giovedì 8 luglio 2010

Una Juventus da chiamare per nome



Nell’aprile del 2009, a Recco, Marcello Lippi era stato protagonista con Jean Claude Blanc di un pranzo tristemente passato alla storia (bianconera): lì si celebrò la fine dell’era Ranieri (ancora in corso), e si gettarono le basi per un progetto calcistico mai completato. Quello della Juventus e della nazionale azzurra legate a doppio filo dalla figura dell’ex tecnico bianconero, con risultati che avrebbero dovuto portare benefici a tutte le parti in causa.

Martedì scorso, a Viareggio, ospite dello stesso Lippi è stato Cesare Prandelli da Orzinuovi, nuovo CT dell’Italia e suo successore alla guida della nazionale.
Lì si è parlato della "nuova" Italia: quella dei giovani e degli oriundi, quella che dovrà ripartire dal fallimento sudafricano. Senza, però, il suo ultimo selezionatore.

"Non buttero via l’eredità di Marcello Lippi"
Queste sono state le ultime ammissioni dello stesso Prandelli, al termine del passaggio di consegne e prima di partire per le vacanze.

E Luigi Del Neri?
Lui non ha pranzato con nessuno: si è ritrovato a (quasi) 60 anni sulla panchina della Juventus, realizzando i sogni di un allenatore quando ormai la carriera inizia ad intravedere le sue ultime stagioni. Ha ora in mano una squadra mista di giovani, giocatori esperti, campioni da ricostruire, da "inquadrare" in un nuovo contesto o rivendere ad un prezzo che non generi (esagerate) svalutazioni. Il suo primo obbligo, ad oggi, è quello di renderla presentabile (ed in forma) per il 29 luglio, data del primo incontro ufficiale (andata dei preliminari di Europa League).

Non esiste un’eredità da conservare della Juventus dell’anno scorso, a meno che non ci si riferisca ai vari Buffon, Chiellini e Marchisio. Per quanto riguarda il resto, molto era da cambiare. In parte, qualcosa è già stato fatto.
Lui è stato scelto per la sua natura di allenatore "dittatore-democratico", perché la disciplina, tra le altre cose, era uno degli ingredienti che più mancava nel menù quotidiano di Vinovo.

Padre della Juventus che verrà è Andrea, l’ultimo degli Agnelli, il Presidente che vuole essere semplicemente chiamato per nome. Quello che sale a Pinzolo e si immerge con naturalezza tra i tifosi presenti nel ritiro bianconero, ascolta le (ovvie) preghiere ("Fatti restituire i due scudetti, che sono nostri", "compra Dzeko o Krasic"), ma rimane sensibile al motto caro alla Famiglia: "Dobbiamo essere all’altezza della nostra storia, delle nostre tradizioni, poche parole e fatti".

Il calciomercato estivo del 2010 è iniziato ufficialmente il 1° luglio, e si concluderà il 31 agosto, alle ore 19.00. La rivoluzione bianconera ha avuto inizio in società, nei vertici alti: dalla presidenza in giù, molto (quasi tutto), è cambiato. Per chi manca all’appello, dovrebbe essere solo questione di tempo.
Prima di ricostruire una squadra come la Juventus, era necessario si creasse una dirigenza all’altezza di un simile impegno: una volta terminato questo primo (grande) passo, è stato possibile iniziare il cammino verso quello successivo.

Gli acquisti appena conclusi (sicuramente non di "grido") sono serviti a puntellare la rosa nei punti dove è stato ritenuto possibile intervenire sin da subito. Adesso si passerà alle cessioni, per poi tornare - anche in parallelo a quest’ultime - alle nuove entrate.

Si parla spesso, al giorno d’oggi, di puntare sui giovani, quando questo - però - richiede "tempo" e "pazienza" per poterne raccogliere i primi risultati. Si chiede da più parti una società in grado di programmare il proprio futuro, aspettandosi anche riscontri immediati. Non accorgendosi, in realtà, che le due cose sono in contrasto tra loro. Per tanto è stato chiesto, a gran voce, un "ribaltone societario" in seno alla Vecchia Signora: una volta che si è concretamente realizzato, adesso ci si immagina che dall’oggi al domani una FIGC lenta più che mai riconsegni alla Juventus i due scudetti tolti nel 2006. Si attendeva da anni un dirigente capace di muoversi tra le ragnatele del calciomercato: ora che Marotta e il suo staff hanno messo piede a Vinovo, ci si aspettano acquisti di campioni da un momento all’altro, trascurando, a volte, che nella gestione societaria pesano (e non poco) giocatori acquisti a prezzi altissimi (difficili da rivendere senza creare minusvalenze) e dagli stipendi spropositati (in relazione al loro effettivo valore tecnico e/o al loro contributo recente alla causa bianconera).

