sabato 24 marzo 2012

Non è vero ma ci credo

Superstizione: tendenza, dovuta all’ignoranza, ad attribuire ad avvenimenti ed a fenomeni, pur spiegabili razionalmente, significati ed influssi di carattere soprannaturale.
Suvvia, sono una donna del XXI secolo, non ne voglio neppure sentire parlare.

La partita di Coppa Italia, con la quale abbiamo eliminato il Milan, è finita da pochi minuti quando mi arriva un sms “Andiamo allo stadio per la finale?”.
L’istinto - la pancia - mi farebbe urlare subito di si, abitando a Roma sarebbe così semplice, ma questa è una cosa a cui devo pensare con calma.

Mi spiego, non è che non ne abbia voglia, per carità. Ma è che le mie apparizioni allo stadio hanno portato spesso a situazioni strane.
Volete qualche esempio?

Io c’ero il 16 marzo del 1975, quando perdemmo 1 a 0 con Roma per colpa di un raggio di sole. Si, proprio di un raggio di sole, quello che abbagliò Francesco Morini, il quale - proprio sotto i miei occhi - colpì un pallone assolutamente innocuo facendolo finire esattamente sotto l’incrocio dei pali della porta difesa da Zoff.
Io c’ero anche il 5 settembre del 1993, ancora in curva nord, ancora una sconfitta con la Roma, ma questa per 2 a 1. E questa partita passò agli annali perché fummo capaci, con Roberto Baggio e Vialli, di sbagliare addirittura due rigori. Non solo, ma proprio tirando il penalty, Vialli riuscì persino a fratturarsi un piede.

L’ho anche vista vincere, certo. Per esempio il 6 marzo 1983, la Roma passò in vantaggio con Falcao, ma una punizione pennellata di Michel Platini ed un gol a pochi minuti dalla fine di Sergio Brio riempirono di felicità e di speranza gli juventini in uno stadio stracolmo e ammutolito.
Peccato che proprio l’autore del gol della vittoria, rientrando negli spogliatoi, sia stato morso da un cane! E poi proprio quella speranza fu disattesa, perché quell’anno furono i giallorossi ad aggiudicarsi il campionato.

Invece, avrei dovuto esserci il 20 maggio 1973 (toh, proprio il 20 maggio!), mio padre me lo aveva promesso, ma poi improrogabili impegni familiari ci portarono fuori città quella domenica. E quel giorno ve lo ricordate tutti, vero? (I meno giovani si intende). Era l’ultima giornata del campionato, ed alla fine del primo tempo la Roma stava vincendo 1 a 0, ma poi Altafini e Cuccureddu ribaltarono il risultato consegnandoci il 15° scudetto.

Ma soprattutto non c’ero il 22 maggio 1996, quando - battendo l’Ajax ai rigori – vincemmo la Champions League.
No, lo ripeto, sono una donna del XXI secolo, la superstizione non mi sfiora neppure.
Andiamo allo stadio per la finale?” “Ma no, all’Olimpico con la pista d’atletica la partita si vede male, meglio a casa mia, ho la tv con lo schermo grande”.

Articolo pubblicato su Juvenews.net

Questo articolo è di Roberta. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Una signora in bianconero

5 commenti:

Danny67 ha detto...

Finalmente di nuovo un tuo post Roberta. Mi mancava la tua ironia.
Sono felice di rileggerti.
Si dai non andare...guardala in tv a casa la partita...è meglio..
;-))))

Penso che anche io alla fine la vedrò a casa. Prima andavo sempre all'Olimpico quando la Juventus giocava qui a Roma. Da un pò di anni non vado più in seguito ad alcuni episodi spiacevoli accaduti a noi tifosi del settore ospiti.


Un abbraccio grande!!!

Cronache bianconere ha detto...

Mi unisco al pensiero di Danny: bentrovata :-)

Visti i precedenti, e i commenti degli amici lettori di "Juvenews.net", ti rispondo: anche a casa la partita non si vede male...
Scherzo, dai :-)

A me è capitato di tutto: di veder vincere le gare più impensate (e importanti) e perdere dal vivo una finale di Champions League.

Succede. Il bello è esserci, sempre e comunque.

Un abbraccio grande

Giuliano ha detto...

Scaramanzia? No, figurati
(però ti rispondo solo oggi, l'unedì mattina...)
:-)

Anonimo ha detto...

Ok mi pare che il parere di tutti e tre sia unanime.....starò a casa! ;)

tra l'altro se decidono di spostare la finale a milano, il problema non si pone proprio.


@ Danny : si anch'io avrei episodi spiacevoli da raccontare, a Roma ma anche a Firenze

@ Thomas : considerato che per la finale di Belgrado non eri nato, per quella di Atene eri troppo piccolo (io vidi la semifinale al vecchio comunale!!), restano Monaco, Amsterdam e Manchester, provo ad indovinare ed immagino che sia quella del 2003 che a cui hai assistito, vero? :(

@ Giuliano: appunto, non vero... ;)

grazie a tutti
Roberta

Cronache bianconere ha detto...

@Roberta: sì, hai azzeccato...
:-(

Nonostante tutto, però, posso assicurare che assistere dal vivo ad una finale di Champions League è un'emozione unica

Un abbraccio ;-)