José Mourinho avrà avuto tutte le buone ragioni di questo mondo per esprimere giudizi lusinghieri nei confronti della nazionale di Cesare Prandelli ("In questo Europeo l'Italia può arrivare molto lontano"), resta il fatto che gli azzurri non vincono una partita all'interno di una competizione ufficiale dal lontano 17 giugno 2008 (2-0 contro la Francia, durante lo scorso torneo continentale ospitato da Austria e Svizzera).
A distanza di quattro anni da quel momento, lunedì prossimo 18 giugno la selezione guidata da Prandelli avrà l'ultima chance a disposizione per evitare di tornare a casa anticipatamente dalla manifestazione. Purtroppo, però, l'Italia non sarà completamente padrona del proprio destino: con un pareggio tra Croazia e Spagna condito da un minimo di quattro reti, infatti, un eventuale successo sull'Irlanda di Trapattoni risulterà inutile ai fini del passaggio ai quarti di finale.
Ecco, quindi, che gli incubi dei fatti accaduti nell'Europeo "portoghese" del 2004 si presentano nuovamente sul cammino degli azzurri: allora sarebbe servito un pareggio per 2-2 tra Danimarca e Svezia per eliminare la nazionale guidata proprio da Giovanni Trapattoni, e così accadde (22 giugno). La vittoria ottenuta da Cassano e soci contro la Bulgaria, infatti, non servì a nulla.
Slaven Bilic, il c.t. dei biancorossi, ha rispedito al mittente qualsiasi ipotesi di un’eventuale pareggio di comodo con gli spagnoli (“Un insulto sospettare di noi”), quello iberico Vicente Del Bosque non ha mostrato alcun dubbio sul comportamento che terranno i suoi uomini (“Siamo sportivi, e cercheremo la vittoria”) mentre Trapattoni ha garantito la massima serietà da parte dell’Irlanda (“Non farò sconti”).
Bene, a questo punto non resta che parlare di calcio giocato. Dalla rinuncia iniziale a Criscito all’abbandono della difesa "a quattro" per passare a quella "a tre", dall'impiego di Maggio e Giaccherini sulle fasce al parziale utilizzo di Giovinco e Di Natale in attacco, in carenza di successi tutte le scelte compiute dal commissario tecnico in questo Europeo sono diventate oggetto di discussione. Compresa la fiducia concessa, nel reparto offensivo, a Cassano e Balotelli.
Sulla scia tracciata dal vecchio proverbio "chi è causa del suo mal pianga se stesso", anche Prandelli è consapevole delle regole non scritte di questo sport: "Il calcio è così: se non chiudi, poi può bastare un cross, una punizione, per farti male. A noi manca la cattiveria, la determinazione". Etichettata da molti, se non da tutti, come la gara decisiva del girone, quella con la Croazia era la partita che l'Italia avrebbe dovuto vincere ad ogni costo per garantirsi il superamento della prima fase.
Aggrappati al talento e alle invenzioni di Andrea Pirlo (a proposito: gli dei del pallone devono essersi fatti una bella risata nell’ascoltare l’affermazione di Bilic che sosteneva di preferire Modric al bianconero…), gli azzurri devono ancora trovare il giusto amalgama per far funzionare al meglio l’ingranaggio, quando il rischio di uscire dal torneo è diventato altissimo.
Lo stesso Pirlo ha mostrato di non avere dubbi sul prosieguo del cammino dell’Italia nella manifestazione (“Passiamo”), così come nell’evidenziare i problemi manifestati nel corso dell’ultima partita disputata: “Nella ripresa siamo arretrati troppo e abbiamo finito per subire la Croazia: si è visto su quel cross che ha portato al pareggio, eravamo troppo bassi”.
Più o meno si tratta del medesimo concesso espresso il giorno successivo da Prandelli: “Non è colpa del modulo. Io sto lavorando sulla mentalità: ci si può difendere, però non alla vecchia maniera, e lo ha dimostrato la Juventus”. Una squadra, quella bianconera, che nel corso del campionato appena conquistato aveva aggiunto troppi pareggi ad un’imbattibilità che correva il rischio di rimanere fine a se stessa. Sino al momento in cui le correzioni apportate da Conte ed il successivo cambio di marcia l’hanno condotta dritta fino alla vittoria dello scudetto.
Le probabili modifiche di uomini e sistema di gioco che Prandelli attuerà nell’incontro decisivo contro l’Irlanda dovranno necessariamente portare ad un successo che, per inciso, al tecnico non è mai capitato di ottenere contro Trapattoni. Senza dimenticare che con un pareggio per 1-1 tra Spagna e Croazia all’Italia sarà necessario segnare almeno tre reti (con uno scarto a proprio favore di due) per poter passare il turno…
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