giovedì 16 dicembre 2010

E' finita l'Europa League dei pareggi

Ad inizio settembre, considerati i nomi delle altre avversarie del gruppo "A" di Europa League (Salisburgo e Lech Poznan), sembrava certo che Juventus e Manchester City si sarebbero agevolmente classificate nelle prime due posizioni. I ripetuti pareggi ottenuti dalla Vecchia Signora nelle cinque gare precedenti, invece, l'hanno spinta fuori da questa manifestazione, relegando la gara disputata stasera ad un qualcosa di più di una semplice amichevole. Del Neri, però, nella consueta conferenza stampa del giorno precedente questo incontro era stato chiaro: "Per me la partita con il Manchester non è inutile. Voglio vedere i giocatori della rosa che hanno giocato meno e capire se potranno tornare utili in futuro. La nostra esperienza passa anche attraverso questa sfida contro il City".

I Citizens, privi di Adebayor, Tévez e Balotelli, partono a razzo: dopo soli tre minuti di gioco Richards mette l’acceleratore e si invola sulla fascia destra del fronte offensivo inglese, porgendo un pallone invitante dentro l’area piccola bianconera (a pochi centimetri dalla linea di porta) a Jo, che non riesce a spingerlo in rete.
Gli ospiti colpiscono la difesa juventina ai fianchi, vero punto debole della formazione di Del Neri. Johnson, che nella gara disputata in Inghilterra realizzò la rete del pareggio finale, questa volta opera sul lato sinistro, dove ad attenderlo c’è il rientrante Grygera, in evidente difficoltà dopo la lunga assenza.
Trascorsi dieci minuti di gioco, una bella incursione di Del Piero conclusa con un tiro deviato in calcio d’angolo spezza il predominio iniziale degli uomini di Roberto Mancini, che per poco non trovano il goal grazie ad un'involontaria deviazione di Sissoko nella porta difesa da Manninger.
Un altro fendente del capitano bianconero scagliato dal lato sinistro del fronte offensivo bianconero si perde non lontano dalla traversa. E’ il preludio ad una fase di stanca della partita: dopo un botta e risposta tra le due squadre, cala improvvisamente l’intensità del match.
E mentre arriva la notizia del vantaggio dei polacchi del Lech Poznan a Salisburgo (rete di Stilic), da un contropiede dei padroni di casa nasce la prima rete della Juventus: Del Piero, giunto in area di rigore, controlla il pallone, mette a sedere Richards con una serie di finte e smista a centro area, dove sbuca Giannetti, che con un perfetto movimento da goleador, anticipa l’avversario diretto e realizza il goal dell’1-0.
Nella ripresa inizia nuovamente forte il City: Jo si rende pericoloso di testa, mentre Johnson evita un intervento di Legrottaglie dentro l’area di rigore per tirare a colpo sicuro, ma viene fermato dal disperato tentativo di recupero di Grygera. Cresce a vista d’occhio Traoré, così tanto da indurre Del Neri ad avanzarlo sulla linea mediana del campo in concomitanza con la sostituzione di Krasic con Camilleri. Il serbo, ai margini della gara sino a quel momento, esce dopo aver concluso una bella azione di Felipe Melo con un gran tiro deviato in angolo da Given. Grygera si posiziona sulla sinistra, lasciando la fascia precedentemente occupata al giovane neoentrato.
Del Piero (prima su punizione e poi con un gran tiro di sinistro) e Sissoko (con un colpo di testa su calcio d’angolo) impensieriscono gli inglesi, mentre gli ospiti protestano per un fallo di mano di Chiellini in area di rigore bianconera. Finisce la partita di Traoré (crampi), sostituito da Niccolò Boniperti, nipote del grande Giampiero. Pochi minuti dopo Jo (sempre lui), lasciato colpevolmente solo nel bel mezzo dell’area di rigore juventina, trafigge Manninger e fissa il risultato sull’1-1 conclusivo. Buchel, già presente nella gara interna contro il Salisburgo, entra in campo nei minuti finali al posto di Giannetti, l’ultimo goleador della Juventus nelle competizioni europee allo stadio “Olimpico” di Torino.

