domenica 13 febbraio 2011

Juventus e Inter: ora spazio al campo

Adesso è arrivato il momento del campo, giudice supremo di tutti i risultati. Lì si affronteranno Juventus-Inter, in una gara che sino a qualche anno fa rappresentava il punto di incontro della forte rivalità tra i due club, mentre ora è diventato una delle occasioni nelle quali entrambe le società entrano in rotta di collisione. Importante, ma non l’unica.

Alla luce delle parole pronunciate da Andrea Agnelli durante la conferenza stampa del 29 gennaio scorso ("Moratti mi annoia sul tema Calciopoli"), le successive risposte di Massimo Moratti ("Il Giovin Signore… Non volevo annoiarlo… Mi dispiace") e di Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell’Inter ("Ogni volta a parlare per primi non siamo stati noi, ricordo che a parlare per primi sono altri, ricordo che per aver risposto prima della partita di Torino, della Juve, sono stato tacciato di voler fomentare la tifoseria, noi non fomentiamo niente, vedo che altri stanno iniziando a fomentarla prima della partita Juve-Inter"), hanno dato il via ad una sequela di dichiarazioni destinate ad interrompersi soltanto con il fischio d’inizio della partita da parte di Paolo Valeri, l’arbitro designato per la gara.

Dopo, ovviamente, si riprenderà a discutere sullo stesso tema. Nell’attesa che arrivino riscontri all’esposto presentato dal Presidente bianconero in merito alla revoca dello scudetto assegnato al club milanese nel 2006, basato sulla successiva scoperta di una rete di contatti tra i tesserati della società nerazzurra ed esponenti del settore arbitrale che portò il club torinese a scrivere sul proprio sito: "E’ convinzione della Juventus, pertanto, che venga meno il presupposto della decisione assunta dal Commissario Straordinario della Federcalcio nel 2006: l’inesistenza, cioè, di «comportamenti poco limpidi» addebitabili alla squadra che risultò prima classificata dopo la penalizzazione delle altre" (10 maggio 2010).
Si tratta di un passato, questo, che "non" annoia mai, da riscrivere, che non può essere cancellato con una semplice scrollata di spalle. E’ una ferita aperta che non si rimarginerà sino a quando i fatti processati all’epoca non verranno nuovamente giudicati con equità e con gli strumenti (e le prove) attualmente a disposizione.

Poi c’è il campo. Il Milan vince nell’anticipo del pomeriggio di questa venticinquesima giornata contro il Parma di Amauri, Giovinco e di tutti quegli ex juventini che avranno pure scoperto nella città emiliana la località dei loro sogni, ma ciò non toglie che ora si trovano a pochi punti dalla zona retrocessione. I rossoneri preparano la fuga verso il tricolore attendendo curiosi l’esito della sfida tra bianconeri e nerazzurri allo stadio "Olimpico" di Torino. Se Madama riuscirà a riversare sul rettangolo di gioco tutti i buoni propositi della vigilia, ecco che la formazione allenata da Allegri potrà continuare tranquilla la propria marcia solitaria. Fermo restando che tra non molto dovranno passare pure loro da Torino in una gara che faranno bene a non sottovalutare, visto il risultato di quella del girone di andata.

La vittoria esterna del Napoli (a Roma) consente alla società partenopea di avvicinarsi al Milan e di allontanare le altre contendenti alle prime tre posizioni utili per accedere alla prossima Champions League senza dover passare attraverso i preliminari. Viceversa, la sconfitta dei giallorossi impedisce alla formazione di Ranieri di smuoversi da quota 39 punti, restando così ad una lunghezza soltanto dalla Juventus attualmente ottava in classifica. Al di là di ogni aspetto puramente sentimentale ed emotivo legato alla rivalità tra bianconeri e nerazzurri, la partita di stasera è molto importante anche ai fini di un ritorno della Vecchia Signora verso le zone più nobili della serie A.

Nell’incontro disputato con l’Inter il 3 ottobre scorso al "Meazza" (3 ottobre 2010) Del Neri cercò, attraverso l'utilizzo di alcuni accorgimenti tattici, di creare un argine come protezione per la sua difesa dalle incursioni di Maicon: "Praticamente un 4-5-1", disse a fine partita, "Volevo limitare l’azione di Maicon e in questo senso Quagliarella è stato bravissimo, così come Marchisio che in un ruolo non proprio suo è stato perfetto. Per me la chiave più importante della gara è proprio lì. Maicon è straordinario, decisivo, dovevo trovare una soluzione per evitare guai da quella parte".
Nella partita odierna il tecnico bianconero - assente Quagliarella - con ogni probabilità sposterà sulla fascia sinistra Chiellini, davanti al quale opererà nuovamente Marchisio.

Gli incroci pericolosi, comunque, non mancheranno in tutte le zone del campo. Sarà così anche sull’altro versante, laddove sarà Krasic - che ad ottobre fece trascorrere una bruttissima serata a Chivu - a vedersela con Javier Zanetti. Per quanto riguarda il resto: sono numeri, schemi, parole, considerazioni varie che verranno superate soltanto dal risultato finale. Il punto dal quale la Juventus ripartirà domenica prossima contro il Lecce, alla ricerca di una migliore posizione in classifica e di se stessa, l’obiettivo più difficile da raggiungere per la nuova gestione di Andrea Agnelli.
Con una consapevolezza: quella che il bonus "Calciopoli" è già stato usato.
Male.

Articolo pubblicato su Tutto Juve.com

3 commenti:

Pigreco-San Trader ha detto...

Una Juve strepitosa fino a cambi di Del Neri che ha fatto di tutto per perdere la partita.
Un allenatore da mandare via il prima possibile.
I giocatori ci sono. Marchisio non andava tolto. Matri andava tolto per infortunio e Karsic inguardabile come sempre.

Cronache bianconere ha detto...

Dài, via: per una sera godiamoci 'sta vittoria
;-)

Forza Juve!!!
Un abbraccio!!!

MauriLaZanzara ha detto...

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