venerdì 30 novembre 2012

Juve, il derby prima della coppa

 
Quale Juventus accoglierà sabato prossimo il Torino per giocare la prima stracittadina della storia nella sua nuova casa?
Quella scintillante che ha annichilito il Chelsea nell'ultima gara disputata in Champions League oppure la sua versione più scialba, quella che a Milano si è poi limitata a timbrare il cartellino lasciando i tre punti all'ombra del Duomo?
 
I derby sfuggono al gioco dei pronostici. Anzi, spesso si divertono a ribaltarli. Per mantenere la vetta solitaria della classifica la squadra di Conte non potrà permettersi ulteriori passi falsi in serie A, visto che il Napoli si trova a due sole lunghezze da lei e che il prossimo impegno degli uomini di Mazzarri (in casa contro il Pescara, fanalino di coda) non sembra essere certo insormontabile.
 
Il ritmo tenuto da Madama in questa stagione ha costretto le dirette rivali a mantenere un'andatura elevata sin dal suo avvio. Le fatiche di coppa, oltretutto, non le hanno impedito di andare ancora più veloce rispetto ad un anno fa (trentadue punti contro trenta). Proprio in Champions League la Juventus dovrà procurarsi a Donetsk, mercoledì 5 dicembre, il lasciapassare per gli ottavi di finale della manifestazione.
 
Quanto influirà il pensiero di un impegno così delicato e ravvicinato al derby sulle teste dei bianconeri? Questa è una delle domande alle quali Conte dovrà trovare delle risposte prima della partita contro il Torino. Sino al 9 dicembre (in occasione della trasferta di Palermo) l'allenatore continuerà ad osservare i suoi uomini dalle tribune durante i novanta minuti di gioco. Da quella data in poi, invece, potrà riprendere a gestire la propria creatura impartendo gli ordini direttamente dalla panchina.
 
Il caso ha voluto che proprio i due prossimi impegni di Madama siano i più delicati degli ultimi tempi. Anche Giuseppe Marotta, pur concentrato sulla stracittadina, non ha nascosto l'importanza della gara in Ucraina: "Da parte nostra c’è la voglia e la volontà di superare il turno, vediamo lo striscione del traguardo ma ci sono ancora dei metri da percorrere e lo faremo col massimo impegno, pur sapendo che siamo una squadra ben quadrata per arrivare a questo obiettivo".
 
Dopo aver perso l'onore e l'onere di una lunghissima imbattibilità in campionato contro l'Inter (3 novembre), la Juventus ha saputo reagire subito con forza, determinazione e risultati. La sconfitta contro il Milan, influenzata dall'episodio del rigore decisivo fischiato per un fallo di Isla che non c'era, ha messo invece in mostra una formazione bianconera improvvisamente priva di energie (nel fisico) e svuotata di idee (nella testa). L'equilibrio che il doppio binario Italia-Europa richiede a chi vuole essere protagonista in entrambi i fronti non ammette debacle simili in momenti delicati come questi.
 
Buttando l'occhio dall'altra parte della città, mercoledì il Torino di Ventura ha affrontato la gara col Siena di coppa Italia (vittoria dei toscani per 2-0) in formazione largamente rimaneggiata. A causa di un impegno troppo vicino al derby, ovviamente, anche se il tecnico ha assicurato più volte che la Juventus sarebbe stata un pensiero ricorrente soltanto al rientro dalla Toscana.
Fermo restando che quasi tutti i titolari, in realtà, erano rimasti a casa.
 
Articolo pubblicato su

2 commenti:

pigreco san ha detto...

sono già in prepartita e siamo solo lunedì'...dura...

Thomas ha detto...

Te lo confesso: sono un pò agitato anch'io per mercoledì...
:-)

Un abbraccio!