giovedì 29 marzo 2012

Omar Sivori e quel suo ultimo Napoli-Juventus

Si chiamava "Rio Colorado" ed era il piroscafo battente bandiera argentina sul quale Enrique Omar Sivori, detto "El Cabezón", fuoriclasse in forza al Napoli di Giuseppe Chiappella, aveva imbarcato i suoi effetti personali il 20 dicembre del lontano 1968. Tra questi spiccava la statua a grandezza naturale che i tifosi partenopei gli avevano regalato durante la sua permanenza all'ombra del Vesuvio: da lì, appunto, sarebbe partita col resto dei bagagli con destinazione Argentina. Pochi giorni dopo Sivori l'avrebbe raggiunta in aereo in compagnia della moglie.

Da qualche settimana a quella parte si era chiuso in un religioso silenzio, cambiando persino il numero di telefono della villa di Posillipo nella quale risiedeva pur di non rilasciare più interviste. Il motivo? Aveva già dichiarato tutto quello che avrebbe voluto e potuto in merito all'ultima gara disputata contro la Juventus allo stadio "San Paolo" il precedente 1° dicembre. Quella che per lui, arrivato in Italia nel 1957 proprio per vestirne la maglia, non era un'avversaria come le altre.

Nel corso del tempo si era innamorato del club bianconero, che dovette poi abbandonare dopo una militanza durata otto anni sconfitto dal calcio del "movimiento" portato a Torino da Heriberto Herrera, il tecnico per il quale quel numero dieci con i calzettoni abbassati sino alle caviglie, i dribbling funambolici, i tunnel, le veroniche, i goals che facevano impazzire milioni di appassionati era semplicemente "un calciatore come gli altri".
In realtà si trattava di un pallone d'oro (1961) dal carattere tutt'altro che docile: faceva incetta di espulsioni, quello che prendeva in campo spesso lo restituiva, non aveva peli sulla lingua. Lo dimostrò anche in occasione della prima volta che la Vecchia Signora lo andò a trovare nella sua nuova casa (6 febbraio 1966): sconfisse il nemico Herrera (1-0) per poi provocarlo a fine gara (“Prima di tutto grazie al Napoli, ai miei compagni e al meraviglioso pubblico. E poi, povera Juventus”)...

In quell'ormai famoso 1° dicembre accadde anche di peggio. Davanti a ottantamila persone la Juventus passò in vantaggio grazie ad un goal realizzato da Anastasi, abile a trafiggere un portiere che negli anni a venire avrebbe contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle della storia di Madama: Dino Zoff. In soli venticinque minuti di gioco una doppietta di Montefusco consentì poi alla formazione di Chiappella di ribaltare il risultato, fino all'arrivo dell'episodio che stravolse l'incontro.

Herrera aveva deciso di affidare Sivori alle cure di Erminio Favalli, un guardiano che il fuoriclasse azzurro soffriva nonostante i ripetuti tunnel che gli riservò per quasi un tempo. L'arbitro Pieroni, che già aveva dovuto calmare i bollenti spiriti tra i due, ad un minuto dalla conclusione della prima frazione di gioco espulse "El Cabezón" per un fallo sul diretto avversario, la cui gravità venne accentuata da una simulazione messa in atto dall’ala bianconera. In quel momento terminò la sua partita ed ebbe inizio una rissa che coinvolse Panzanato (Napoli, al quale vennero inflitte nove giornate di squalifica), Salvadore (Juventus, quattro) e Chiappella (per lui due mesi di assenza forzata dalla panchina).

A Sivori, al quale di giornate ne vennero affibbiate sei, non rimase che la rabbia per un'espulsione che visse come un'ingiustizia perpetrata ai suoi danni. A fine gara, infatti, si lasciò andare ad una promessa mai mantenuta: "A Torino giocheremo in sei. Tanto, per vincere contro di voi, bastiamo pochi". La Juventus, nonostante avesse avuto a disposizione tutta la ripresa da disputare in dieci contro nove, perse quell'incontro al "San Paolo" col risultato di 2-1.

