giovedì 23 settembre 2010

Avanti sulla strada tracciata da Del Neri

"Se non ci fosse stato il goal preso nel finale sarebbe stato un secondo tempo perfetto, e si è visto il calcio che faremo vedere quest'anno. Dobbiamo solo cancellare i goals presi, ma la strada tracciata è quella giusta"
Così Del Neri analizzò, a caldo, l'incontro tra la Juventus e il Lech Poznan dello scorso giovedì (16 settembre).

Dopo aver regalato il primo tempo agli avversari, proprio a pochi minuti dall'intervallo una rete segnata da Chiellini diede il via alla rimonta bianconera che si sarebbe (poi) concretizzata nella ripresa. Al successivo (splendido) goal del momentaneo vantaggio di Del Piero si aggiunse - però - la realizzazione di Rudnevs, che fissò il risultato sul 3-3 finale.

Artjoms Rudnevs come Sergio Pellissier, l’ultimo giocatore in grado di segnare una tripletta contro la Juventus prima dell’attaccante lettone. Accadde allo stadio Olimpico di Torino, il 5 aprile del 2009. Il risultato finale? 3-3, manco a dirlo. Quella gara segnò "l’inizio della fine" dell’era Ranieri: la giornata precedente i bianconeri vinsero a Roma per 4-1 contro i giallorossi; in quelle successive persero contro il Genoa (3-2) e inanellarono una serie di pareggi (cinque) che portarono all’esonero dell’allenatore romano.

La dichiarazione di Del Neri nell'immediato dopo gara europeo è simile a quella rilasciata il giorno precedente la stessa partita: "nel secondo tempo contro la Samp ho visto un'ottima Juve: questa è la strada giusta".
Anche perchè - sul campo - non era cambiato nulla rispetto alla domenica precedente: sia gli aspetti positivi che quelli negativi della gara contro i blucerchiati si erano ripresentati puntuali il giovedì sera.

Abituato a costruire squadre nel corso della sua lunga carriera, l'allenatore bianconero ha chiaro in testa quello che dovrà essere il risultato finale del proprio lavoro. Le difficoltà che gli si presentano in ogni occasione variano da una società all’altra: diversi sono i calciatori da assemblare, le aspettative che ogni realtà richiede, il minore o maggiore tempo a disposizione per riuscire nel suo intento.

A Torino si è portato dietro la fama e l'etichetta del "dittatore democratico", legato a quel 4-4-2 da far interpretare a giocatori funzionali alla sua idea del calcio. Rigidità negli schemi e nell'applicazione del lavoro settimanale, ma anche umanità. Come quella mostrata con quel bacio a Felipe Melo al momento della sua sostituzione a Udine.

Il cartellino giallo preso dal brasiliano al termine della prima frazione di gioco aveva acceso la lampadina sul rosso: se ne erano accorti i compagni, così come, ovviamente, lo stesso Del Neri.
Una sua eventuale sostituzione subito dopo l'intervallo avrebbe corso il rischio di demotivare un giocatore che vive di stimoli, e fatica a contenere gli eccessi.

Rientrando in campo con la testa "giusta", Melo ha dato ragione alla scelta dell’allenatore, superando - di fatto, sul campo - un esame. Uno dei tanti a cui sapeva di essere sottoposto in questa stagione, che si spera possa essere quella della riscossa. Sua e della Juventus.

Il compito che la società, ad ogni livello, sta portando avanti nel tentativo di ricostruire quanto distrutto dal 2006 ad oggi, presenta difficoltà evidenti a tutti. E' bastata una vittoria convincente per riportare un po’ di serenità, elemento fondamentale per affrontare i prossimi impegni. A questo punto - data la sospensione dello sciopero previsto per questo fine settimana - si andrà avanti senza soste sino al 3 di ottobre, giorno dello scontro con l’Inter.

Chiusa la parentesi friulana, tornano alla memoria altre parole pronunciate dallo stesso Del Neri prima di quella gara: "Quando saremo più attenti e fortunati le cose si assesteranno, ricordandosi però che per la Juve ogni partita sarà sempre una battaglia, ci sarà sempre da dimostrare tutto".

