martedì 3 agosto 2010

Una Juve programmata per vincere


Meno di un mese, e la sessione estiva di questo calciomercato terminerà. Passano i giorni, e la situazione rimane inalterata: non se ne vanno i "partenti" e non arrivano i giocatori con cui le trattative sono state annodate da tempo.
Ormai, difficile essere smentiti (ci sarebbe veramente da preoccuparsi…), è questione di poco. Poi inizierà la seconda fase: dopo aver gettato le fondamenta, si dovrà puntare alla realizzazione ed alla conclusione dell’opera di ricostruzione della squadra.

Il trequartista che doveva far compiere il salto di qualità alla Juventus nella scorsa stagione (Diego) viene ora utilizzato come seconda punta ("stile" Doni o Cassano è ancora tutto da vedere, così come per la sua effettiva permanenza in bianconero); gli altri attaccanti in rosa sono sempre gli stessi (con un anno e qualche acciacco in più); nelle restanti zone del campo la squadra inizia ad assumere una sua fisionomia, anche se ci sono ancora diverse caselle da riempire. Compresa quella della "qualità".

La scelta di spostare il gioco nelle fasce laterali, lasciando ai due centrali di centrocampo il compito di difendere ed assalire, ma non di "impostare", potrebbe portare la squadra ad avere un perfetto equilibrio tra condizione fisica e prestazioni in campo: quando la prima sarà buona, dovrebbero arrivare i risultati; in caso contrario, si soffrirà.

In mancanza di occasioni di mercato, si proverà a rilanciare Felipe Melo. Un patrimonio tecnico ed economico, per la società. Ma al di là dell’effettiva riuscita dell’idea, questo non dovrà accadere a scapito della qualità in campo: scelto lui, chi ci sarà a fargli compagnia, in mezzo al rettangolo di gioco? O, viceversa: chi saranno gli esclusi?
L’importante è che il più penalizzato non risulti il gioco: quello che manca, a questa squadra, da anni.
La speranza è che, "regista o non regista" di centrocampo, non venga commesso l’errore ripetuto da tempo: privilegiare la "muscolarità" alla tecnica.

"Platini, ma lei fuma nell’intervallo di una partita?"
"Avvocato, non si preoccupi se fumo io. L’importante è che non fumi Bonini, che deve correre anche per me!" (Michel Platini)


"Jean Claude Blanc ed io stiamo garantendo al nostro Direttore Generale (Giuseppe Marotta) tutto il sostegno necessario perché possa arrivare a fine agosto con una compagine competitiva da mettere a disposizione del nostro nuovo allenatore, Gigi Del Neri" (lettera di Andrea Agnelli ai tifosi).
Ad oggi è sembrato più facile fare piazza pulita in società piuttosto che tra i giocatori.

Il calcio, così come la vita, è fatto di "cicli". L’ultimo vincente, in bianconero, partì dopo otto anni di insuccessi (in campionato) e da pochi trofei (due Coppe U.E.F.A. e una coppa Italia). In pratica dal "primo" addio alla Juventus di Trapattoni e dal "penultimo" Platini (1985-86).
C’erano due Agnelli (Giovanni e Umberto), ma non si riuscì comunque a fronteggiare i periodi vincenti del Napoli di Maradona, dei Milan di Sacchi e Capello, dell’Inter dello stesso Trap e della Sampdoria di Roberto Mancini e Gianluca Vialli.

Proprio Vialli, convinto da Marcello Lippi a rimanere a Torino dopo le sue due prime deludenti stagioni, divenne il simbolo di una Juventus nuovamente vittoriosa.
Quella che ereditò, dall’ultima creatura di Giampiero Boniperti (1993-94), i seguenti giocatori: Peruzzi, Rampulla, Kohler, Porrini, Torricelli, Carrera, Fortunato, Marocchi, Conte, Di Livio, Roberto Baggio, Ravanelli, Del Piero. Oltre, come detto, allo stesso attaccante di origini cremonesi.