Per l'Avvocato Agnelli Omar Sivor era "un vizio" al quale non si sottraeva facilmente. Venne ricoperto d'amore sia a Torino che a Napoli, dove formò con José Altafini una coppia di attaccanti fortissima dopo aver segnato un'epoca calcistica facendo parte del celebre trio bianconero con Charles e Boniperti. Caso volle che proprio le prodezze compiute come membro di un altro trio (quello con la maglia argentina conosciuto col nome di "angeli dalla faccia sporca", composto con Antonio Valentín Angelillo e Humberto Dionisio Maschio) contribuirono a farlo conoscere nel nostro paese.

Giocò anche con la nazionale azzurra, difendendo i colori di uno stato che gli rimase nel cuore, così come successe con la Juventus. A San Nicolás chiamò la fazenda nella quale si era ritirato proprio "La Juventus", in omaggio al club per il quale aveva ripreso a lavorare come osservatore nel mercato sudamericano.
Se qualcuno nel dicembre di quel 1968 gli avesse anticipato alcuni eventi della sua storia futura, con ogni probabilità lui non ci avrebbe creduto.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

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9 commenti:

Danny67 ha detto...

Mio padre lo ha visto giocare...Quando mi parla di lui nei suoi occhi vedo quella luce che solo i veri fuoriclasse sanno accendere. E quella stessa luce, ad ogni ricordo, si accende di nuovo come se il tempo non fosse mai passato.

Anonimo ha detto...

Ah Sivori .........dico solo che da ragazzino mio fratello, pur essendo romanista, giocava con i calzettoni abbassati per asomigliare a lui! :)

roberta

Antonio ha detto...

Carissimo Thomas ho letto il tuo messaggio sul mio blog. Ti ringrazio, ma effettivamente, anche se la voglia di scrivere c'è ancora (anzi soprattutto adesso che la nostra Juve ricomincia ad assumere sembianze più consone alla propria storia), non riesco a garantire la cura del blog in maniera continuativa. La conseguenza è stata la rinuncia. Mi rimane il piacere di poter leggere blog interessanti come il tuo, anche se non lascio messaggi.
Visto che mi trovo, dico che Sivori è stato un genio, anche se dal mero punto di vista sportivo talvolta eccedeva nell'irriverenza degli avversari. Altri tempi, altro calcio a volte persino meglio di un fair play stucchevole ed inflazionato come quello al quale assistiamo oggi di palloni spediti fuori su ogni calciatore stramazzato al suolo solo per esigenze tattiche!
Concludo dicendo che anche se il Milan ci è ancora superiore sia per società che per rosa, e dovrebbe avviarsi a vincere la seconda stella, sono altresì convinto che restando attaccati con pochi punti di scarto, potremmo anche disturbarli e chissà...Agnelli farebbe mettere la terza stella sulla maglia?
Un caro saluto

Antonio

Giuliano ha detto...

uno dei tanti Palloni d'Oro: lo vinse in quanto italiano (ha giocato anche con la nostra Nazionale), perchè fino agli anni '80 lo davano solo a chi era europeo.
Mi è tornato in mente l'altro giorno, quando dall'Inghilterra non so più chi ha detto "se va alla Juve sarà la sua rovina" riferendosi a un giovane calciatore: veramente, abbiamo una fila di palloni d'oro che neanche il Real Madrid... Da Sivori a Nedved, sarebbe anche ora di metterli bene in fila!
(per esempio, Roberto Baggio l'ha vinto con la Juve!) (e non con altri)

Cronache bianconere ha detto...

Chiedo scusa a tutti, ma in questo momento non riesco a rispondere ad ognuno di voi.
Lo farò domattina, con estremo piacere.
Grazie di cuore per i commenti.

Antonio, non hai idea di quanto mi sia dispiaciuto non poter più leggere i tuoi pezzi.
Non sono mai stato, e mai lo sarò, un ruffiano: se una cosa non la penso, non la dico.
E con il caratterino che mi ritrovo… Beh, chi segue il blog da qualche tempo qualcosa avrà intuito.