L’esito della partita e l’atteggiamento positivo tenuto in campo dai giocatori ha permesso all’allenatore di variare - finalmente - i contenuti delle sue dichiarazioni.
Avanti sulla strada tracciata da lui, quindi. Sapendo che ci saranno anche momenti di ricadute, tipiche delle squadre "in costruzione".
Ora, però, con tre punti in più in classifica si ragiona meglio.
Basta solo non fermarsi.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

La dedica di questo articolo è scontata quanto sincera

7 commenti:

Scrittore fiorentino ha detto...

Bel pezzo. Ora chiusa come dici tu la parentesi friulana, cerchiamo di affondare il Palermo che di punti ce ne servono tanti....

Qualche volta ti posto io un pezzo su ok........ avvisami. ;)

IoJuventino ha detto...

Ci sta l'analisi, ci stanno i piccoli sfoghi. Bisogna evitare i gol facili, ma i jolly sono impossibili da non prendere.

Gigi Del Neri sta lavorando bene, ma era palese sin dai primi giorni. Serve però ancora molto tempo. Ci saranno degli scivoloni, degli exploit e dei pareggi scialbi. Ci sarà stanchezza, brillantezza e partite stentate. L'importante è allenare "lo spirito Juve". Le risposte di Marotta e Agnelli mi convincono.

L'unico dubbio è questo: non sta insistendo troppo sullo stesso 11 di partenza?

Scrittore fiorentino ha detto...

Può darsi, ma è giusto far giocare chi attraversa un buon momento di forma, senza farsi troppi scrupoli. Vedere dei cadaveri in campo solo perchè portano un nome importante non serve alla causa juventina.

Giuliano ha detto...

Domenica, guardando 90' minuto, mi ha colpito il commento finale del signore che parlava da Udine, quello sul "se l'arbitro avesse dato quel rigore su Sanchez chissà come sarebbe finita". (Sanchez si è imbranato, è inciampato sul pallone).
E' finita 4-0, c'è stato anche Zamparini (allora al Venezia) o Corioni (al Brescia) che si lamentavano per l'arbitro dopo un 4-0, e questa è davvero ridicola.
Piuttosto, penso che Del Neri sia inorridito, e noi con lui, nel vedere Sanchez due volte da solo davanti al portiere: questa sì che era una cosa da rimarcare, in sede di commento. Per fortuna nostra, era Sanchez...

Direi che merita un commento anche il magistrato che sequestra i beni di Giraudo su ricorso di Corioni...I presidenti del calcio buttano via soldi come se fossero coriandoli, forse sarebbe meglio occuparsi delle cause dei piccoli (operai, impiegati...) che non riescono a vedere chiuse le loro cause, piuttosto che perdere tempo dietro ai "ricchi scemi".
E pensare che la Juve, facendo ricorso al Tar, avrebbe potuto bloccare i campionati: dal 2006 in qua, niente campionati. E avrebbe avuto ragione a farlo, perché come si concilia la clausola compromissoria con la quotazione in Borsa?
Mah, io non riesco più a prendere sul serio il calcio...Mi interessa però la Juve, vediamo stasera se il lavoro di Del Neri ha dato qualche frutto a questa nostra sciagurata difesa...

Bianco Su Nero ha detto...

Io so solo che quando DelNeri dice "il calcio che faremo vedere quest'anno" mi rassereno.

incrociamo le dita per stasera.

Cronache bianconere ha detto...

Causa impegni personali (vari) posso rispondere soltanto adesso (col pc davanti a me), dopo la sconfitta col Palermo
@Scrittore fiorentino: grazie, per tutto
;-)


@IoJuventino: “L'importante è allenare "lo spirito Juve"”: concordo, almeno quello. Ma deve essere accompagnato dai risultati, altrimenti si rischia grosso.

@Scrittore fiorentino: “Vedere dei cadaveri in campo solo perchè portano un nome importante non serve alla causa juventina”: perfetto


@Giuliano: “E pensare che la Juve, facendo ricorso al Tar, avrebbe potuto bloccare i campionati: dal 2006 in qua, niente campionati”: INFATTI….
“Mi interessa però la Juve”: bene ;-)
“vediamo stasera se il lavoro di Del Neri ha dato qualche frutto a questa nostra sciagurata difesa...”: no… A giochi fatti, no…
Ce n’è da fare, qui…

@Bianco Su Nero: lui fa quel che può….

Un abbraccio a tutti!!!

Scrittore fiorentino ha detto...

La partita ormai sappiamo bene come è finita. Un'altra prestazione mediocre con tante difficoltà palesate in campo contro una squadra ben organizzata. Ci sarà ancora molto da soffrire.....