mercoledì 18 settembre 2013

Un brutto inizio

Questo articolo è di Danny67. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Un Bianconero a Roma

Potrei apparire esagerato, eccessivo nel giudizio, ma quello che ho visto ieri sera a Copenaghen è uno spettacolo che non mi è piaciuto affatto. La Juventus ha disputato una gara nettamente al di sotto delle aspettative di tutti, dei tifosi, degli addetti ai lavori ma penso anche degli avversari. Si, indubbiamente, tenendo conto del computo finale delle occasioni, meritava di vincere ed anche largamente, ma la prestazione offerta nella trasferta danese non è stata per nulla soddisfacente. 

A mio parere sono diverse le cose che non vanno e che forse potevano essere gestite diversamente. Sono convinto che di errori ce ne siano stati parecchi ed addebitabili un po’ a tutti, allenatore compreso. Non sono qui a fare puro disfattismo e a lamentarmi immotivatamente ma vorrei provare a fare una critica seria e costruttiva. Il tempo per rifarsi non manca ma alcune cose devono cambiare, altrimenti la Champions potrebbe diventare una breve parentesi. Cerchiamo di andare con ordine. 

La prima cosa che mi viene in mente è l’approccio sbagliato alla gara che ha regalato quasi un tempo ai Danesi. Un approccio molle, timoroso, nemmeno si fosse andati a giocare a Madrid contro il Real. La squadra ha subito il forcing degli avversari in modo piuttosto passivo fin dai primi minuti incassando al 14° minuto la rete di Jorgensen . Lo schiaffo subito ha risvegliato in parte l’orgoglio dei bianconeri che, comunque, hanno impiegato parecchio per cominciare ad imbastire trame di gioco di una certa importanza. 

Proprio a proposito di questo vorrei fare la seconda osservazione. Io seguo la Juventus da circa 40 anni e devo dire che, fatta eccezione per la stagione della conquista della Champions a Roma, la Vecchia Signora mi è sembrata sempre essere una squadra inadatta per mentalità ad affrontare questo torneo, mostrandosi spesso una fotocopia sbiadita di quella compagine dominatrice di campionati. Non fa eccezione nemmeno la Juventus di Conte che sembra aver smarrito quello splendido modo di giocare del primo scudetto dell’era del mister salentino, quella meravigliosa spregiudicatezza, quel pressing alto arrembante, che non lasciava respirare l’avversario, quella sana incoscienza che ci faceva divertire e che ci lasciava soddisfatti anche quando non si portavano a casa i tre punti perché nessuno, ripeto nessuno giocava “come noi”. 

A cosa può essere attribuito questo fatto? Al modulo? Forse con il 3-5-2 non si può riproporre quanto mostrato con il 4-3-3? Può anche darsi. Io sono un fautore del 4-3-3 ma in realtà l’impressione che ho è che non sia una questione di modulo ma di atteggiamento. Anche nello scorso campionato, vinto peraltro dominando, la Juve ha un po’ perso quello smalto del primo anno di Conte, quella sana follia di gioco, diventando più calcolatrice, più utilitaristica, ma meno bella. Sembra che per il mister la priorità sia non prenderle. Altrimenti perché schierare prima Peluso e poi De Ceglie invece di Asamoah? Lo stesso Conte, a fine gara, ha detto che sulla fascia aveva bisogno di gente alta e forte fisicamente per “non concedere centimetri” agli avversari. Non lo so ma io credo che non sia la Juventus a doversi preoccupare di una squadra di quasi dilettanti ma l’esatto contrario. 

Non fraintendetemi, chi mi legge e mi conosce sa quanto io ami Antonio Conte e quanto sia consapevole che la nostra rinascita e i nostri trionfi delle ultime due stagioni siano per lo più attribuibili al suo arrivo a Torino. Lo ritengo uno dei migliori allenatori del mondo, ma in qualcosa ritengo, nella mia minima competenza, che stia sbagliando. Anche nella gestione di Llorente continua ad esserci qualcosa che non mi convince. Ha detto che nel secondo tempo ha messo Giovinco per sorprendere con la sua rapidità i lenti difensori danesi. Ok, ma nel primo tempo sono stati effettuai almeno una decina di cross nell’area di rigore avversaria dove di testa non l’abbiamo mai presa. E’ possibile che questo ragazzo, che tra l’altro ha anche una buona esperienza europea non sia in grado di affrontare una partita del genere? 

