver quantificato l’entità della somma, e sono convinto che già la conoscono), il banco “salterebbe” .

Ne abbiamo già parlato, sin qui niente di nuovo.

Mi posso sbagliare, ma secondo me - nella migliore delle ipotesi – la società riavrà indietro i due scudetti, e lì si fermerà.

Pur avendo tutte le ragioni (o, semplicemente, molte) di questo mondo, potrebbe arrivare ad un punto dove le verrà chiesto di non spingersi oltre.

Ne riparleremo più avanti. Tieni a memoria questa mia considerazione, vedremo quanto sarò andato lontano dalla realtà dei fatti.

Auricchio? In politica funziona che a volte una persona viene “usata” per qualcosa, in cambio di qualcosa. Poi, se le cose vanno male, finisce nei guai. E guai, allora, a tirare fuori i nomi dei mandanti…

Un abbraccio :-)