La Juventus che torna da Parma dopo aver
mancato la vittoria di un soffio conferma la tesi del suo allenatore: non è una
squadra di marziani. Viceversa, chi aveva pensato che i bianconeri avessero già
vinto il campionato a fine dicembre probabilmente si era fatto condizionare
dall'enorme distacco accumulato in quel periodo sulle dirette rivali nella
corsa allo scudetto (otto punti). Se proprio si vuol discutere di formazioni
che giocano a calcio come solo gli extraterrestri saprebbero fare allora
bisogna guardare al campionato spagnolo, dove il Barcellona continua ad
incantare e schiantare gli avversari uno dopo l'altro. I suoi successi ormai
non fanno più notizia, così come i Palloni d'Oro conquistati da Lionel Messi e le reti che l'argentino
segna a ripetizione.
Tornando in Italia, ha suscitato clamore
il rallentamento della Juventus in vetta alla serie A. Lo scorso anno, di
questi tempi, Madama aveva un punto in meno in classifica, guardava le partite
della Champions League in televisione e non doveva riempire i suoi serbatoi di
benzina sino al limite della loro capienza per far fronte agli impegni
infrasettimanali. Per misurare la differenza con l'attuale situazione basti
pensare che mercoledì 9 gennaio la Vecchia Signora ha cominciato un ciclo di
incontri che la porterà a giocare ben otto volte in soli trenta giorni.
Un ciclo iniziato con una gara lunghissima, quella disputata in Coppa Italia contro il Milan e durata la bellezza di centoventi minuti. Non dev'essere un caso se domenica a Genova, contro la Sampdoria, il rossonero El Shaarawy si è reso protagonista di una delle rarissime prove incolori di questa prima metà di campionato. Le scorie di partite così tirate difficilmente si riescono ad eliminare in un breve arco di tempo.
Giuseppe Marotta ha recentemente paragonato la serie A ad una corsa a tappe ("E' come il Giro d’Italia, non come la Milano-Sanremo"), centrando il punto della situazione: in questo genere di competizioni gli allunghi si "pagano", in termini di fatiche accumulate, esattamente come le rincorse. Partita a razzo in campionato, Madama ha incontrato delle difficoltà nelle prime gare disputate in Champions League; una volta messo il piede sull'acceleratore in Europa, invece, ha poi frenato in Italia salvo riprendersi in concomitanza con il ritorno di Conte sulla sua panchina.
La forbice tra gli alti e i bassi, fisiologici, che caratterizzano un'intera stagione sarebbero meno evidenti se Madama disponesse di qualcuno in grado di spezzare gli equilibri degli incontri nei quali non riesce a prevalere con il proprio gioco corale. Visto e considerato che, come sostiene lo stesso Conte, "trovare adesso dei giocatori che possano far fare il salto di qualità non è facilissimo, perché chi ce li ha se li tiene", non è da escludere che intorno alla Vecchia Signora si siano create, nel corso del tempo, delle aspettative molto elevate. Forse troppo.
Rosa bianconera alla mano, era evidente sin dalla scorsa estate che il gigante Bendtner ed il piccolo Giovinco non avrebbero risolto i suoi cronici problemi offensivi. Il ruolo di favorita le impone di vincere il campionato, non di ucciderlo. Le due squadre che la tallonano da vicino, Lazio e Napoli, nelle ultime quattro gare hanno accumulato la bellezza - rispettivamente - di dodici e nove punti, in concomitanza con il periodo di flessione bianconera. Tornando sul tema degli allunghi e delle rincorse, non è da escludere che a breve anche le dirette concorrenti possano rallentare il passo, magari nel momento stesso in cui riprenderà a segnare la cosiddetta "cooperativa del gol" juventina.
L'esito del campionato, comunque sia, non è così scontato come a molti era apparso lo scorso dicembre. L'incidenza degli infortuni, delle coppe europee e italiana (il Napoli ne è fuori, ma a breve Juventus e Lazio si troveranno una di fronte all'altra) si faranno sentire moltissimo nel prosieguo del torneo. A meno che qualche eventuale acquisto concretizzato in questo mese di gennaio riesca a modificare gli equilibri della serie A. E' difficile immaginare un'ipotesi simile, anche perché l'attuale sessione di calciomercato resta sempre la versione più moderna del vecchio mercato di "riparazione". Nel caso della Juventus, però, là davanti c'è da "costruire", non da mettere a posto qualcosa.



































