lunedì 1 ottobre 2012

Juventus - Roma versione 2.0 anzi..4.1

Questo articolo è di Danny67. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Un Bianconero a Roma

Sono passati già due giorni dalla splendida affermazione della Juventus sulla Roma, tanto che ormai l’attenzione di tutti, ma soprattutto quella di noi tifosi juventini, è già proiettata alla sfida di Champions di domani sera, martedì 2 ottobre, contro lo Shakhtar, avversario meno blasonato del Chelsea ma di certo non meno pericoloso ed ostico. 

Ma vorrei un momento tornare a parlare della sfida di sabato scorso che ha visto Madama trionfare contro il nemico di sempre, o almeno da parecchi anni a questa parte, Zeman, e sconfiggere una delle squadre che maggiormente vedono nel match contro i bianconeri la partita dell’anno, allo stesso livello (se non addirittura di più) del derby e chi scrive questo lo fa con cognizione di causa, ve lo assicuro. Non intendo stare qui a sottolineare la differenza abissale tra le due compagini che si sono affrontate allo Juventus Stadium, perché chi ha seguito la partita non ha potuto non notare come le immagini stesse della gara abbiano parlato da sole. E perfino chi non ha potuto gustarsi l’evento in tv, si è reso conto perfettamente, vista l’identità di vedute e di giudizio espressa da chiunque, giornalisti, tecnici, opinionisti e addirittura dagli stessi protagonisti di parte giallorossa, di come sia andata sul terreno di gioco. Il dominio della squadra di Conte è stato assoluto, con un primo tempo veramente devastante in cui la Juventus si è dimostrata, ancora una volta, una squadra straordinaria in grado di esprimere un gioco tra i migliori visti negli ultimi anni e non solo in Italia.


Vorrei piuttosto accennare una riflessione sul tecnico Boemo, da sempre idolatrato dalla maggior parte degli addetti ai lavori, nonché da molti appassionati di calcio, che fossero essi tecnici, esperti o semplici tifosi. La mia opinione personale, è che in realtà molta della stima di cui gode in questo paese Zeman, più che alla sua immagine di personaggio serio, onesto e pulito, nonché di portatore di una idea di gioco straordinaria e “pura”, sia dovuta alle numerose battaglie che quest’ultimo ha condotto contro i colori bianconeri, nonché alle sue provocatorie dichiarazioni, che si ripetono costantemente, nei confronti della Vecchia Signora. A parte questo vorrei analizzare qualche piccolo particolare di natura tecnica di cui pare che anche a Roma (dove sembra stiano aprendo finalmente gli occhi) si stiano accorgendo. 

La prima cosa che salta agli occhi è l’ottima prova fornita da Andrea Pirlo sabato, dopo alcune prestazioni non proprio all’altezza, tanto da far pensare a Boban (ma credo anche qualcuno di noi) che forse sarebbe meglio per lui, in futuro, lasciare la nazionale per poter gestire al meglio le proprie risorse fisiche. Di certo Pirlo è un fenomeno, e questo lo sappiamo tutti, e quando è in forma è molto difficile renderlo inoffensivo, ma tutti i tecnici delle precedenti squadre affrontate dalla Juve hanno capito che per limitare il raggio di azione del centrocampista bresciano e di conseguenza togliere rifornimenti alla manovra bianconera, occorre, in fase di non possesso, farlo pressare o dai due attaccanti più avanzati o da un centrocampista. Non credo che Zeman non avesse compreso questa cosa, quanto piuttosto che non abbia voluto applicarla per non rinunciare ad essere se stesso. 

Passiamo alla fase di attacco della Roma. Il gioco del tecnico Boemo prevede tra attaccanti che vanno negli spazi, che si incrociano continuamente e che sfruttano azioni in velocità per penetrare nelle difese avversarie. Come è possibile praticare un tale gioco quando due attaccanti su tre (Totti e Lamela) sono abituati a giocare quasi esclusivamente con la palla al piede? L’abilità di un tecnico è quella di saper adattare le proprie idee di gioco alle caratteristiche dei calciatori di cui dispone e non mi sembra che le punte giallorosse, escluso forse Destro, abbiano le caratteristiche necessarie per il tipo di gioco richiesto.

Omettendo quanto ci sarebbe da dire anche sotto il profilo della preparazione atletica, da sempre fiore al'occhiello del tecnico di Praga, ma che qualcuno definisce poco attenta ai nuovi sviluppi delle tecniche di allenamento, e che non sembra stia dando in questa stagione i frutti sperati, l’ultimo aspetto cui vorrei accennare è quello umano: sentir dire ad un allenatore: “questa non è la mia squadra perché i giocatori non fanno quello che dico io” non è affatto degno di un grande condottiero che per primo deve assumersi le responsabilità dei propri insuccessi e dei propri fallimenti, senza accusare i propri ragazzi ma, semmai difenderli, fino alla fine, o almeno fin quando è possibile. Ma del resto si sa che riconoscere i propri demeriti non è nel dna di Zdenek Zeman, il più grande allenatore d’Europa.

