giovedì 3 maggio 2012

Oggi non ce la faccio proprio



Fratelli bianconeri, mi dispiace ma oggi non me la sento di parlare, non me la sento di analizzare la partita di ieri sera, perché non ha senso parlare di tecnica e di tattica quando si rischia di gettare nel cesso un campionato praticamente vinto, a causa di una, passatemi il termine, “cazzata” di uno dei nostri uomini più rappresentativi, uno dei tre presenti nell’organico bianconero che dovrebbero sostenere e mantenere alta la concentrazione di tutti gli altri, uno di quegli elementi che dovrebbero trasmettere ai propri compagni la serenità e prenderli per mano conducendoli alla vittoria. 

Qualcuno penserà che sto esagerando su Buffon, e che in realtà la Juventus ieri sera, pur mantenendo costantemente l’iniziativa e conducendo il gioco, sembrava avere il “braccino corto”, ed ha sbagliato alcune occasioni clamorose per raddoppiare e chiudere il match, senza riuscire, tra l’altro, a sfruttare la superiorità numerica, con le due punte davanti che probabilmente andavano tolte prima, così come andava forse messo in campo Giaccherini al posto di un Caceres fuori posizione, e questo è senz’altro vero, ma l’idea di poter perdere uno scudetto dopo aver praticamente dominato tutte e 36 le partite disputate, dopo aver espresso il miglior gioco visto in Italia da qualche anno a questa parte, dopo aver passato almeno 70-80 minuti nell’area avversaria ogni sacrosanta domenica di campionato perché Buffon si mette a fare il Maradona, scusate ma io, al momento, non riesco a digerirlo.

Si, è vero, siamo ancora primi con un punto di vantaggio, ma in quali condizioni psicologiche sarà la squadra domenica a Trieste? Questo errore è grave proprio perchè va a cambiare completamente l'aspetto mentale della situazione, minando la tranquillità che deriva dal seppur esiguo vantaggio e dalla constatazione obiettiva che la squadra fisicamente, comunque, sembra stare molto bene.

A me, dell'imbattibilità sinceramente, non frega niente. Io voglio solo questo maledetto scudetto, e la sola eventualità di non vincerlo nonostante non si sia mai usciti sconfitti dal campo mi fa ribollire il sangue. Perciò lascio a voi la parola per vedere se riuscite a tirarmi su il morale che, in questo momento, è sotto i tacchi.

Questo articolo è di Danny67. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Un Bianconero a Roma

6 commenti:

Giuliano ha detto...

Vincendole tutte, sarebbero state 11 vittorie di fila: mi pare che non l'abbia fatto mai nessuno. Ci siamo fermati a otto, se non sbaglio, ed è già stata un'impresa.
Seconda considerazione: in settimana hanno ricominciato a gasarsi, la terza stella, "siamo una difesa imbattibile" (Bonucci, ma anche Chiellini), anche Conte ha sbiellato un po'.
Questa non è una grande squadra, lo sappiamo tutti: su Vucinic non si può far conto, ormai lo sappiamo che funziona un po' sì e un po' no, è un ottimo giocatore ma non ha continuità. Gli altri dell'attacco, tutti insieme, non fanno nemmeno un Trezeguet tutto intero.
Detto questo, bisogna vincere le altre due. In silenzio, corsa e concentrazione.

Golblog ha detto...

Animo? Facile. Non bisogna farsi prendere dalla sindrome dell'interista! Questi anni di mancati successi ci hanno fatto perdere quell'animo sabaudo anche a chi, come me, nasce nel regno delle due Sicilie.
L'errore fondamentale è non aver chiuso il macht. Sarò di mentalità italianista, ma il bel gioco rischia di trasformarsi come un ritratto di Dorian Gray. Se così fosse, il cammino verso il suicidio è garantito. L'errore del portiere, nonostante qualche avvisaglia ieri sera, è il frutto ed il rischio di un tipo di gioco che in quel momento era meglio evitare. Sarebbe potuto accadere anche a Pirlo, con retropassaggi che durante la stagione ci hanno messo alcune volte a disagio. E' il prezzo da pagare per un gioco brillante, che nell'imperfezioni delle cose terrene, presenta talvolta il conto. Allora in questo momento occorre che, coloro che lavorano in società, presidente, dirigenti e collaboratori, cioè l'ambiente più vicino a tecnico e calciatori, dia dimostrazione di forza, determinazione e tranquillità, riuscendo a tamponare la inevitabile pressione mediatica. Se manca solidità nella società, mancheranno anche i calciatori, proprio come una "Verona" qualsiasi. Nulla è perduto. Questa squadra può vincere lo scudetto numero 30adesso, nonostante il milan abbia società e calciatori di spessore ancora con qualcosina in più, ma il gap si sta riducendo tantissimo. L'ulteriore passo è la conquista di una vittoria che conta...e con Conte (nonostante qualche infortunio mediatico durante la stagione)
Un caro saluto a tutto il blog
Antonio