Occorre di certo tenere conto di alcune assenze che hanno condizionato molto la prestazione della difesa. La mancanza di Barzagli (ancora alle prese con la tendinopatia e perciò tenuto precauzionalmente a riposo) aggiunta a quella di Caceres, si sono rivelate un doppio danno perché non solo Andrea è un vero pilastro della difesa, forse il più completo centrale che abbiamo, ma, non essendoci nemmeno l’uruguaiano, Conte è stato costretto a schierare Ogbonna (molto incerto, siamo sicuri che sia meglio di Marrone?) centrale, visto che è mancino e non poteva essere dirottato a destra, ma soprattutto a posizionare proprio sulla destra Bonucci che non ha potuto svolgere il consueto ruolo di regista difensivo in cui si sta dimostrando uno dei migliori in Italia. 

Per quanto riguarda le prestazioni dei singoli per me Tevez è stato il migliore in assoluto, pur sbagliando un gol piuttosto facile, dimostrando di essere veramente un campione. Ha lottato come un leone riuscendo a trasformare in iniziative pericolose anche palloni difficilmente giocabili. Sono mancati un po’ sia Vidal che Pogba, ma anche Pirlo è andato a corrente alternata. Quagliarella a parte la rete si è creato altre occasioni ma la sua prestazione nel complesso non è apparsa particolarmente brillante. 

Ad ogni modo, al di là di quanto visto ieri sera, secondo me la Juventus manca di alternative all’altezza per affrontare un torneo come questo. I centrocampisti, Marchisio compreso, sono solamente quattro, mentre a parte Lichsteiner e Asamoah non ci sono esterni di livello tale da essere protagonisti in Champions. E qui comprendo pienamente Antonio Conte e tutta la sua insoddisfazione per il mercato. Forse con giocatori come Kolarov o Nani saremmo stati meglio attrezzati per ambire al traguardo finale. 

Dico questo perché se andiamo a vedere le vittorie della grandi squadre di ieri sera sono tutte dovute alle iniziative di calciatori dalle grandi doti tecniche, doti che alcuni nostri interpreti, senza fare nomi, non possiedono. Abbandonando ora le critiche, come detto prima, la Juventus ha tutto il tempo di rientrare in gioco e di passare il turno e forse da una serata come questa si possono imparare molte cose e capire meglio come proporsi in Europa tenendo ben presente, almeno questo è quello che penso, che il nostro primo obiettivo, attualmente, deve essere la riconferma in Italia.

3 commenti:

Giuliano ha detto...

non so da voi, ma sul mio tv sotto alla partita scorrevano i sottotitoli con tutto quello che si erano detti quest'estate Marotta e Conte...
i cambi di Conte mi sembrano eloquenti, in tutte le ultime tre partite.
Comunque sia, sospiriamo e aspettiamo di vedere cosa succede.

pigreco san ha detto...

Per me il problema è l'invecchiamento di Pirlo e la sua solitudine a centrocampo. troppo gioco sulle fasce e non appena perdiamo una palla a centrocampo subiamo goal. Markisio aiutava Pirlo ma il polpo sta troppo alto e anche Vidal spesso in fascia alta non rientra

Danny67 ha detto...

@Giuliano
Qualcosa di strano sta succedendo nell'ambiente e la cosa che mi preoccupa di più è il lungo silenzio di Andrea Agnelli.
@Pigreco san
Sicuramente Pirlo non è quello di due anni fa. Per quanto riguarda il gioco...secondo me è giusto sfruttare gli esterni però se al posto di Peluso o De Ceglie potessimo schierare Nani o Kolarov sarebbe un'altra storia...