Manchester City e Lech Poznan concludono il gruppo “A” con undici punti; i bianconeri di Del Neri si fermano a sei, tanti quanti sono i pareggi accumulati nelle gare disputate sino ad oggi. Lo stesso tecnico di Aquileia aveva dichiarato: “Non snobbiamo questa sfida anche se la Juventus deve dare molta più importanza al Chievo in campionato”.
Così sarà, anche perché da adesso in poi la Vecchia Signora giocherà tutte le restanti gare della stagione dentro i confini del nostro paese. Dove, oltre alla serie A, c’è una coppa Italia da conquistare.
Sarebbe la decima.

Articolo pubblicato su

4 commenti:

IoJuventino ha detto...

Incredibile, eh? Chi l'avrebbe detto 6 punti in 6 gare?

Però io trovo corrette le dichiarazioni di Del Neri. Abbiamo peccato di ingenuità e di scarsa appalicazione-allo-studio con le due squadre minori (minori sulla carta) e cioè Lech e Salisburgo. E abbiamo dimostrato di poter lottare alla pari e anche qualcosa in più contro il Manchester dei ricconi e dei superacquisti.

Che serva da lezione.

Sono poi convinto che l'uscita non può che essere benefica per il campionato.

Giuliano ha detto...

vale quello che abbiamo già detto con il Lech: non si è fatto male nessuno, un sospiro di sollievo.
il calcio è fatto anche così, se fosse entrato quel pallone di Libertazzi al 90'...
Adesso siamo al 41' posto UEFA: ma questo ormai è il passato, vuol dire che quando vinceremo la Champions li prenderemo tutti di sorpresa! (tanto, in Europa bisogna vincerle tutte, Poznan o Barcellona cambia poco).

Betta ha detto...

Mi dispiace per l'eliminazione dall'Europa LEague, ma ho come la sensazione che la squadra voglia concentrarsi di più sul campionato...

Cronache bianconere ha detto...

Buongiorno a todos!
Ieri sono rimasto fuori casa tutto il giorno, in serata abbiamo festeggiato il Natale con i colleghi.
Chiedo scusa, quindi, per il ritardo nelle risposte
;-)

@IoJuventino: a me Del Neri piace. Dall’inizio della sua esperienza a Torino l’ho apprezzato sia come persona che come allenatore.
Non me ne frega niente delle (sterili) polemiche nelle quali si è venuto a trovare in alcune occasioni: stiamo iniziando a fare paura, come squadra e come società, e provano ad attaccarci.
Ma Andrea (Agnelli) non è Blanc, e qui la mano (pesante) del club si vede. Eccome…

L’uscita dall’Europa League porterà molto probabilmente benefici per il campionato, concordo con te.

Non ho una figlia, ma se mai mi dovesse capitare questa bellissima esperienza, difficilmente penserei che mi possa recitare la formazione della Juventus dopo tre mesi di vita.
La nuova società targata Agnelli è appena nata, e dopo cinque mesi siamo già lì tra le prime. Continuiamo a costruire, a migliorare, i risultati arriveranno.
Pazienza.
;-)

@Giuliano: hai una capacità di condensare i concetti in poche parole che, sinceramente, ti invidio.
Oltre a condividerli, è la cosa che più mi colpisce del tuo modo di scrivere

@Betta: ora lo potrà fare :-)
L’importante – però - è che continui a giocare tranquilla: a volte concentrarsi su un solo obiettivo (anche se ci sarà la coppa Italia) può avere un rovescio della medaglia.
Con Del Neri, da questo punto, di vista mi sento (comunque) tranquillo.

Un abbraccio a tutti!!!