venerdì 4 febbraio 2011

Zoff, compleanno con vittoria


Dedico questo mio articolo ad Antonio, e al suo blog Parata di Zoff

Per Dino Zoff quel Cagliari-Juventus in programma allo stadio "Sant'Elia" il 28 febbraio 1982 non poteva rappresentare una gara qualsiasi, visto che si trattava del giorno in cui avrebbe festeggiato il suo quarantesimo compleanno. "Non so cosa organizzeranno in campo per me", disse, "magari prima mi faranno una festa con i fiori, poi la festa con i gol. Otto anni fa giocai a Cagliari dopo tanti brindisi, a Torino mi era nato il figlio, l'antivigilia, perdemmo per due a uno, un tiro di Riva su punizione mi piegò le mani".
Alcuni bianconeri, tra i quali lo stesso portiere, avevano preso parte all'amichevole tra Italia e Francia disputata il mercoledì precedente la trasferta in Sardegna, una gara persa dagli azzurri per 2-0 (le reti furono realizzate da Platini e Bravo). Il conto alla rovescia per il Mondiale di calcio che si sarebbe disputato in Spagna era già iniziato, così come le critiche per una Nazionale troppo poco convincente per poter ambire ad una vittoria finale. Zoff le allontanò con decisione: "Noi non siamo quelli di Parigi, noi quando siamo veri, voglio dire. Adesso la nostra reazione sarà positiva, faremo gruppo, faremo quadrato, faremo famiglia con Bearzot, è accaduto anche nel passato. Prima dell'Argentina, nel 1978, ci furono gli stessi brutti risultati con lo stesso pessimismo e la stessa polemica".

Paolo Carosi, tecnico del Cagliari, per l’occasione dovette fare a meno di Selvaggi e Marchetti, veri e propri punti di forza dell’attacco e del centrocampo degli isolani; di contro la Juventus ovviò all’assenza dello squalificato Gentile schierando al suo posto Osti. Sergio Brio annullò sin dai primi minuti dell’incontro Piras, il terminale offensivo del gioco dei padroni di casa, mentre Furino - sulla linea mediana del campo - sopperì con la propria furia agonistica alla mancanza di freschezza atletica di alcuni compagni di squadra, specialmente quelli reduci dalla gara infrasettimanale con la maglia della Nazionale.
Il Cagliari avvertì subito di trovarsi di fronte ad una Vecchia Signora opaca e svogliata, reduce da tre vittorie consecutive in campionato e forse distratta dall’imminente derby con il Torino previsto per la domenica successiva. La aggredì, sospinto dal pubblico locale e guidato in campo da un ottimo Brugnera, ma nel momento di maggior pressione venne punita dagli ospiti al 27’ della prima frazione di gioco: da una punizione calciata dalla fascia sinistra da Cabrini scaturì un cross diretto verso l’area di rigore dei sardi, Virdis lasciò scorrere la sfera che finì a Tardelli pronto a battere Corti con un potente colpo di testa, con il pallone che passava sotto le gambe del portiere avversario.
I padroni di casa si riversarono nella metà campo bianconera nell’intento di arrivare immediatamente al pareggio. Con il trascorrere dei minuti, però, apparve sempre più evidente l’inconsistenza dei loro attacchi, tanto che Zoff non dovette eseguire un solo intervento in tutto l’arco della partita (“Mi hanno regalato — disse a fine gara — una giornata di riposo, mi sembra il minimo che potessero fare per un vecchietto come me, adesso spero che continuino così”). L’unico giocatore che provò ad impensierirlo seriamente fu Osellame, il centrocampista del Cagliari che al 10’ della ripresa provò ad imitare Tardelli, compiendo però l’errore di colpire con troppa forza la sfera che, una volta toccato il terreno di gioco, si impennò sorvolando la porta bianconera, con lo stesso Zoff che si limitava ad osservarne la traiettoria. E così, mentre dall’altra parte Galderisi e Virdis non riuscivano ad essere incisivi nelle loro sortite offensive e Marocchino continuava ad andare a corrente alternata, sempre Osellame - quando ormai si era arrivati a cinque minuti dalla fine della partita - con un potente rasoterra colpì il palo esterno, senza però preoccupare eccessivamente il numero uno bianconero attento nel seguire la direzione del tiro.

Terminato l’incontro, mentre i giocatori del Cagliari reclamavano nelle consuete interviste post gara l’assenza di fortuna a loro favore (alla quale addebitavano il mancato pareggio), un Furino ancora 'carico' di adrenalina rispose a tono: “Si vince, si prendono i due punti e si mettono in saccoccia. Non mi sembra che il Cagliari meritasse il pareggio. Quali occasioni da gol ha avuto? Quella di Osellame non conta perché c'era un fallo su Cabrini. Fortunati? La fortuna aiuta i forti, no?
Dopo aver sgomitato con la Roma ad inizio campionato, la Juventus si rese protagonista di un avvincente testa a testa con la Fiorentina: la situazione di equilibrio si ruppe all’ultima giornata, allorquando i viola pareggiarono proprio al 'Sant’Elia' per 0-0 e William 'Liam' Brady, su calcio di rigore, regalò a Catanzaro lo scudetto numero venti alla Vecchia Signora. Quello rappresentò l’ultimo dono di un gentiluomo del pallone prima che fosse costretto a lasciare Torino per far posto a Michel Platini e Zbigniew Boniek.
Nel giorno del suo quarantesimo compleanno a Zoff vennero elargite belle parole da tutto il mondo calcistico. Gilmar, portiere brasiliano, dichiarò: “Zoff tra i più grandi del mondo, se non il più grande, anche per come ha reagito alle critiche dopo il 'Mundial' in Argentina”. Il numero uno bianconero, lusingato per il giudizio, raccolse i complimenti e 'rilanciò': “Questo è niente, vedrete come reagirò alle critiche dopo il 'Mundial' in Spagna”.
Quel campionato che ancora non era iniziato, ma del quale aveva già previsto le roventi polemiche che si sarebbero scatenate.
E, forse, la vittoria finale dell’Italia.

Articolo pubblicato su

2 commenti:

paratadizoff ha detto...

Carissimo Thomas ti ringrazio tantissimo per il pensiero e la dedica.
Per me è stato un grande portiere che avrebbe meritato anche il pallone d'oro. La sua dote? Era sempre ben piazzato tra i pali e non si concedeva mai tuffi plateali. Forte nelle uscite, forse remissivo sui calci di rigore, anche se una sera contro l'Ajax...
Grazie ancora caro amico.

Cronache bianconere ha detto...

Per un amico questo e altro, Antonio
:-)

Hai descritto benissimo, in poche parole, il grande Dino.
Uno dei "più grandi".
Se non "il più grande"...

Un abbraccio