Invece di paragonare, come spesso si usa fare in questi periodi, la Juventus attuale a quella del 2006 o ad una di quelle plasmate dalla Triade in quel periodo, è più utile fare un confronto tra "quel" punto di partenza e questo di Marotta e Andrea Agnelli.
Si capirà, una volta di più, la difficoltà del lavoro che li aspetta. E che stanno svolgendo.
Con tanti sentiti ringraziamenti a John Elkann e Jean Claude Blanc.

Ora c’è poco meno di un mese a disposizione, per costruire una squadra "programmata per vincere".
Il voto che verrà dato al mercato bianconero al 31 agosto, non potrà non tenere conto di queste valutazioni. In attesa di (almeno) un "big" che possa aumentare il tasso tecnico e la caratura della rosa. E nella speranza che questo processo richieda il minor tempo possibile.
Senza perderne ancora: a quello hanno già pensato altri.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

10 commenti:

IoJuventino ha detto...

Melo va rilanciato: servirebbe infatti investire una montagna di soldi per garantirsi un big in quella zona del campo.

I tuoi rilanci sulla Juve che ho più adorato mi fanno venire i brividi: stavolta di gioia (solitamente infatti erano di paura appena 4 mesi fa).

Il voto, considerando da dove eravamo partiti e cosa è riuscito a combinare Del Neri fino ad adesso (fatta la tara con il livello delle avversarie, si comincia comunque a vedere gioco, fasce che spingono, equilibrio fra i reparti e perfino la doppietta di Amauri in una gara ufficiale), è certamente alto. Adesso si tratta di puntellare: un terzino sinistro di prima qualità (mi piace Aogo, perché Kolarov è andato via), un esterno di centrocampo (con Del Neri destro o sinistro non fa differenza: mi piace Krasic) e se mandiamo via uno fra Amauri e Iaquinta -> Dzeko!

Cronache bianconere ha detto...

@IoJuventino: ciao!
E buongiorno ;-)

“Melo va rilanciato: servirebbe infatti investire una montagna di soldi per garantirsi un big in quella zona del campo”: concordo sul concetto dell’esborso economico.

Ti dico però quello che, da anni, è il mio pensiero.
Alla Juve serve un uomo d’ordine a centrocampo.
Anche fosse stato “un Cigarini”, non uno Xabi Alonso a tutti i costi.
I giocatori eccezionali li potresti (potevi) prendere anche in altri ruoli.
Ma, a proposito di ruoli, “ad ognuno il suo”.
Per non creare una squadra tutta “corsa e volontà” (mista a tecnica, ovviamente), ma una con un cervello pulsante, uno alla Deschamps, giusto per intenderci. O alla Paulo Sousa (il primo, meraviglioso).

Perché il Milan ha continuato a vincere e ad essere competitivo negli ultimi anni, anche con notevoli deficit nelle varie sessioni di calciomercato?
(tra i vari motivi) Perché a centrocampo, da loro, tolto il dinamismo “è il pallone a correre”.
Grazie ai vari Pirlo e Seedorf. Se vogliono, quelli non te lo fanno vedere per 5-10 minuti.

La Juve di Deschamps, quando voleva rifiatare, era in grado di fare 20-25 passaggi di fila senza perdere la palla.
Ti ricordi il goal del pareggio a Firenze nella stagione 1996-97, giocata il 23 febbraio?
(ora) Vado a memoria: finì con un cross di Jugovic per la testa di del Piero.
Ma quell’azione fu da manuale del calcio: calma, tranquillità, forza, ogni giocatore al suo posto, pallone che girava e loro che “giravano a vuoto”.
Poi… Zac! Goal.

Grazie per il pensiero sugli articoli e sui “rilanci”
;-)

A mio modesto parere, agli acquisti che proponi (terzino sinistro, esterno di centrocampo) aggiungerei un attaccante (almeno: Iaquinta penso andrà via, Dezko – come per te – sarebbe il mio sogno) e un regista. A costo di sacrificare qualcuno.

Un abbraccio e grazie!!!

JUVE 90 ha detto...

Il gol alla Fiorentina dopo 13 passaggi di fila. L'ho visto in una cassetta che mi portò mio zio l'anno del centenario. BELLISSIMO.

