venerdì 28 gennaio 2011

Sfida Platini-Zico. Poi spuntò Vignola...

"Arrivai alla Juve e mi trovai davanti Michel Platini. Fate un po’ voi...". Questo è stato il triste destino bianconero di Beniamino Vignola, talentuoso centrocampista acquistato nell'estate del 1983 da Madama quando ancora militava tra le fila dell'Avellino. "Temevo di marcire in panchina, ma riuscii lo stesso a graffiare. Segnai il primo gol nella finale di coppa Coppe ’84, a Basilea contro il Porto. Contribuii allo scudetto dello stesso anno e poi alla coppa Campioni ’85. Ora mi godo il ricordo di essere stato il vice-Platini e di averci più volte giocato assieme. Non è poco".
In una di queste occasioni rubò le luci della ribalta al fuoriclasse transalpino. Accadde il 21 aprile 1984, allo stadio "Comunale" di Torino. La gara metteva di fronte la Juventus del francese all'Udinese di Zico. Sfida per palati fini, uno spettacolo nello spettacolo nel contesto di un momento delicato del campionato, dato che si trattava della quartultima gara con la Vecchia Signora ormai prossima a scucire lo scudetto dalle maglie della Roma per aggiudicarsi il ventunesimo tricolore della sua storia. Con il pareggio a reti inviolate ottenuto in trasferta proprio contro i giallorossi la domenica precedente quell'incontro, la strada verso il successo finale sembrava in discesa. Ma c'era un avversario ostico da superare, visto che tra le sue file spiccavano nomi importanti: Virdis, Causio, lo stesso Zico, Mauro, Edinho, Miano (per il quale si parlava da tempo di un interessamento da parte della stessa Juventus), De Agostini... Sottovalutare una squadra come quella friulana sarebbe potuto costare caro a Madama, che si era quindi posta l'imperativo di non abbassare la guardia proprio nel momento in cui il traguardo si trovava ormai a portata di mano.

Paolo Rossi, imbeccato da Claudio Gentile al 15' minuto, portò in vantaggio i bianconeri di Torino. Fu proprio in quel momento che la rilassatezza tanto temuta alla vigilia dell’incontro finì per impadronirsi degli uomini di Trapattoni. Il gioco scivolò lentamente tra le mani dell'Udinese, che iniziò a premere la Juventus costringendola sulla difensiva: Zico salì in cattedra, Mauro gettò al vento un delizioso assist del brasiliano, Bonini respinse con una mano un cross di Virdis facendo gridare al rigore e allo scandalo il numero 10 carioca (che a fine gara dichiarò: "Ho capito che in Italia non c' è giustizia, alle piccole squadre non viene mai concesso il dovuto"). E fu così che, dopo una bellissima parata di Tacconi su colpo di testa di Gerolin, l'Udinese raccolse quanto seminato sino a quel momento quando ormai si era arrivati alla fine della prima frazione di gioco: Mauro, servito da un eccellente Causio, realizzò la rete del momentaneo pareggio; un minuto dopo Zico portò a due le reti degli ospiti con un gran tiro di destro che trafisse il portiere juventino.
All’inizio della ripresa Trapattoni decise di lasciare negli spogliatoi uno spento Boniek per sostituirlo con Vignola, e dopo sei minuti la sua scelta venne premiata dal goal del biondo centrocampista: dopo essersi inserito pericolosamente nel cuore della difesa friulana, ricevette da Tardelli un pallone che fu in grado di controllare in corsa col piede destro per poi battere l’incolpevole Brini con un forte diagonale di sinistro.
In quel preciso momento Zico capì che non avrebbe dovuto vedersela soltanto contro “le Roi” Platini, ma anche con il talento di quel ragazzo con il numero 15 sulla schiena che due domeniche prima si era già dimostrato decisivo per la Vecchia Signora realizzando (su rigore) a Firenze il goal del successo contro i padroni di casa al novantesimo minuto.
Il brasiliano diventò ancor più protagonista della partita, lanciando prima Virdis solitario verso la porta di Tacconi (fermato in fuorigioco, una segnalazione che fece infuriare i friulani) e iniziando poi un vero e proprio tiro al bersaglio contro l’estremo difensore juventino, autore di parate fondamentali per la vittoria di Madama. Che si concretizzò al 67’ di gara: Vignola (ancora lui) ricevette un pallone da Cabrini poco dopo aver oltrepassato la metà campo dell’Udinese, puntò la porta avversaria e, dopo un affondo lungo quaranta metri, trafisse Brini con un potente destro. Un tiro a fil di palo di Zico fu l’ultima occasione per gli ospiti, usciti battuti dal campo ma comunque protagonisti di una grandissima gara.

Arrivato alla Juventus con l’approvazione di Michel Platini (che ne apprezzava il talento cristallino), Beniamino Vignola quella domenica riuscì a fornire ai bianconeri l’apporto che il francese solitamente garantiva loro proprio in concomitanza con un momento di appannamento del fuoriclasse transalpino, permettendo alla Vecchia Signora di opporsi alle straordinarie giocate di Zico e di far suo lo scudetto numero ventuno.
Ad una recente intervista, oggi che si trova fuori dal mondo del calcio, gli è stato chiesto: “Se Vignola giocasse oggi, in quale ruolo lo potrebbe fare?”. La sua risposta è stata “Non saprei, le mezze ali si sono estinte. Verrei retrocesso di trenta metri, penso. Regista davanti alla difesa come Pirlo”.
Lontano dalla zona di solito occupata da Platini…

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2 commenti:

Giuliano ha detto...

Questa foto di Vignola è esemplare: se gli metto accanto Platini, erano due dei giocatori più forti d'Europa, ma il fisico era questo qui: fisico da persone normali.
Un giorno si scriverà sul serio cosa è successo in quegli anni...(penso al centometrista Ben Johnson: prima di lui c'era Mennea...)

Cronache bianconere ha detto...

Talento cristallino, ma aveva di fronte "le Roi"...
E in più, se proprio si poteva pensare di farli giocare assieme (cosa che è accaduta), quel fisico non lo aiutava di certo a correre dietro ad un pallone. Anche perchè Michel non lo avrebbe fatto per lui...
;-)

Ben Johnson?
Ottimo esempio...

Un abbraccio!