venerdì 20 aprile 2012

Juve e Roma, nuove nel segno dei vecchi


Hanno una storia importante alle spalle, le accomuna il fatto che all'inizio degli anni ottanta (dello scorso secolo) erano considerate le "regine" del calcio italiano, ciononostante - considerando le recenti vicissitudini societarie - Roma e Juventus potrebbero essere paragonate a due "neonate": una ha appena compiuto un anno, l'altra ne compirà due a breve.

Dopo un lungo tira e molla al termine della scorsa stagione nella capitale sono “sbarcati” gli americani, mentre il timone della Vecchia Signora è tornato in mano ad un Agnelli, Andrea, il 19 maggio del 2010. A giudicare da quanto accaduto a Torino alla conclusione del primo campionato non sembrava ci fossero particolari novità rispetto ai disastri della precedente gestione, quella successiva al terremoto del 2006: settima era, e settima è rimasta. Poi è stata inaugurata la nuova casa bianconera, Conte si è seduto sulla panchina di Madama, Pirlo ha iniziato a dirigere il traffico in mezzo al campo, Buffon è tornato "Buffon" e via discorrendo.

Con l'Inter che cambiava allenatori e perdeva poco alla volta i pezzi migliori all’inizio si pensava ad una dittatura del Milan, senonchè a gennaio del 2012 la Juventus è diventata campione d'inverno. La domanda era sorta spontanea: per quanto tempo ancora avrebbe potuto reggere quel ritmo di marcia? D'altronde i rossoneri hanno maggiore qualità, esperienza, una rosa ampia e quell'Ibrahimovic là davanti che risolve le gare a loro favore anche quando giocano male. Arriverà il momento del sorpasso, si diceva: meglio che sotto la Mole imparino a guardare al terzo posto piuttosto che allo scudetto, visto che bastano poche partite per cadere dalle stelle alle stalle.

Certo, Conte può preparare la squadra a lottare per il vertice, esattamente come accadeva ai tempi in cui giocava, ma per i miracoli non è ancora attrezzato: se gli attaccanti non segnano, c'è poco da fare.

Poi capita che in coppa Italia, durante una gara dei quarti di finale proprio contro la Roma, sbuchi fuori Del Piero, sino a quel momento ai margini dell'ennesima rivoluzione bianconera: un goal stupendo, il suo, nel 3-0 con il quale la Vecchia Signora sculaccia i giallorossi. L'Avvocato, da lassù, avrà apprezzato: in occasione del nono anniversario dalla sua scomparsa Alessandro si è tolto di dosso i panni di "Godot" per tornare a vestire quelli di "Pinturicchio".
Nel frattempo in campionato la Juventus da lepre diventa inseguitrice, arriva lo scontro diretto con i rossoneri ed il goal non assegnato a Muntari agita i sonni di Massimiliano Allegri, che non vuol sentir parlare dei rigori non assegnati a Madama. Da Torino Conte fa sapere di annoiarsi, esattamente come accadde al suo Presidente un anno prima (29 gennaio 2011), allorquando - argomentando su Calciopoli - non ne poteva più di replicare a Massimo Moratti, che a sua volta lo definì "Giovin Signore".

Era il giorno in cui Andrea Agnelli disse: "Se tra un anno saremo nelle condizioni attuali avremo un problema". Beh, trascorso quel lasso di tempo le cose sono davvero cambiate: il patron dell'Inter ora si complimenta con i bianconeri per quanto mostrato sul campo in questa stagione (“Sono ammirato dalla Juventus: esprime un calcio efficientissimo, non me l'aspettavo così già quest'anno”) e Madama è tornata ad essere più Signora che Vecchia.

Adesso mancano sei giornate alla conclusione della serie A: non sono più ammessi errori, anche un semplice pareggio potrebbe costare caro. La Roma, sua prossima avversaria, a detta dei Luis Enrique in questo senso è una garanzia: "Ho visto tante volte i ragazzi fare buone prestazioni fuori casa, però in questa stagione non pareggiamo quasi mai: o vinciamo o facciamo figuracce. Non è facile da capire".

Il calendario, modificato dopo la disgrazia occorsa a Piermario Morosini, la metterà poi a confronto con le ultime della classe: Cesena, Novara e Lecce. Sarà ancora una squadra con i colori sociali giallorossi, il Lecce, appunto, l'ostacolo potenzialmente più pericoloso che Madama dovrà fronteggiare nella corsa verso lo scudetto, viste le residue possibilità di salvezza del gruppo diretto da Cosmi.

Domenica, però, spazio a Juventus-Roma, due club che annoverano tra le proprie fila campioni che hanno scritto alcune delle pagine più belle delle rispettive storie: Del Piero e Totti. A loro, quando chiamati in causa e grazie all'esperienza maturata negli anni, spetta anche il compito di aiutare i più giovani ad unire il "presente" col "passato" di quelle società con l'unico mezzo possibile: le vittorie. Ci sono stima e affetto reciproci tra i fuoriclasse in questione, manifestati nuovamente dallo stesso Totti negli attimi successivi l'ultima giornata disputata in serie A: "Sono stati cinque secondi bellissimi: io che segno all'Olimpico e Ale che va in goal a Torino. Magari fosse così tutte le settimane".

Questa volta, però, Del Piero non sarà della stessa opinione.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

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1 commento:

pigreco san ha detto...

be che dire..dico che ormai sono in prepartita dal venerdì e giocare di domenica sera è uno strazio.
dico che Conte ha capito la lezione e lascia Matri finalmente in panca.
Dico che Conte è stato bravo a recuperare un Quaglia formidabidabile. Lo ha aspettato e ora prende i frutti. Un Quaglia così merita la nazionale. Certo spendere 200 milioni milioni in due anni non giustifica Marotta che rimane uno sperperone e aver trovato un Vidal in 200 milioni non lo giustifica. Certo la Juve deve sistemare alcune cose nella dirigenza, la faccenda Del piero per prima poi forse siamo pronti per la Champions. Speriamo solo che Marm,otta non porti altri 50 giocatori perchè deve finire l'album delle figurine. Certo lottare con un Milan cadavere e perdere sarebbe na catastrofe. dobbiamo vincerle tutte.