Con un gruppo forte e unito, verso un’unica direzione, si va lontano. Senza la classe, non si vince. Il 31 agosto, al termine del calciomercato estivo, sarà possibile stilare una valutazione globale di una squadra da rifondare non (sol)tanto dalle ceneri di Farsopoli, ma da una gestione dissennata durata quattro anni. Questo è il tempo effettivamente trascorso nella speranza che le numerose promesse fatte si tramutassero in realtà.
Attendere ancora (meno di) due mesi per dare modo alla nuova gestione di costruire una squadra competitiva può non essere così difficile. Soprattutto se, al termine di questo breve periodo, la si potrà tornare a chiamare "Juventus". Senza incertezze. E per nome.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

Dedico questo articolo all'allenatore della Juventus, Luigi Del Neri, colpito oggi da un grave lutto in famiglia

8 commenti:

IoJuventino ha detto...

Con un gruppo forte e unito: ecco la chiave di tutto!

JUVE 90 ha detto...

A giudicare da tutto quello che si dice su Lippi e su come abbia influenzato le decisioni della Juve, direi che più che un pranzo deve essere stato un cenone di capodanno per quante cose si sono detti

Cronache bianconere ha detto...

@IoJuventino: quello è fondamentale, a mio avviso.
Però mi ripeto (so che lo faccio spesso, sul tema): senza la classe, non si vince.
Più qualità… Qualità, qualità…
@JUVE 90: conosco il tuo pensiero, nel merito ;-)
Il problema non fu tanto cosa si dissero, ma come “gestirono” l’incontro: da principianti.
Diedero la possibilità a chi voleva di “marciarci sopra”: un fondo di verità c’era, ma lasciarono che tutti potessero dire quello che pareva loro.
L’allenatore della Juventus, in quel momento, era ancora Ranieri: i risultati stavano iniziando a mancare poco alla volta, quello fu l’episodio che delegittimò totalmente il tecnico romano.
La società, in quel momento, si dimostrò per quello che era: “niente”. Il “vuoto” più totale…
Sai quante pranzi simili ci sono in tutte le società, e nessuno si scandalizza…
Te ne dico una: Milito, due anni fa, quando ancora era al Genoa, passava più serate a Milano che non a Genova. Con quegli argentini che poi divennero (un caso?) suoi compagni di squadra.
In quanti ne hanno parlato di queste cene?
La Ridentus era lontana anni luce da quella Vecchia Signora che abbiamo imparato tutti ad amare.
Ora aspettiamo. E speriamo di rivederla al più presto :-)

Un abbraccio

JUVE 90 ha detto...

Quello assolutamente si, il pranzo non doveva venir fuori allo scoperto. Sono d'acordo

Giuliano ha detto...

Per il momento c'è poco da esaltarsi, anche Dzeko sarebbe un'incognita. Però, rispetto all'anno scorso, vedo che si sta costruendo una squadra più sensata: esterni e ali mancavano del tutto, e adesso qualcosa c'è.
Di certo, dei dirigenti come quelli dell'anno scorso non si sente la mancanza: a me Poulsen non dispiace, ma quel contratto che gli hanno fatto è roba da dilettanti, come dici bene tu qui sopra. Se Poulsen, o Melo, vogliono venire alla Juve, è la Juve che deve dire come e quanto...

Cronache bianconere ha detto...

Chiedo scusa per il ritardo nella risposta.
Con il caldo umido (e impressionante) di questi giorni, mi sono dedicato completamente ai bagni e alle persone più care ;-)

@JUVE 90: so che con te – su questo “tema” – camminavo su un campo minato :-)

@Giuliano: sì, non avendolo ancora visto giocare in Italia, ammetto che Dzeko sarebbe un’incognita. Di valore, però.
Credo moltissimo possa sfondare, qui da noi.
In una Juventus degna di tal nome. Anche perché – altrimenti – farebbe la stessa fine di Diego…
Il guadagno annuo di Poulsen e Zebina (???) è da rabbrividire anche con il caldo afoso di questi giorni. Solo “loro” potevano fargliene di simili…
Concordo in pieno con te sulle sensazioni di una squadra (quella che stanno costruendo ad oggi) con un po’ di “senso” in più, rispetto al recente passato

Un abbraccio (e ancora scusa)

MauryTBN ha detto...

Il mercato quest'anno è stato più povero rispetto a quello dell'anno scorso di ben 100 milioni di euro qui in Italia! Manca un po' l'effetto Real Madrid, che da solo aveva mosso l'intero mercato. Alla luce di queste cifre mi sa che un colpo come Dzeko sia destinato a rimanere un miraggio. AAA sceicco cercasi :-)

Cronache bianconere ha detto...

"Alla luce di queste cifre mi sa che un colpo come Dzeko sia destinato a rimanere un miraggio": non è detto, Maury...
Non è detto ;-)