Paolo ha detto...

Io, per assurdo, trovo più facile parlare nei momenti come questo che nei momenti di euforia generale.
Un passato di "atleta" (pur se di infimo livello) di uno sport individuale in un ambito dove la fine dell'incontro non è "quando arbitro fischia" ma quando si fa l'ultimo punto, mi ha insegnato a non mollare fino all'ultimo, ma anche a non festeggiare prima di aver vinto.
Sostanzialmente non cambia niente: siamo ancora in testa, più inca..volati di prima, dobbiamo vincere. A mente libera (per quanto possibile) si potrebbe affermare che non è cambiato niente.
Su col morale!

pigreco san ha detto...

bo lo rimetto qui... mah dico un ovvietà ma non si gioca così a 5 minuti dalla fine con in palio uno scudetto.A parte la gigi cappella Conte come sempre ha i suoi demeriti a far giocare la squadra così. Lo stesso cronista in telecronaca dice che Conte incitava i suoi a continuare a giocare come sempre. Segno di poca tattica e scarsa lucidità. E non si dica che la difesa è una muraglia quest'anno perchè è la stessa dell'anno scorso
salvo un Listainer che non sa crossare.impossibile trovare un solo cross in tutta la stagione fatto bene. la differenza la fa solo il centrocampo. basta vedere l'inter con la stessa difesa questanno prende una montagna di gooal. conta solo il centrocampo cioè Pirlo Vidal e Markisio, ma se lo fai correre 90 minuti in quel modo devi aver fatto 3 goal altrimenti sei solo un pollo caro Conte. L'infortunio di Gigi dopo tutte le volte che rischia doveva capitare...

Thomas ha detto...

Caro Danny, grazie di cuore per aver scritto un pezzo sulla gara con il Lecce.
Ieri sera, al telefono, ho percepito uno stato d’animo simile a quello che chiaramente traspare dal tuo articolo.

Volutamente ho aggiunto una foto, chiedendoti prima il permesso, che rispecchia fedelmente lo spirito di due fuoriclasse: solo cadendo ti puoi rialzare.
Ed entrambi, Del Piero e Buffon, su questa materia ne sanno qualcosa…

Complimenti a te, ma anche alle persone che hanno commentato prima del sottoscritto

@Giuliano: (soprattutto) sulle eventuali 11 vittorie consecutive e sul valore di “un Trezeguet” hai espresso un pensiero del tutto simile al mio

@Antonio: chapeau

@Paolo: da scribacchino mi sono “fatto le ossa” con una Juventus (o simil tale) perdente.
Quando scrivi “Io, per assurdo, trovo più facile parlare nei momenti come questo che nei momenti di euforia generale”, mi trovi totalmente d’accordo.
Il tuo passato di atleta deve averti aiutato a capire pienamente il senso dello sport, e della sana competizione

@pigreco san: “L'infortunio di Gigi dopo tutte le volte che rischia doveva capitare...”: sì, condivido.
Immagino sia un rischio “calcolato”, un prezzo da pagare per il gioco che vuoi esprimere, partendo – proprio - “dal portiere”.
Per come sono cresciuto, calcisticamente parlando, mi fossi trovato al suo posto a pochi minuti dalla fine di una gara simile quel cazzo di pallone lo avrei spedito a Superga (chiedo scusa, ma quando ci vuole ci vuole…)

Un abbraccio di cuore a tutti. E grazie per quello che avete scritto.

Anonimo ha detto...

ci ho messo un pò a metabilizzare... ma ora sono carica e penso che nulla sia perduto.
mi sento di dire solo "Forza Juve"

roberta