giovedì 15 dicembre 2011

Ma cosa si aspettavano?


Grande delusione ieri da parte del Presidente del Coni Gianni Petrucci e del massimo dirigente della FGCI Giancarlo Abete per l’esito finale dell’ormai noto a tutti Tavolo della Pace, proposto dai vertici del calcio italiano con l’obiettivo ufficiale di mettere pace una volta per tutte tra la Juventus e l’Inter, relativamente alla questione Calciopoli, ma soprattutto con lo scopo ultimo di seppellire il tutto con una bella pietra tombale, comportamento ormai abbastanza usuale in un paese come l’Italia.

Grande delusione (ma solo per loro, non per chi è bianconero fino al midollo) perché si è trattato di un clamoroso quanto prevedibile e scontato fallimento, in quanto ognuno dei contendenti è rimasto sulle proprie posizioni. Del resto non poteva che essere così, innanzitutto perché, come giustamente scrive oggi Luciano Moggi su Libero questo non avrebbe dovuto chiamarsi “Tavolo della Pace”, ma piuttosto “Tavolo del Chiarimento”, poiché avrebbe dovuto essere un’occasione per fare chiarezza sulle inique e poco coerenti decisioni prese dal 2006 ad oggi in merito a Calciopoli, e, cosa ancora più importante sul doppiopesismo e sulla disparità di trattamento riservate a Juve ed Inter nel giudicare gli eventuali comportamenti illeciti o sleali delle due società e di altre coinvolte nel processo del tutto incompleto eseguito nel 2006 .

Ancora Moggi sottolinea l’inutile presenza di De Laurentiis a questo tavolo, mentre di sicuro sarebbe stata necessaria quella di Guido Rossi, dei PM Narducci e Beatrice e del Colonnello Auricchio, per poter chiedere loro illuminanti spiegazioni sulle indagini eseguite e su tutte le dimenticanze, con i baffi o senza, che si sono verificate in sede di inchiesta. Poi Moratti avrebbe dovuto dare spiegazioni concrete e convincenti sulle telefonate compiute da lui personalmente o dai suoi dipendenti ai designatori e non solo, e motivare la sua mancata rinuncia alla prescrizione, che invece gli avrebbe dato l’occasione di dimostrare la sua tanto decantata onestà.

La domanda da cui prende spunto il titolo di questo post è quindi la seguente:
Ma cosa si aspettavano tutti quanti? Che Andrea Agnelli dicesse a tutti: “va bene, dimentichiamo il passato, i due scudetti tolti e l’assegnazione del tricolore di cartone, dimentichiamo i danni economici e di immagine enormi subiti dalla Juventus, dimentichiamoci la serie B, condanna comminata con un processo sommario a cui mancava un grado di giudizio ed in cui non fu concessa alle difese la possibilità di portare prove preziose per la difesa. Lasciamo cadere il ricorso al TAR, lasciamo stare ogni richiesta di risarcimento, lasciamo passare tutto in cavalleria. Dimentichiamoci tutto ed andiamo avanti, tanto che problema c’è?”.

Si aspettavano questo? Tutta l’Italia calcistica si aspettava questo? Mi dispiace signori, ma Andrea è un Agnelli, e Agnelli da queste parti è sinonimo di Juventus. E la Juventus, la vera Juventus, non molla mai!! E questo sia chiaro a tutti!!


Questo articolo è di Danny67. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Un Bianconero a Roma

3 commenti:

JUVE 90 ha detto...

la cosa pazzesca è che anche il primo volere questo tavolo della pace (Diego Della Valle) una volta arrivato li all'ingresso ha dichiarato che non sapeva di cosa avrebbero parlare. Vuoi vedere che si sono scambiati gli auguri di Natale? :)

Giuliano ha detto...

su Repubblica c'era questo titolo, di Fabrizio Bocca: "Inter e Juve, lasciateci in pace".
Mi ha fatto venire in mente la storia (vera, purtroppo) di quel tizio che si era chiuso in casa e dava fuori di matto; i vicini andarono a chiamare un signore che aveva le chiavi del portoncino, e mentre stava aprendo quello di sopra gli tira un vaso in testa. Titolo del giornale (non era Repubblica): "Lite fra due anziani, un morto".
E in quel caso non si poteva neanche ridere.

Cronache bianconere ha detto...

Di farsa in farsa: da Farsopoli al Tavolo della Pace.

Bene, avanti così: il calcio continua a perdere pezzi di quella credibilità che non ha più da una vita.

Per farsi due risate sino in fondo, però, bisognava chiamare anche Guido Rossi (concordo con Danny e Moggi).

Un caro saluto a quei contestatori dello "Juventus Stadium" che credevano che Andrea Agnelli si sarebbe presentato all'appuntamento con la testa bassa in segno di resa.

Un abbraccio a tutti!