venerdì 12 novembre 2010

Del Neri, Ranieri e l'anno di "transizione"


"Siamo a 4 punti dalla capolista, mi sembra un campionato molto aperto, l'importante è che la Juve rimanga in quota e - soprattutto - che riesca a ottimizzare in alcune partite".
In poche parole Del Neri, davanti ai microfoni di "Sky Sport" nell'immediato dopo gara contro il Brescia, ha così sintetizzato il momento attuale della Juventus.

Adesso non resta che vedere cosa vorrà da fare la sua squadra da "grande".
A fine agosto, alla vigilia della prima gara di campionato contro il Bari, era chiaro a molti che per la Vecchia Signora questo sarebbe stato un anno di "transizione".
Lo si capiva dalla situazione che la nuova gestione targata Agnelli aveva ereditato dalla precedente e dalla rosa che stava nascendo dall'ultima sessione estiva del calciomercato. Non si trattava del primo, nel periodo post-2006: l'augurio e la speranza, allora come adesso, era che potesse essere l'ultimo.

Poi, ovviamente, quando il pallone ha cominciato a rotolare sul prato verde e le altre squadre a sfilarle davanti in classifica, tutti i buoni propositi di portare pazienza per concedere al cantiere di Del Neri il tempo necessario per trasformarsi in una squadra competitiva sono scomparsi di fronte alla voglia dell'ambiente bianconero di rivedere Madama il più presto possibile ai massimi vertici del calcio, pronta ad osservare gli avversari dall'alto verso il basso. Come accadeva una volta. E non si è più discusso del periodo di "transizione".
Se ne riparlerà - eventualmente - a fine stagione, quando si potrà giudicare, risultati alla mano, il primo anno della "nuova" Juventus.

Tra mille difficoltà e altrettanti infortuni è nato comunque un gruppo capace di affrontare con successo la maggior parte degli ostacoli che si è trovato di fronte al suo cammino, dimostrandosi - paradossalmente - in grado di superare in maniera brillante i più rognosi al contrario di quanto è accaduto con quelli all'apparenza più facili da oltrepassare.

Salihamidzic e Grosso sino a pochi giorni fa non facevano parte di questo gruppo. Nell'incontro che la Juventus disputerà domani sera a Torino contro la Roma potrebbero partire entrambi titolari nell'undici di base che l'allenatore bianconero schiererà dal primo minuto, andando a coprire le caselle dei laterali difensivi rimaste orfane dei precedenti proprietari a causa di squalifiche (Motta) e - manco a dirlo - di infortuni (Grygera, De Ceglie e il rientrante Traoré). Le ha provate (e le sta provando) tutte la Vecchia Signora per rimanere "in quota", per dirla alla Del Neri. Attingendo - all'occorrenza - da risorse alle quali ormai non credeva più.

Lo scorso 23 gennaio, nel corso dell'anticipo della seconda giornata del campionato passato, Claudio Ranieri tornò a Torino per affrontare quella Juventus che lo aveva esonerato a due tappe dalla fine della stagione 2008-09. La vittoria per 2-1 della sua Roma rappresentò la migliore rivincita possibile per l'attuale mister giallorosso.

Sulla panchina bianconera sedeva Ciro Ferrara, l'allenatore che lo aveva sostituito alla corte di Madama. Quella, per lui, fu l'ultima volta in cui guidò la Vecchia Signora in campionato. Venne allontanato pochi giorni dopo al termine di un'altra gara persa (contro l'Inter in coppa Italia), lasciando il posto ad Alberto Zaccheroni, a cui affidarono il compito di traghettare la squadra sino a fine anno.

Da Claudio Ranieri allo stesso Zaccheroni, passando per Ciro Ferrara: ecco alcuni dei cantieri aperti e mai chiusi in casa bianconera, edifici rimasti senza tetto perché crollati prima ancora che l'opera potesse essere completata.

Adesso c'è Del Neri, in quella posizione. Il suo lavoro è visionato e protetto da una società alle sue spalle diversa dalla precedente, con Jean Claude Blanc che sarà costretto a seguire la strada che lui stesso ha indicato - in passato - agli ex allenatori bianconeri ed il ritorno di un Agnelli alla sua guida.

Juventus-Roma, Lazio-Napoli, Inter-Milan: le prime sei squadre si incontrano - casualmente - tra loro in questa dodicesima giornata di serie A. Mano a mano che il campionato andrà avanti, la lista delle pretendenti allo scudetto si assottiglierà. E' un torneo ancora senza padrone, incerto e nel quale i bianconeri, vincendo la gara di domani sera all'Olimpico, potrebbero avere un ruolo importante. Iniziando con l'allontanare una possibile rivale come la Roma.

Anche se sulla sua panchina siede un ex. A cui andrà restituito, ora, lo sgarbo dello scorso 23 gennaio. Non se la prenda Ranieri: quella non era la Juventus. Questa sta provando a diventarla. Saltando - se possibile - l'anno di transizione. A Torino questo termine è poco gradito.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

4 commenti:

Giuliano ha detto...

un esame perfetto, come sempre.
Questo "anno di transizione" andava fatto almeno un anno fa, a parziale scusante c'è da dire che rinunciare a Camoranesi, Trezeguet eccetera non era facile, a totale accusa c'è l'ingaggio di Amauri (4,5 milioni?? possibile? l'ho letto ieri, spero che sia una cifra sbagliata) e anche quello di Diego...
Adesso abbiamo 7-8 giocatori nuovi, e buoni. Direi che non bastano, ma chissà.

Cronache bianconere ha detto...

Grazie, Giuliano ;-)
Lo stipendio di Amauri, a memoria, è inferiore a quella cifra.
Controllerò non appena possibile e ti farò sapere

Bisogna concentrarsi solo sul campionato (altro che Europa League), non abbiamo una rosa che ci consenta di puntare in alto in più competizioni. Concordo.

E ci sarebbe (anzi, c'è) anche la Coppa Italia...

Un abbraccio!

IoJuventino ha detto...

No: non transizione, ma ricostruzione!

Cronache bianconere ha detto...

Speriamo "vincente" :-)