Per l'articolo rinnovo quando detto in altra sede :)

Cronache bianconere ha detto...

@JUVE 90: grazie, Sante ;-)
Così come ho ringraziato poco fa Onofrio (Giampilieri nel cuore) per averlo postato su “Juvenews.net”.

Quel pomeriggio mi trovavo in una località vicino a casa.
Ero in un bar, dove andavo a vedere la Juve su “Tele +” (altro che Sky…).
Il mio posto era rappresentato da un congelatore, che dividevo con un amico. Eravamo due sardine, in pratica.
Il locale era sempre pieno, i tavoli prenotati da settembre a fine maggio (giusto tutto il campionato…)
Stretti, con le gambe all’altezza del petto, per 90 minuti.
Intervallo escluso. Andavamo fuori, a fare stretching…

Cosa mi spingeva a passare così le domeniche, a poco più di vent’anni, con il culo su un congelatore?
L’amore per la mia squadra del cuore.
Quello che è irrazionale e non si può spiegare tanto facilmente.
O, almeno: ci provo ;-)

Quando la Juve fece “quel” goal, tirai un urlo che Tardelli mi faceva un baffo (per non dire altro…).
Cavolo che calcio… E che Juve…
Pensa che quella partita non l’avremmo neanche dovuta giocare: i tifosi viola assalirono il pulmann della squadra: una serie di piccoli pezzi di vetri rotti (causa lancio di sassi) colpirono Peruzzi (che non giocò, al suo posto venne inserito Rampulla).
Perché?
Perché la tanto cattiva, brutta, vituperata Triade decisa di schierare comunque la squadra in campo: nessun reclamo, nessuna protesta, nessun ritiro dei giocatori…
Classe, altro che balle.
Ma di questo non ne parla nessuno…

Un abbraccio (e complimenti per il tuo ultimo articolo)

FATHER ha detto...

Rientro dalle ferie e trovo sul terrazzo un nuovo stendibiancheria.

Incredibile: per il secondo anno consecutivo mio figlio è riuscito a romperne uno!!!

Oddio, per carità, apprezzo il fatto che lui passi periodicamente da casa mia per tenerla in ordine e, magari, fare anche qualche piccola manutenzione, o cosette... in cui non riesce tanto bene.

Come annaffiare i fiori... o andare attorno allo stendibiancheria...

Poi, con calma, leggo il suo ultimo articolo, e rimango assai colpito da alcune parole:

"Ti ricordi il goal del pareggio a Firenze nella stagione 1996-97, giocata il 23 febbraio?
(ora) Vado a memoria: finì con un cross di Jugovic per la testa di del Piero."

E allora mi chiedo come caspiterina sia possibile rammentare esattamente la data in cui avvennero sia un tiraccio di Jugovic che una capocciata di Del Piero e, invece, non ricordare affatto come accidenti si debba fare per aprire (o chiudere, a seconda delle circostanze) un semplice, semplicissimo stendibiancheria?

Cronache bianconere ha detto...

Precisiamo: il secondo in tre anni...
;-)
Sono... Sfortunato... Vìa...
:-)

Ps: non ti ci affezionare troppo, a questo.
Non sia mai che il prossimo anno...

Giuliano ha detto...

Leggo il messaggio di Father e sono contento: bello passare da un blog come questo!
Civiltà Juve è anche passare da un blog sul calcio e trovarci uno stendibiancheria. E non sto mica scherzando!
:-)

Cronache bianconere ha detto...

Ciao Giuliano ;-)
Bentrovato!
Lo so, lo so.
In famiglia hanno sempre cercato di abituarmi a non prendere le cose troppo sul serio: “serietà e non seriosità”.
E poi, c’è poco da fare: tra le mura di casa sono un disastro.
Peraltro “annunciato”… :-)
Un abbraccio!

JUVE 90 ha detto...

non sapevo di quello che era successo prima della partita con la Fioretina. Ho imparato qualcosa di nuovo :)

Cronache bianconere ha detto...

Ah, la Triade... ;-)
Ora, però... Forza Marotta!