5 commenti:

Paolo ha detto...

Caro Danny, la risposta migliore è stata data sul campo, come la Juventus ha sempre fatto. Credo non ci sia niente di meglio.

Se ricordi, Conte, prima dell'inizio dello scorso campionato veniva etichettato come integralista, come uno che ha un solo ed invariabile modulo di gioco al quale i giocatori si devono piegare. Chi ha buona memoria ricorderà lo scetticismo riguardante l'acquisto di Pirlo, non circa il suo valore tecnico, quanto per la mancanza di un giocatore con le sue caratteristiche nelle idee tattiche del mister salentino.
Conte ha smentito tutti dimostrando la sua bravura: saper adattare il modulo alle caratteristiche dei giocatori e non viceversa, indice di estrema intelligenza.
Ormai sono pochi coloro che parlano di Juventus come squadra di operai e corridori (assurdo, ma l'hanno fatto quasi tutti prima dello scudetto!). Ora si parla di gioco e di campioni.
E non si parla più di Vinovo e della sua umidità...

Giuliano ha detto...

ottima analisi, però bisogna diffidare di questa partita, che è stata un grazioso regalo e poco più di un proficuo allenamento.
La realtà è il primo tempo col Genoa, la fatica con il Chievo e con la Fiorentina...
Sappiamo tutti che Conte ha detto e ripetuto queste cose, troppo facile vincere con questa Roma, domani sarà dura.
Detto questo, che è d'obbligo, penso proprio che voi juventini de Roma, tu e Roberta e tutti gli altri, stiate vivendo delle belle giornate, un sospiro profondo di sollievo, almeno fino a primavera nessuno verrà più da voi a fare battute idiote. Ci voleva!
:-)

Thomas ha detto...

@Paolo: in un solo commento hai centrato tanti di quei punti...
Ottimo, ottimo davvero.

@Giuliano: sono d'accordo: un passo alla volta. Senza montarsi la testa e dimenticare che i regali ricevuti dalla Roma non capitano in tutte le partite.
Purtroppo.

@Danny: amico mio, da 1 a 1000, quanto hai goduto sabato sera?
;-)

Zeman è come le stagioni: ogni anno tornano.
Prima era un maestro, poi è diventato un professore, adesso è un pirla perché non ha voluto marcare Pirlo (verità assoluta, oltretutto).

In realtà è sempre stato un discreto allenatore, molto bravo con i giovani talentuosi, ottimo (a tratti entusiasmante) nel gioco offensivo, penoso in quello difensivo.

L'argomento "Juventus" è sempre stato il suo salvavita per non finire nel dimenticatoio, Moggi un alibi per le sconfitte e i lavori finiti "a metà", il campo una triste realtà.


Quelli che lo idolatravano sino a sabato pomeriggio sono scomparsi, seppelliti dai goals subiti a Torino.

Ma la cosa più grave è un'altra: ha scaricato le colpe sulla squadra.
Un vero allenatore queste cose non le fa mai.

I prossimi giorni dovrei realizzare un'intervista molto interessante.
Un abbraccio a tutti!

pigreco san ha detto...

Togli Pirlo alla Juve l'anno scorso e saremmo qua a criticare Conte che ancora con i cambi non ci azzecca ..solo che la Juve è così forte quest'anno con gli acquisti dell'Udinese che riusciamo a giocare anche in 10 e mezzo..ora certo dopo il figurone dell'anno scorso e la vittoria della Champions se ci sarà i giocatori vorranno venire alla Juve di corsa..è indimostrabile se senza Pirlo sarebbe la stessa JUve o senza Conte..sono ancora convinto che conti più Pirlo..infatti contro la Fiorentina unica partita dura fatta si è visto il ..peggior Conte dell'anno scrorso...

Danny67 ha detto...

@Paolo
Si si ricordo perfettamente. Infatti è quello che ho sempre pensato io. Un grande allenatore si deve adattare alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. Oltre al fatto di Pirlo ricordo anche che Conte ha cambiato schema di gioco per trovare spazio a Vidal, avendo già dopo la prima giornata dello scorso campionato, intuito l'importanza fondamentale di questo giocatore.

@Giuliano
Ma infatti io, pur essendo pienamente consapevole del valore della Juventus,diffido di questa partita e sono convinto che se la roma avesse ad inizio stagione scelto Montella invece del profeta boemo per noi non sarebbe stata così facile la gara di sabato scorso. Penso che avremmo vinto lo stesso, ma con minore facilità. Ovviamente da un paio di giorni qui a Roma vige un silenzio assoluto ;-))!!!

@Thomas
Da 1 a 1000 quanto ho goduto? 5000 fratello!!! Entrare in ufficio e non sentire alcuna battutina ma soprattutto vedere gli sguardi bassi di chi faceva molto lo spavaldo...beh non ha prezzo!!!
Come hai sottolineato tu e come ho già scritto anche nel mio post è proprio l'atteggiamento post-partita del boemo la cosa che mi ha infastidito di più. Lo trovo vergognoso scaricare ogni responsabilità sui propri giocatori.