I complimenti che ti facevo in passato erano sinceri, lo sai.
Sei uno dei migliori "mouse" presenti sulla rete: se non riuscirai a portare avanti il sito, almeno passa a trovarmi.
Casa mia (nostra, con gli altri) è casa tua.
Quando abbandonai "zebrabianconera10" (per passare a “Cronache bianconere”, ma tu ancora non lo sapevi), mi scrissi: "Provo la sensazione di un caro amico che mi annuncia il suo trasferimento in qualche terra lontana".

Ecco, adesso io lo dico a te ;-)

A presto.
Un abbraccio a todos e buona serata!

Antonio ha detto...

Grazie Thomas. Certo che passo. Proprio come quelli che partono e quando tornano vanno a trovare gli amici a casa per vivere momenti di intima gioia.

Antonio

pigreco san ha detto...

boh se vinciamo bene con il Napoli sono anche disposto a baciare piedi di Conte hihihihi

Cronache bianconere ha detto...

Contrariamente alle promesse (e alle previsioni) ieri ho abbandonato il calcio per un giorno. Blog compreso.
Chiedo scusa.

Mi hanno riportato sulla (mia) terra il rumore e il clamore provocati dal pianto disperato di Galliani, unito al monito di Allegri (“State zitti”).
Amen, andiamo oltre.

Ho trascorso un sabato “diverso”, dedicato alla lettura: “Fai bei sogni”, di Massimo Gramellini.
Bellissimo, oltre che commovente. Lo consiglio a tutti.

Quando pubblicai su “zebrabianconera10” il video su Omar Sivori, intervenne un certo Renato, che lasciò questo commento sul blog: “Ho visto solo ora il tuo generoso ricordo al grande Omar (cè come lo chiamavo io) che mi onoro di essere stato suo grande amico, o come dice suo figlio Nestor “amico di sempre” e devo renderti omaggio per come sei riuscito a spiegare cosa fosse per LUI la Juve. Diceva sempre: QUANDO SI PARLA DI JUVE MI ALZO IN PIEDI. Ti ringrazio ancora per avermi fatto rivivere i momenti più belli della mia vita, come tifoso juventino, e ricordato un grande campione , che a quelli della mia età, ha fatto veramente GODERE PER LE SUE GIOCATE. Grazie”.

Lì per lì, all’inizio, ho pensato ad uno dei tanti pirla che si aggirano per la rete.
Gli ho scritto, ricevendo una risposta che sconfessava “in toto” i miei dubbi.

Un mese e mezzo dopo fu la volta di Nestor Sivori, il figlio del grande Omar.

Purtroppo nel corso del tempo ho perso i contatti con lui, pur provando più volte a scrivergli.

Per me Sivori è un mito.

@Danny67: sono i fuoriclasse che tengono vivo l’interesse (e l’amore) dei tifosi versi questo sport meraviglioso
@Roberta: ecco un esempio di quanto ho appena scritto a Danny ;-)
@Antonio: nella prima risposta che ti ho lasciato venerdì ho commesso un errore: “scrissi” al posto di “scrivesti”. Pardon, ero stanco e di fretta.
La terza stella? Io non la metterei, almeno sino a quando non ci verranno ridati di due scudetti.
La seconda stella del Milan? Non escluderei l’ipotesi di poter arrivare noi per primi alla terza. Partendo da ventisette o ventinove.
@Giuliano: chapeau. Al solito…
@pigreco san: guarda che l’hai scritto, eh? Verba volant, scripta manent…
:-D

Un abbraccio di cuore a tutti!
Buona domenica

Anonimo ha detto...

mi sembra il topic più opportuno, ricordiamo i nostri angeli, accendiamo una stella per loro nel FIRMAMENTO BIANCONERO!

http://www.myfirmament.com/?IDG=8

iscriviti ed inserisci altre stelle per completare il firmamento e far brillare tutte insieme le stelle bianconere che ci hanno lasciato, tifosi, campioni....